17:04 16 Dicembre 2018
Economia
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Varsavia considera due contratti a lungo termine di fornitura di gas naturale liquefatto americano come una grande vittoria sulla russa Gazprom e un passo decisivo verso il ritorno del Paese sul mercato del gas europeo e mondiale in veste di attore di rilievo.

Sputnik vi spiega chi in realtà trae più vantaggi da questi accorsi e quali problemi si sono create le autorità polacche fidandosi di Washington. 

Politica, non economia

La settimana scorsa Polonia e USA hanno firmato una dichiarazione per rafforzare l'interazione nel settore della sicurezza energetica. Il ministro polacco dell'Energia Krzysztof Józef Tchórzewski ha definito questo documento "la migliore prova dell'interesse reciproco al miglioramento della cooperazione nel settore energetico".

Tuttavia, Washington preferisce che la lealtà venga espressa non a parole ma tramite contratti vantaggiosi. Per questo, la firma della dichiarazione sulla sicurezza energetica l'8 novembre è stata accompagnata dalla conclusione del contratto per l'approvvigionamento di gas naturale liquefatto (GNL) americano tra la società polacca PGNiG e l'americana Cheniere Energy.

Il documento stabilisce che tra il 2019 e il 2022 incluso la Polonia acquisterà 0,73 miliardi di m3 di gas americano all'anno e 1,95 miliardi all'anno tra il 2023 e il 2042.

Questo è già il secondo grande contratto concluso da PGNiG con gli americani. Infatti, a metà ottobre alcuni giorni dopo l'incontro tra il presidente polacco Andrzej Duda e Donald Trump a Washington, Varsavia si è impegnata ad acquistare dall'americana Venture Global 2 milioni di tonnellate di GNL per 20 anni a partire dal 2022.

Tra questi contratti vi è una differenza fondamentale che riguarda le condizioni di fornitura. Secondo il contratto di ottobre con la Venture Global, i polacchi riceveranno il gas direttamente negli stabilimenti in Louisiana e poi distribuirlo come preferiscono, cioè anche venderlo a Paesi terzi.

Il nuovo contratto, come ha comunicato PGNiG, prevede la fornitura di GNL americano direttamente presso il terminale polacco di Świnoujście. Dunque, la PGNiG prevede di utilizzare questo gas per soddisfare la domanda interna o per venderlo ai Paesi vicini.

Gli esperti sono concordi nell'affermare che l'acquisto del GNL americano da parte della Polonia è dettato da ragioni non tanto economiche, quanto prettamente politiche.

Oggi Varsavia nelle questioni strategiche agisce di fatto applicando il principio "ciò che è buono per gli USA, è buono anche per noi".

Nonostante ciò, la Polonia è sempre più in conflitto con l'Unione europea perché Parigi e Berlino affermano che l'Europa ha interessi propri che non coincidono con quelli di Washington.

Ambizioni per il gas

I progetti per l'acquisto di GNL americano sono il risultato degli ambiziosi sforzi di Varsavia per diventare il principale hub europeo di distribuzione del gas in contrapposizione con la Germania.

Un'altra ragione è il desiderio della PGNiG di guadagnare dalla rivendita di gas americano in Asia.

Ma tutto questo comporta enormi rischi e Washington non vede l'ora di semplificarsi la vita scaricando questi problemi sul suo "migliore amico europeo".

"Siamo pronti a proporre alla Polonia buoni prezzi per il GNL prodotti in USA", ha promesso Donald Trump al presidente polacco a settembre. Ma la realtà è ben diversa.

Secondo i contratti conclusi con Cheniere e con Venture Global, la PGNiG acquisterà il gas al prezzo di mercato, cioè allo stesso livello delle quotazioni presso la borsa dei titoli energetici Henry Hub.

Inoltre, al momento dell'acquisto del GNL presso la Venture Global direttamente agli stabilimenti in Louisiana i polacchi dovranno sobbarcarsi le spese di trasporto per la fornitura del gas al consumatore finale. Secondo il contratto con Cheniere, le spese di trasporto saranno aggiunte alla quotazione in borsa del gas.

