Widgets Magazine
16:23 19 Agosto 2019
Monete cartina geografica

“Crescita solida”: Banca Mondiale promuove economia russa nonostante sanzioni

© Fotolia / Andrey Burmakin
Economia
URL abbreviato
0 181

L'accelerazione della crescita economica, la bassa inflazione e l'aumento della produzione petrolifera: è così che nel 2018 la Russia ha risposto alle sanzioni più pesanti di USA e UE, hanno affermato gli esperti della Banca Mondiale.

Quest'anno la crescita del Pil rallenterà, ma dal 2020 la crescita dell'economia russa prenderà nuovo vigore. Segue l'articolo di Sputnik su come la Banca Mondiale ha valutato lo stato dell'economia russa e mondiale e quali minacce sono all'orizzonte nel corso di quest'anno.

Alla fine del 2018 l'economia russa è cresciuta dell'1,6%, dichiarano gli esperti della Banca Mondiale nel loro report di gennaio. A giugno avevano previsto una crescita non superiore all'1,5%.

"Nonostante l'inasprimento delle sanzioni contro la Russia, l'inflazione è rimasta relativamente bassa e stabile, mentre la produzione petrolifera è aumentata, grazie al costante dinamismo delle attività interne la crescita dell'economia russa ha accelerato lo scorso anno fino all'1,6%", si afferma nel rapporto "The Global Economic Prospects. Darkening Skies".

Alla fine del 2018 l'inflazione in Russia si attestava al 4,2%. E' stata inferiore solo nel 2017, quando si fermò al 2,5%, record positivo della storia moderna del Paese.

L'aumento medio dei prezzi nel 2018 corrisponde con il limite superiore della previsione della Banca Centrale Russa, che aveva predetto 3.9-4.2%.

L'anno scorso la Russia ha stabilito il suo record assoluto per la produzione di petrolio. A ottobre sono stati prodotti 11,6 milioni di barili al giorno.

Il tasso di crescita dell'economia mondiale nel 2019 non supererà il 2,9%. A giugno gli esperti si aspettavano il 3%, ma ora hanno ridimensionato le previsioni a seguito del calo degli scambi e degli investimenti internazionali. Nel 2020 la crescita mondiale si fermerà al 2,8%, dato inferiore alle stime precedenti.

Come spiegano gli economisti, il rallentamento dell'economia globale è legato all'aumento del debito pubblico e privato. Allo stesso tempo il rialzo dei tassi d'interesse porterà a maggiori costi del rimborso dei debiti.

Un altro fattore di rischio globale sono le guerre commerciali.

"Sussiste ancora un aumento delle tensioni nelle relazioni commerciali ed alcune grandi economie dei mercati emergenti hanno subito forti pressioni dai mercati finanziari", si legge nel rapporto.

C'è un avvertimento: l'aumento delle tensioni commerciali potrebbe indebolire ulteriormente la crescita globale.

Gli esperti della Banca Mondiale in particolare si aspettano che la crescita dell'economia dell'iniziatore delle guerre commerciali — gli Stati Uniti — si riduca del 2,5% rispetto al 2,9% dello scorso anno nel 2019, mentre nel 2020 rallenterà ancora fino all'1,7%.

Anche l'economia russa nel 2019 è attesa da un rallentamento fino all'1,5%. Come notano gli autori del report, la pressione sui Paesi in via di sviluppo, inclusa la Russia, sarà influenzata dal calo della domanda estera, dai maggiori costi di finanziamento e dalla persistente incertezza politica. Tuttavia il rallentamento è solo temporaneo. Già nel 2020 il Pil della Russia registrerà +1,8%.

Tags:
Politica Internazionale, Commercio, Economia, Occidente, sanzioni antirusse, Economia della Russia, inflazione, PIL, Banca Mondiale, USA, Russia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik