04:26 13 Dicembre 2018
Putin a Istanbul per completamento Turkish Stream

Adesso nessuno potrà più chiudere il rubinetto del gas russo

© Sputnik . Mikhail Klimentiev
Economia
URL abbreviato
2222

Lunedì 19 novembre a Istanbul in un’ambientazione solenne all’orientale i leader russo e turco in videoconferenza hanno concluso la costruzione del tratto marittimo più complicato del gasdotto Turkish Stream.

L'ingresso di fatto della Turchia nella piattaforma energetica eurasiatica è vantaggioso sia per Mosca sia per Ankara. Infatti, quest'ultima sta già cominciando a provarsi l'abito di hub del gas più importante del Mediterraneo. E questo, senz'ombra di dubbio, per Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdoğan semplificherà quella parte "non solenne" delle loro trattative riguardante altri punti chiave delle loro relazioni bilaterali. In particolare, la fornitura di S-400 e la risoluzione della situazione nel Governatorato di Idlib. Tale questione è responsabilità della Turchia e rappresenta una delle ultime cellule di terroristi nel nord della Siria. Inoltre, va discussa anche l'inevitabile questione ucraina.

In primo luogo, la costruzione del Turkish Stream danneggia ciò che l'Ucraina ritiene essere i propri interessi chiave. In secondo luogo, la mancanza di intelligenza politica in Ucraina è ormai eccessivamente tossica per il Paese. Ai russi o ai turchi non serve che i problemi del quartiere Fener di Istanbul, ad esempio, diventino un ostacolo alla cooperazione strategica di successo che si è instaurata tra i due maggiori attori della regione.

Ma prima parliamo dell'evento per cui il presidente della supernazione nucleare vola a Istanbul.

Non si tratta di nessun progetto in grande stile. Le perdite di capitale per il progetto Yamal LNG (anche in questo caso Putin vi si è recato per l'inaugurazione) ammontano a 27 miliardi di dollari, mentre entrambi i tratti del Turkish Stream sono significativamente (circa 4 volte) più convenienti. Noi costruiamo tante cose un po' ovunque, anche cose uniche, ma il presidente russo è uno solo. Per questo l'attenzione riservata al Turkish Stream non può essere spiegata solamente con questo fatto.

In sostanza, il leader russo si è recato in Turchia per fare la storia.

Infatti, con l'avvio definitivo dei lavori dei gasdotti (che termineranno da progetto alla fine del 2019) la mappa energetica europea subirà cambiamenti sensibili. E questo, ad esempio, lo capiscono bene i tedeschi che adesso cercano di affrettare la costruzione del "loro" North Stream 2.

Insomma per gli europei il Turkish Stream è innanzitutto un'alternativa. E la "sicurezza energetica" che ci permette di non perdere la testa cercando i migliori percorsi di approvvigionamento: con l'introduzione dei corridoi del gas a nord e attraverso la Turchia nessuno avrà più il monopolio dei rubinetti.

Nessuno tranne la Russia, chiaramente.

Si sta indebolendo significativamente il ruolo dell'Ucraina che voleva ottenere il monopolio del commercio di gas russo in UE. E che in tale iniziativa (del tutto contro le logiche del mercato) era ed è sostenuta da determinate lobby.

Il gasdotto turco sia per la Russia sia per i consumatori europei rende impossibile l'intromissione di terzi nei rapporti reciproci tra produttore e consumatore.

E non a caso ora proprio la Russia e la Turchia scelgono, in sostanza, un percorso per garantire ulteriori forniture in Europa contemplando in modo politicamente corretto nel contratto la necessità di un "accordo con l'UE". Il che, chiaramente, ha senso perché Mosca non vuole avere a che fare con un altro South Stream.

Ma la scelta principale riguarda altro. Il "percorso greco", prima ritenuto il principale, a causa dell'eccessiva instabilità dell'attuale primo ministro greco Tsipras suscita in Mosca molto meno entusiasmo dell'alternativa "balcanica" (attraverso Turchia, Bulgaria, Serbia, Ungheria e Austria: proprio qui i due corridoi, North e Turkish, potrebbero incontrarsi).

Ma la possibilità della Grecia non è stata ancora chiaramente scartata.

La cosa più importante in tal senso è che ad essere più interessati sono gli acquirenti europei e non i venditori russi.

Tra l'altro, anche il leader turco Erdogan ha qualcosa da festeggiare. Infatti, il passaggio di energia turca tramite la piattaforma eurasiatica rende in modo quasi paradossale la Turchia ancor più necessaria all'Europa.    

Tags:
Turkish Stream, Vladimir Putin, Recep Erdogan, Turchia, Russia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik