19:43 22 Febbraio 2019
Gazprom Neft

Il mercato europeo del gas è destinato a Gazprom

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Economia
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Gazprom nel 2018 ha battuto per la terza volta consecutiva il record di esportazioni in Europa e Turchia (più di 200 miliardi di m3) e ha le carte in regola per incrementare ulteriormente la propria quota sul mercato europeo. Sputnik vi spiega perché la domanda di gas russo sta aumentando velocemente.

Scossa tettonica

L'Europa ha sempre più bisogno di gas. Secondo le previsioni dell'agenzia Global Gas Analytics, il consumo di gas nel Vecchio Mondo entro il 2025 subirà un incremento di 5 miliardi di m3 rispetto all'anno precedente.

Nel frattempo l'estrazione di gas nei Paesi UE diminuisce sistematicamente e non è il primo anno che accade. Tuttavia, nelle ultime due settimane la situazione si è fatta ancora più complicata.

Il 9 gennaio la Corte suprema olandese ha reso noto di aver esaminato 26 querele presentate da autorità regionali e soggetti privati con l'intento di interrompere tempestivamente l'estrazione presso il maggiore giacimento europeo, quello di Groninga. Da 55 anni è la fonte principale del gas usato in Europa continentale e al momento le sue riserve si stimano a 800 miliardi di m3.

L'estrazione di gas dal sottosuolo di Groninga è la causa per cui l'attività sismica della regione è aumentata. Per questa ragione, il governo olandese nel 2015 è stato costretto a introdurre un "massimale" di estrazione pari a 37,5 miliardi di m3 l'anno.

Tuttavia, a partire dal 2008 (nel periodo in cui i prezzi delle risorse energetiche erano alle stelle) le società Shell ed ExxonMobil, che insieme gestiscono lo sfruttamento del giacimento, hanno incrementato bruscamente l'estrazione di gas. Il risultato? Un terremoto di magnitudo 3,6 che ha scosso l'Olanda nell'agosto 2012. In quell'occasione non vi furono vittime, ma molte costruzioni, fra cui anche abitazioni, furono distrutte o gravemente danneggiate.

Ciononostante, già l'anno dopo Shell ed ExxonMobil estrassero dal sottosuolo di Groninga 53,8 miliardi di m3, quantità record negli ultimi 40 anni. Le società giustificarono quest'aumento delle estrazioni con la "necessità di non dipendere più dalle importazioni di gas dalla Russia".

Punizione per la loro avidità fu il terremoto del gennaio 2018 che provocò gravi danni nella regione di Groninga. Questo scatenò un'ondata di indignazione fra i locali in seguito alla quale il governo del Paese dispose di ridurre l'estrazione di gas a 12 miliardi di m3 entro il 2022 e di interromperla del tutto entro il 2030. Già quest'anno l'Olanda dovrebbe diventare un importatore netto di gas e in futuro il fabbisogno olandese di carburante non farà che aumentare.

Le querele presentate a gennaio alla Corte suprema olandese indicano che questo processo si verificherà molto più velocemente di quanto si pensasse e che la carenza di gas in Olanda e in Europa crescerà più bruscamente di quando non prevedessero i più pessimisti.

Il Troll non salverà l'Europa

L'altro colpo a chi combatte contro "l'indipendenza energetica dell'Europa dalla Russia" l'ha inferto la Norvegia. Questo Paese è ritenuto il principale concorrente di Mosca sui mercati europei del gas: infatti, occupa il secondo posto per forniture di gas in UE dopo la Russia e soddisfa un quarto del fabbisogno di gas dell'Unione (il gas russo, invece, secondo le stime di Wood Mackenzie, rappresenta il 37% del mercato europeo).

La quota principale del gas norvegese (ovvero 35 miliardi di m3 l'anno) viene estratta dal giacimento Troll. Ma qui è impossibile aumentare la produzione per via della capienza limitata del gasdotto che parte dal giacimento. Gli altri giacimenti norvegesi hanno già raggiunto il proprio picco di estrazione, quindi la loro produzione diminuisce.

