20:04 17 Gennaio 2019
Vladimir Putin e Xi Jinping

Russia e Cina al limite: un conto di centinaia di miliardi

© Sputnik . Sergey Guneev
Economia
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Stando alle stime ufficiali dell’Ufficio doganale della Repubblica Popolare Cinese il fatturato Russia-Cina negli ultimi 11 mesi è aumentato del 27,8% raggiungendo quota 97,23 miliardi di dollari.

La Russia detiene un saldo all'esportazione evidentemente positivo. Infatti, le esportazioni di prodotti cinesi in Russia sono cresciute del 12% in 11 mesi fino a 43,5 miliardi, mentre le importazioni di prodotti russi in Cina si sono attestate a 53,7 miliardi per un aumento impressionante del 44,3%.

Questo cosa significa? In primo luogo, la Russia ha un'economia principalmente votata all'export. In secondo luogo, il disequilibrio degli anni passati è stato corretto. Ad esempio, l'anno scorso l'export russo in Cina era pari a 38.922.043.567 dollari, mentre l'import russo dalla Cina a 48.042.300.159. Dunque, nel 2017 la Russia ha chiuso con un saldo commerciale in negativo. Ma questo è stato comunque un progresso rispetto all'anno precedente, il 2016.

Chiaramente, al momento un ruolo quasi determinante lo svolge la diversificazione del commercio di fonti energetiche. L'esportazione di petrolio e gas continua a crescere: i compagni cinesi hanno valutato i rischi per la sicurezza e insistono per raggiungere nel più breve tempo possibile un accordo sul secondo tratto di Forza della Siberia.

Le forniture di petrolio e GNL, in seguito all'avviamento delle piattaforme nell'Estremo oriente russo, subiranno anch'esse un incremento. I cinesi, inoltre, sono oltremodo interessati ai concimi minerali, ai metalli, ai macchinari elettrici, alla cellulosa e a varie apparecchiature.

Sui mercati cinesi sono stati testati anche i prodotti agricoli russi.

Oggi il problema principale è che, nonostante il grande rispetto per l'enorme economia cinese, bisogna riconoscere che questa non produce molti prodotti interessanti per il mercato russo. Il "numero uno" indiscusso sono i prodotti di massa. E questo mercato in Russia non è molto grande, ma è estremamente competitivo. Per questo, privare i cinesi di questo mercato (come loro hanno fatto con gli americani) è come tosare un maiale: tanti strilli, poca utilità. Ad esempio, le case automobilistiche cinesi stanno entrando in maniera piuttosto aggressiva sui mercati russi. E a un certo punto non vi è alcun dubbio che limiteranno il margine d'azione dei russi. Ma anche se saturassero il mercato (cosa piuttosto inverosimile), non riuscirebbero a correggere il "disequilibrio naturale" creatosi.

Tra l'altro, la Cina potrebbe cancellarlo del tutto. Al momento per la Cina sono più importanti i corridoi di transito russi: già ora è chiaro che i concorrenti geopolitici oltreoceano potrebbero danneggiare il corridoio meridionale della Grande via della seta. E nel caso in cui i rapporti tra Pechino e Washington divenissero critici nei prossimi anni, l'unica alternativa di transito sicura sarebbe quella russa.

Per questo, o Russia e Cina correggono questo disequilibrio (il che, in generale, non è il massimo visto il passaggio a pagamenti reciproci in valuta nazionale) o inventano forme di partenariato più complesse che permettano di raggiungere un livello qualitativo nuovo di integrazione economica reciproca.

Comunque, questi problemi sono sì molto importanti, ma non eccessivamente urgenti.

Per adesso possiamo solo constatare aridamente un superamento del "limite psicologico consentito", problema che è già stato presentato a livello ufficiale ai leader dei due Paesi.

Ok. Fatto. Bene.

Ora bisogna passare oltre.

Tags:
esportazione, Importazioni, GNL, Cina, Russia
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