11:30 21 Novembre 2018
Una piattaforma petrolifera

La Turchia cerca idrocarburi nel Mediterraneo orientale

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Economia
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Fatih Donmez, il Ministro dell'Energia e delle risorse naturali della Turchia, ha dichiarato il 9 ottobre che Ankara inizierà le trivellazioni esplorative sulla piattaforma continentale dell'isola di Cipro questo mese. Verranno condotti prima dei test e delle esercitazioni, e alla fine di questo mese inizieranno le perforazioni", ha detto.

Il settore ricco di idrocarburi situato Mediterraneo orientale è diventato un ostacolo nelle relazioni tra Ankara, Atene, Il Cairo e Nicosia. Esperti ciprioti e turchi in un'intervista con Sputnik hanno commentato la dichiarazione di Donmez e le possibili conseguenze di questa azione di Ankara nella regione mediterranea.

Il presidente della commissione per gli affari energetici del principale partito repubblicano dell'opposizione (NPF), presidente del gruppo di lavoro sulla politica energetica della Camera degli ingegneri petroliferi, Nejdat Pamir, ha detto a Sputnik: "Il 29 ottobre sono inziati i lavori di esplorazione, perché in questo giorno si celebra l'anniversario della proclamazione della Repubblica di Turchia. Pertanto, la dichiarazione del Ministro può essere fatta risalire agli interessi nazionali del paese. Negli ultimi anni, sono state condotte esplorazioni di idrocarburi su larga scala nella regione del Mediterraneo orientale, e nella zona di Israele sono state trovate ampie riserve di gas naturale. Stiamo parlando di circa 1 trilione di metri cubi di gas.

Poi dei lavori di perforazione, contrariamente alla legge turca, sono stati avviati unilateralmente dai greco-ciprioti nel sud dell'isola. La leadership della Repubblica turca di Cipro del Nord (TRNC) ha pretese sull'estrazione degli idrocarburi, effettuata da Nicosia nella parte meridionale dell'isola, e ha diritto a questo dal momento che i depositi situati su questo territorio appartengono alla popolazione dell'isola. Tuttavia, sfortunatamente, la parte greca ha trasformato la questione in un oggetto di contrattazione".

Secondo Pamir, i paesi costieri del Mediterraneo occupano posizioni opposte rispetto alla zona economica esclusiva, il che porta all'aggravamento delle contraddizioni nella regione. "L'UE e gli Stati Uniti sostengono la parte greca nella sua strategia della carota e del bastone. In questa difficile situazione, il fatto che la Turchia possieda delle navi per le esplorazioni e una piattaforma di perforazione è molto importante ", ha osservato.

Pamir ha sottolineato che con questo passo la Turchia rafforzerà le posizioni di Ankara e della TRNC durante il processo negoziale sulla questione di Cipro: "Se la Turchia dovesse trovare un giacimento di gas durante l'esplorazione di idrocarburi che durerà per 5 mesi, contribuirà a porre fine al formato irresponsabile e ingiusto della negoziazione portato avanti dalla parte greca. I greci saranno costretti a cambiare le loro tattiche, e forse l'intero corso del processo di negoziazione cambierà. Inoltre, questo potrebbe aiutare sia la Turchia a soddisfare la sua domanda di gas naturale sia a risolvere il problema di soddisfare la domanda di elettricità in Cipro del Nord", ha affermato.

A sua volta, il giornalista Jeyhun Bozkurt, ha detto a Sputnik che "la Fatih è la prima nave da perforazione turca. Grazie ad essa, la Turchia è stata inclusa nella lista di 10 paesi che hanno le proprie navi per la perforazione e l'esplorazione. Inoltre, è stato annunciato l'imminente inizio dei lavori per la costruzione di una seconda nave di perforazione.

Per soddisfare le crescenti esigenze energetiche del mondo, principalmente per quanto riguarda quelle dei paesi della regione Asia-Pacifico, i giacimenti in mare svolgono un ruolo molto importante oggi. La costruzione di navi da perforazione suggerisce che la Turchia comprenda bene la situazione attuale. Il nostro paese è bagnato dai mari da tre lati. Nel Mar Nero vengono periodicamente effettuate esplorazioni di petrolio e gas naturale. Nel Mar Egeo, tali lavori non sono attualmente in corso a causa del conflitto in corso con la Grecia sulla piattaforma continentale. Tuttavia, l'importanza del Mediterraneo orientale sta gradualmente aumentando. Quando si parla di quest'area, viene in mente l'isola di Cipro. Nei primi anni 2000, qui sono stati scoperti depositi ricchi di giacimenti di gas naturale e petrolio, dopo di che l'interesse per le grandi potenze ha cominciato a crescere gradualmente in questa regione. Inoltre, anche i paesi vicini hanno iniziato a mostrare interesse.