Dunque, il Direttorato petrolifero norvegese il 10 gennaio è stato costretto a ridurre le previsioni di esportazione di gas da 123,1 miliardi di m3 a 121,4 miliardi ne 2022. Finché le società petrolifere norvegesi non troveranno nuovi giacimenti, l'estrazione di gas subirà un rallentamento del 2% annuo. Di conseguenza, si ridurranno anche i volumi delle forniture all'esportazione.

Ma queste non sono le uniche notizie negative per il mercato europeo del gas.

L'Algeria, il principale fornitore di gas per l'Europa sud-occidentale, ha comunicato un'imminente riduzione delle esportazioni per via di una domanda interna in crescita.

Nel 2017 Spagna e Portogallo da gasdotti e da GNL hanno ottenuto 49,6 miliardi di m3 di gas algerino, ma già entro il 2022 le sue esportazioni potrebbero cessare completamente. "Ne abbiamo abbastanza solo per soddisfare il nostro fabbisogno interno", ha affermato francamente il Ministro dell'Energia algerino Mustapha Guitouni.

Un'espansione flessibile

Nemmeno il gas naturale liquefatto che alcuni esperti tentano di presentare come una valida alternativa al carburante russo infonde particolare ottimismo agli europei. I tre maggiori fornitori di GNL in Europa ad oggi sono Qatar, Nigeria e Algeria.

Il Qatar, le cui esportazioni rappresentano ben il 41% del totale, ha dichiarato ufficialmente che almeno fino al 2025 non prevede di aumentare in maniera significativa l'estrazione e le esportazioni. La Nigeria al momento non dispone delle possibilità tecniche per aumentare le esportazioni. Dell'Algeria abbiamo poc'anzi parlato.

Industria di depurazione del gas - Repubblica dei Komi
© Sputnik . Sergey Subbotin
Gli USA rappresentano il 4% delle importazioni di GNL in Europa e le società del gas transoceaniche intendono incrementare significativamente questa quota. Solo che gli europei non sono ancora pronti: infatti, il GNL americano è troppo caro.

Per questo, ad accrescere in maniera dinamica la propria quota di GNL sul mercato europeo è proprio la Russia. L'anno scorso la spagnola Gas Natural Fenosa e la russa Yamal LNG hanno sottoscritto un contratto secondo il quale in Spagna fino al 2041 arriveranno ogni anno 37 cisterne contenenti gas liquefatto della penisola di Yamal. Si prevede una fornitura complessiva di 3 miliardi di m3.

Il calo dell'estrazione interna in UE, la riduzione delle capacità all'esportazione di Algeria e Norvegia, nonché il vantaggio concorrenziale del gas russo a livello di prezzo garantiscono a Gazprom grandi opportunità per incrementare le forniture.

Al momento il portafoglio dei contratti a lungo termine della holding del gas garantisce la vendita di 4 trilioni di m3 di gas verso l'estero fino alla scadenza dei contratti stessi.

Inoltre, Gazprom ha lanciato e sta incrementando la vendita di gas tramite una piattaforma di trading elettronico. Questa fornisce alla società ulteriore flessibilità sia a livello di prezzi sia a livello geografico.

In particolare questa settimana Gazprom Export ha reso noto di aver avviato le vendite di gas tramite la piattaforma di trading elettronico con invio al maggiore hub del gas in Europa, il Title Transfer Facility (TTF) in Olanda. Da questa piattaforma commerciale, specializzata nella compravendita di GNL e GN, il carburante viene venduto in tutta Europa, anche in Gran Bretagna.

Secondo gli esperti, l'ingresso di Gazprom nel TTF può essere sintomo della volontà societaria di ridurre i prezzi del gas fino a quasi fare dumping. Questo sarà un ulteriore ostacolo al rafforzamento dei concorrenti della Russia sul mercato europeo, in primo luogo americani e il loro GNL.

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