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08:44 19 Ottobre 2019
criptovalute

La Francia discute sistema legislativo e fiscale chiaro per le criptovalute

© Sputnik . Evgeny Biyatov
Economia
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All’Assemblea Nazionale della Francia è stato presentato il rapporto Person, nel quale si propone di rendere la Francia un’avanzata potenza criptovalutaria. La proposta di Pierre Person è stata commentata per Sputnik dall’esperto di criptovalute Jacques Favier.

Il rapporto Person, che prevede un chiaro status legislativo e fiscale sugli attivi in criptovalute e delle attività legate alla blockchain, con l'obiettivo di promuoverne lo sviluppo in Francia è stato ampiamente discusso nella criptosfera dalla sua pubblicazione da parte dell'Assemblea nazionale il 1 febbraio. Nonostante la base giuridica senza precedenti in Europa e alcune modifiche legislative, in particolare, l'intenzione di ridurre l'imposta sulle plusvalenze dalla vendita di beni criptici al 30%, l'aliquota fiscale sembra essere troppo alta per alcuni esperti.

"Praticamente tutte le nostre frontiere hanno accesso a paesi con un sistema fiscale abbastanza favorevole", dice con dispiacere Jacques Favier, segretario e co-fondatore dell'associazione francofona sui bitcoin Le Cercle du Coin, osservando una fuga all'estero di attivi in criptovalute appartenenti a investitori e imprenditori francesi. Jacques Favier apprezza il lavoro svolto da Pierre Person, deputato di République En Marche) (LREM), e autore del rapporto della missione parlamentare presieduta dal deputato dei Républicains (LR) Éric Woerth.

"Prima di tutto, si dovrebbe notare la dedizione di Pierre Person. Ha ascoltato con molta attenzione, cosa che raramente accade tra i nostri interlocutori, ha studiato profondamente, è stato benevolo ed è stato attivamente coinvolto nel lavoro".

"Tutti gli uomini d'affari che hanno discusso di tasse con me, non hanno parlato principalmente della tassazione, ma per loro erano importanti le previsioni, la chiarezza e la stabilità", ha sottolineato Pierre Person nell'intervista con Sputnik.

Secondo l'autore del rapporto, che ha rilasciato un'intervista a Sputnik all'Assemblea nazionale in una conferenza sulle criptovalute organizzata dall'Istituto europeo per gli studi sullo sviluppo (l'Institut européen d'études du développement (IEED)), è stato difficile garantire un'aliquota fiscale più bassa in Francia.

"È abbastanza o no? Questo tasso è coinciso con il tasso delle attività finanziarie, mentre negli utility-token, le attività dei criptoattivi non forniscono garanzie e valori forniti da attività finanziarie classiche, azioni, ecc. Per loro è inconcepibile metterli tutti in un unico gruppo, imporre la stessa tassa su azioni, obbligazioni e beni criptoattivi. Siamo arrivati a un compromesso soddisfacente, secondo me", afferma Pierre Person.

Jacques Favier ha proposto in una conversazione con un deputato di legare l'aliquota d'imposta per le criptovalute con il tasso dei metalli preziosi, stabilendo una tassa dell'11,5% sul prezzo di vendita (e non sul profitto).

"Questo potrebbe soddisfare tutti e verrebbe molto apprezzato", ritiene Favier.

Il nostro corrispondente ha chiesto a Person su tale proposta, non riflessa nei 27 punti della sua relazione:

"Non abbiamo legato l'aliquota alla tassa sui metalli preziosi, come consigliato dal Sig. Favier, per timore del dumping tra, in particolare, gli early adopter, che non sanno come giustificare [prima della tassa] il prezzo di acquisizione, e tutto il resto. Abbiamo visto che a volte esiste una situazione in cui è più redditizio non giustificare il prezzo di acquisto <…>. Guidati dal principio di uguaglianza in materia di tassazione e, in particolare, nel rispetto della Costituzione, non abbiamo seguito il percorso dell'applicazione arbitraria dei due regimi di riscossione delle imposte", ha sottolineato Pierre Person.

Secondo Jacques Favier, è più importante che le banche francesi svolgano operazioni con clienti che utilizzano piattaforme di scambio di criptovalute.

"Le banche francesi non accettano trasferimenti da piattaforme di scambio [di criptovaluta] a conti francesi. I trasferimenti verso la Francia, anche in numeri a tre o quattro cifre, possono essere bloccati, un avviso può essere inviato alla Direzione dell'Intelligence e delle Contromisure su Schemi Finanziari clandestini (Traitement du Régnignement et Action contre les Circuits FINANciers clandestins, TRACFIN), e il tuo account potrebbe essere chiuso", spiega Jacques Favier.

La banca non accetterà in nessun caso "importi di: 1.000, 10.000, 100.000 euro trasferiti da piattaforme come Kraken. Come è possibile pagare le tasse in una situazione del genere?"

"In altre parole, le persone svolgono operazioni nelle filiali francesi di banche estere, o nella Cassa di Risparmio di Lussemburgo (Caisse d'épargne du Luxembourg), o nella banca Fidor, o nelle banche di La Valette o altrove… Ma in ogni caso, in Francia è impossibile scambiare € 100.000 per bitcoin e depositarli sul tuo conto bancario", afferma Jacques Favier.

Pierre Person e altri "crittodeputati", come sono stati chiamati, indipendentemente dalla loro appartenenza politica, si occupano di protocolli decentralizzati basati sulla tecnologia blockchain, sperano di cambiare la situazione superando la mancanza d'iniziativa e l'eccessiva cautela.

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Tags:
Legge, criptovaluta (criptovalute), mining (minare, criptovalute), En Marche, Francia
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