Dunque, il GNL americano non è per niente più competitivo di quello russo sul mercato europeo. E la situazione non farà che peggiorare per i polacchi sia relativamente ai prezzi del gas sia alle spese di trasporto.

Il Centro meteorologico americano ammonisce che il futuro inverno sarà tanto freddo quanto il precedente. Per questo, i consumatori stanno facendo scorte di carburante e questo porterà a un rapido aumento delle quotazioni di mercato.

Secondo Henry Hub, il GNL è rincarato negli ultimi tre mesi del 18%.

Questa volatilità già di per sé rende i contratti a lungo termine un'impresa folle. Ma gli esperti dicono che il peggio deve ancora venire.

Il tempo è contro i polacchi

I cambiamenti climatici globali renderanno peggiore il clima negli USA: gli inverni saranno più rigidi e le temperature medie estive aumenteranno.

Significa, cioè, che la domanda interna di energia elettrica e di gas aumenterà di anno in anno. D'inverno per il riscaldamento e d'estate per i condizionatori.

In generale, l'aumento dei prezzi del gas di Henry Hub è inevitabile a medio e lungo termine, il che lascia presagire grandi problemi per la PGNiG.

Ma non è tutto: anche le spese di trasporto del GNL aumenteranno.

Vi è una penuria mondiale di camion cisterne per il trasporto di gas. Per questo, il costo di noleggio, secondo la S&è Global Platts, aumenterà di 3,5 volte l'anno.

Le officine per la costruzione navale si stanno preparando a costruire quest'anno una quantità record di navi cisterne, ma sono tutte noleggiate per adempiere agli obblighi di trasporto di contratti già in atto.

Gli affari conclusi dalla PGNiG con gli americani non rientrano tra queste. Per il trasporto di GNL dagli USA in Polonia sarà necessario costruire nuove cisterne per il gas e le relative spese saranno a carico dei polacchi.

Dunque, il GNL americano in Europa in un prossimo futuro sarà considerevolmente più caro di quello russo. Varsavia dovrà dire addio ai suoi sogni di diventare uno degli attori principali sul mercato energetico europeo, mentre le PGNiG dovrà calcolare con attenzione le perdite che subirà a causa del contratto con Cheniere Energy.

Un mercato saturo

Il contratto di ottobre con la Venture Global in teoria è migliore: i polacchi avranno la possibilità di guadagnare dalla rivendita del GNL americano in Asia. Ma c'è un problema.

Nei prossimi decenni il maggior acquirente di gas al mondo sarà la Cina e il suo mercato fra poco si potrà dire saturo.

Il 20 dicembre del 2019 comincerà a funzionare il gasdotto Forza della Siberia che effettuerà il trasporto dalla Russia in Cina di 38 miliardi di m3 di gas russo l'anno.

Cioè circa un quarto in più delle forniture attuali di GNL verso la Cina (poco più di 21 miliardi di tonnellate l'anno, cioè 30 miliardi di m3).

Ma non è ancora tutto: in occasione dell'incontro con il presidente russo nell'ambito del Forum economico europeo il leader cinese Xi Jinping ha disposto ai ministeri competenti di concordare al più presto gli ultimi dettagli per l'avvio della costruzione del gasdotto Forza della Siberia 2 che attraverserà l'Altay.

Stando alle dichiarazioni del ministro russo dell'Energia Aleksandr Novak, "è rimasto ancora poco su cui cercare un accordo". La costruzione di questo gasdotto di potenza pari a 30 miliardi di m3 l'anno potrebbe cominciare già nei prossimi mesi ed entro il 2022 sarà attivo a pieno regime.

Inoltre, la russa Novatek per il secondo anno sta incrementando le forniture del proprio GNL da Yamal verso la Cina.

Il carburante blu russo (sia il gas trasportato a condotte sia il GNL) sarà senza dubbio più conveniente sul mercato cinese rispetto al gas naturale statunitense. E la PGNiG dovrà affrontare seri problemi dovendo cercare di sfruttare in Cina il carburante acquistato in America.

Tags:
GNL, Polonia, USA, Russia
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