La Turchia è lungimirante concentrando la sua attenzione su queste aree. Come è noto, ci sono enormi depositi di petrolio e di gas naturale. Naturalmente, la Turchia non è l'unica, su questa zona hanno rivolto lo sguardo di tutti i principali attori mondiali. I greco-ciprioti stanno cercando di ottenere il sostegno del mondo occidentale e di Israele con l'Egitto. Le potenze occidentali, a loro volta, non hanno intenzione di riconoscere i diritti della Turchia e della Repubblica turca di Cipro del Nord, e dunque avanzano con passi calcolati, utilizzando i greco-ciprioti. I tentativi della Turchia di proteggere i propri diritti e dei diritti dei turco-ciprioti nel Mediterraneo orientale sono una preoccupazione più di tutti per gli Stati Uniti, Israele e l'Egitto. Vorrei sottolineare che la regione del Mediterraneo orientale è di vitale importanza per la Turchia in termini di interessi economici e di sicurezza nazionale. Con questo in mente, il varo della nave di perforazione Fatih è un evento importante dimostra la determinazione della Turchia a raggiungere i suoi obiettivi in ​​questo settore ", ha detto.

Andreas Pentaras, ex capo del servizio di sicurezza di Cipro, in un'intervista con Sputnik ha osservato che se la Turchia inizierà a perforare la piattaforma di Cipro, potrebbe verificarsi una grave crisi.

"Il Ministro non ha specificato esattamente dove nel Mediterraneo si svolgerà il lavoro di perforazione, ma precedenti dichiarazioni dell'ex Ministro dell'Energia hanno indicato che la prima ricerca esplorativa sarà condotta nella zona economica esclusiva della Turchia vicino ad Antalya e Messina. Al momento non sappiamo se questa decisione continuerà o se il lavoro di esplorazione verrà svolto altrove", ha detto.

Spiegando la situazione che si è sviluppata a Cipro, Pentaras ha osservato che "la Turchia si è illegalmente appropriata della maggior parte della zona economica esclusiva di Cipro ad ovest di Paphos". In particolare, ha sottolineato che la Turchia si appropria di circa il 30% della superficie idrica dei giacimenti 4, 5, 6 e 7 della Repubblica di Cipro. "In questa regione, dal 2008, la Turchia non consente alla Repubblica di Cipro o ad altri stati di operare, inoltre l'accesso è chiuso sia alle esplorazioni che ai pescherecci". Pentaras ha anche aggiunto che la Turchia sta intraprendendo azioni simili nell'area di Kastellorizo.

"Quindi, se le trivellazioni esplorative della Turchia si svolgeranno in questi territori, in altre parole, nei territori appartenenti alle zone economiche esclusive di Cipro e Grecia, sorgeranno problemi che causeranno una crisi", ha detto Pentaras e ha aggiunto che è necessario aspettare e vedere dove la perforazione sarà fatta.

Rispondendo alla domanda se ritiene che vi siano indicazioni che la Turchia sceglierà effettivamente questa località per le perforazioni esplorative, Pentaras ha attirato l'attenzione sulle pubblicazioni dei media turchi, secondo cui le perforazioni saranno effettuate tra i blocchi 8 e 9 appartenenti alla Repubblica di Cipro. "Comprendete che se tutto questo è vero, rischiamo una grave crisi, e nessuno sa a quali conseguenze porterà", ha detto Pentaras.

Allo stesso tempo, Andreas Pentaras ha sottolineato che Cipro e la Grecia hanno già adottato alcune misure, in particolare, un appello per l'uso di "una serie di misure preventive da parte dell'UE e dell'ONU". "In effetti, due giorni fa, il rappresentante della Commissione Europea, Margaritis Schinas, ha affermato che l'UE ha pienamente sostenuto il diritto della Repubblica di Cipro a svolgere attività di ricerca nella sua zona economica esclusiva e ha invitato la Turchia ad astenersi da qualsiasi minaccia o altra attività in questa regione."

"La Repubblica di Cipro non ha mezzi militari per prevenire simili azioni da parte della Turchia e si limiterà alla sfera diplomatica. Tuttavia, ritengo che se si conducessero trivellazioni esplorative nell'area di Kastelorizu, ci sarà una grave crisi, e in questo caso la Grecia dovrà agire anche con metodi militari", ha detto Pentaras, aggiungendo che la Turchia, a suo avviso, non rischierebbe un escalation del genere.

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