10:29 21 Novembre 2018
Rosoboronexport

Rosoboronexport alla Fiera di Zhuhai, previste vendite per 13,4 miliardi di dollari

© Sputnik . Alexei Kudenko
Economia
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Rosoboronexport, azienda statale russa che gestisce le esportazioni di armamenti, ha in programma vendite all’estero per almeno 13,4 miliardi di dollari nel 2018.

Lo ha detto all'agenzia di stampa "Sputnik", Viktor Kladov, capo della delegazione di Rostec (controllata di Rosoboronexport) a Zhuhai dove è iniziata la China International Aviation and Aerospace Exhibition, rassegna che proseguirà sino a domenica. "Nonostante la feroce concorrenza sul mercato estero, nonostante le sanzioni imposte contro la Russia, il piano per le esportazioni di armi nel 2018 non sarà inferiore a quello dell'anno scorso, ovvero 13,4 miliardi di dollari", ha detto Kladov che ha tracciato un panorama delle commesse e dei programmi di cooperazione con diversi paesi asiatici, iniziando proprio dalla Cina. "Stiamo collaborando attivamente con la Cina in tutti i settori della difesa: terra, aria e acqua", ha detto il funzionario russo.

"Oltre all'attuazione di successo dei due contratti relativi i sistemi missilistici S-400 e gli aerei Su-35, abbiamo molti altri progetti. Non posso entrare nei dettagli, ma vi confermo che abbiamo recentemente firmato altri tre contratti con la controparte cinese", ha aggiunto Kladov. Secondo il rappresentante di Rostec, la Russia completerà le consegne di 24 caccia Su-35 e dei sistemi missilistici S-400 alla Cina entro il 2020. Rosoboronexport sta anche completando la commessa tra Russia e Myanmar sulle consegne dei sei aerei da combattimento Su-30SM. "Il contratto è stato firmato ed è in fase di attuazione", ha spiegato Kladov, secondo cui la Russia ha iniziato a esercitare l'opzione che prevede le consegne di altri sei addestratori Yak-130 e di aerei da attacco leggero al Myanmar. Questa commessa era legata a una precedentemente completata che prevedeva un lotto composto da dieci jet Yak-130.

Positivi anche i rapporti con l'India, confermati e rinsaldati dal recente incontro fra il presidente russo Vladimir Putin e il primo ministro indiano Narendra Modi a Nuova Delhi. La produzione congiunta russo-indiana di elicotteri Ka-226 inizierà entro la fine di quest'anno, ha detto Kladov. La parte indiana detiene il 50,5 per cento delle azioni della joint venture formata per attuare il progetto, mentre la Russia ha il restante 49,5 per cento. Secondo il contratto, 140 elicotteri verranno realizzati in India e altri 60 in Russia. Prosegue concretamente anche la commessa fra Russia e Vietnam: al paese asiatico sono stati già consegnati la maggior parte dei 64 carri armati T-90S e T-90SK. "Le consegne sono in corso, la maggior parte dei veicoli da combattimento è già stata consegnata", ha detto il funzionario di Rostec. Il contratto relativo alle consegne di carri armati è stato firmato nel 2016 e dovrebbe essere completato il prossimo anno.

Nei giorni scorsi erano emersi dei dubbi sull'attuazione del contratto fra Rostec e l'Indonesia che prevede la consegna di 11 caccia Su-35. "No, il contratto non è in ritardo rispetto ai tempi di consegna, ma perché entri in vigore è necessario risolvere diverse questioni tecniche", ha detto Kladov. Alcuni articoli pubblicati sulla stampa russa suggerivano che il contratto siglato fra Mosca e Giacarta potrebbe essere influenzato dalle sanzioni imposte dagli Stati Uniti a Russia, Iran e Corea del Nord.

Fonte: Agenzia Nova

Tags:
T-90, Su-35, Carri armati, Armi, Rosoboronexport, Myanmar, Indonesia, Vietnam, India, Cina, Russia
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