19:52 23 Ottobre 2018
Bandiera della Slovacchia

Amnesty International accusa Slovacchia di export “illegale” di armi

CC BY 2.0 / Thomas Quine / Slovak flag
Economia
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La Slovacchia avrebbe venduto all'Arabia Saudita centinaia o addirittura migliaia di fucili d'assalto, mortai e lanciarazzi, in modo non trasparente, ha riferito la sede slovacca di Amnesty International. Secondo i funzionari del Ministero dell'Economia Amnesty avrebbe frainteso la metodologia di elaborazione dei dati.

L'analista per la sicurezza František Škvrnda presso la Facoltà di Relazioni Internazionali dell'Università di Economia di Bratislava ha detto a Sputnik che il Ministero non viola gli accordi esistenti, piuttosto, qui il problema è una componente morale. L'esercito saudita è uno dei più pesantemente armati in tutto il mondo, le armi slovacche non gli servono a nulla, quindi più probabilmente queste finirscano nelle mani di ribelli che operano in Libia e Siria.

Amnesty International ha richiamato l'attenzione sul fatto che nel 2016 la Slovacchia ha inviato all'Arabia Saudita 190 mortai da 120 mm, 450 mortai da 60 millimetri, 16 pezzi d'artiglieria lanciarazzi BM-21, 226 mitragliatrici pesanti e 3.500 fucili. La Repubblica slovacca indica i dati di consegna nelle relazioni basate sul trattato internazionale sul commercio di armi. Tuttavia, nella sua relazione annuale per il 2016 del Ministero l'Arabia Saudita non appare come un paese importatore, per cui, secondo gli esperti l'Amnesty, nel 2016 la Slovacchia non ha inviato armi in Arabia Saudita.

Ministero: Amnesty International ha ignorato gli inviti ad un incontro

Il Ministero afferma che le armi sono state effettivamente consegnate nel 2016, sulla base però delle licenze rilasciate nel 2013-2015, le quali erano valide fino al 2016 incluso.

"Poi si scopre che se quest'anno la Slovacchia fornirà armi sulla base di una licenza rilasciata nel 2016, allora queste consegne non si rifletteranno né nella relazione annuale per il 2018, né in nessun altra", scrive Kamila Gunišová, capo della filiale slovacca di Amnesty International. Per questo motivo, la direttrice non è d'accordo con il Ministero, e ritiene che i dati pubblicati siano fuorvianti e non veritieri.

Il Ministero dell'Economia in risposta sostiene che i dati del rapporto annuale e dei riferimenti delle Nazioni Unite sono diversi perché sono raccolti sulla base di metodi diversi, motivo per cui le informazioni variano, non possono essere confrontate. Questo è affermato in una dichiarazione inviata al Sputnik dal Dipartimento per le Comunicazioni del Ministero dell'Economia.

"Nonostante i ripetuti tentativi del Ministero di contattare l'organizzazione, i rappresentanti di Amnesty International sembrano non voler affrontare questo problema e approfondire la metodologia per elaborare i dati sulle esportazioni di armi. L'ufficio cerca di agire nel modo più trasparente possibile, di non nascondere le informazioni sulle esportazioni di armi e di confutare le false informazioni diffuse da Amnesty" hanno dichiarato i funzionari del Ministero, aggiungendo che di aver invitato più volte i rappresentanti di Amnesty International in occasione della riunione: "Amnesty International non ha reagito né risposto in nessuna maniera agli inviti e ha continuato a confrontare dati, che non sono confrontabili".

L'analista nella sfera della sicurezza sostiene la versione del ministero. "Le discrepanze nei dati sulle esportazioni di armi, ovviamente, non dovrebbero sorgere, ma appaiono inevitabilmente nell'applicazione delle diverse tecniche che vengono usate a seconda di come una o un'altra organizzazione scrive il rapporto" spiega Shkvrnda e aggiunge: "non stiamo parlando di una violazione degli accordi internazionali esistenti. La questione qui è quando le armi sono state effettivamente consegnate. In caso contrario sorgerebbe un problema morale: le armi fornite possono essere utilizzate durante i conflitti armati in cui l'Arabia Saudita partecipa in Yemen. La situazione attuale non interferisce con gli affari degli Stati Uniti o della NATO, e quindi la Slovacchia fa ciò che i suoi alleati le consentono, o meglio, le chiedono di essere un vero membro del patto".

Le armi slovacche effettivamente uccidono in Yemen, in Libia e in Siria?

L'Arabia Saudita, secondo l'analista nel campo della sicurezza František Škvrnda, è uno dei regimi più radicali e conservatori del mondo islamico, che vive dei profitti derivanti dalla vendita del petrolio. "La posizione internazionale dell'Arabia Saudita è dovuto alla stretta collaborazione con gli Stati Uniti, il paese con la più alta spesa militare nel mondo" dice l'analista. "Nel mese di maggio 2017, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha concluso un "affare del secolo" firmando un contratto a lungo termine per la vendita di armi e attrezzature militari del valore di $110 miliardi di dollari", ha detto l'analista. L'Arabia Saudita è il più stretto alleato degli americani nella regione, nonostante alcuni "momenti di tensione" nelle loro relazioni negli ultimi anni.

"Anche se l'Arabia Saudita viene spesso criticata per le violazioni dei diritti umani, la situazione economica sta portando allo sviluppo di contatti e alla cooperazione con Riad. Questa è un'altra manifestazione del doppio standard americano", afferma Škvrnda.

Škvrnda guarda il fatto che l'esportazione di armi dalla Slovacchia in Arabia Saudita sia iniziata nel 2013 attraverso il prisma dell'economia. Non ci sono stati seri cambiamenti politici e, di conseguenza, probabilmente stiamo parlando dell'uso di un mercato di sbocco, ovvero l'Arabia Saudita che arma i ribelli anti-governativi in ​​Medio Oriente.

Le armi esportate in Arabia Saudita dalla Slovacchia potrebbero essere state utilizzate non solo nella guerra sanguinosa che ha scosso il vicino Yemen negli ultimi anni, ma anche nel conflitto armato in Libia e Siria, nelle mani dei ribelli anti-governativi, compreso lo Stato Islamico. Tale informazione è stata comunicata due anni fa dal Progetto di investigazione sulla criminalità organizzata e la corruzione (OCCRP), il Balkan Journalism Investigation Network (BIRN) e il Centro per le indagini giornalistiche (researchace.cz).

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Armi, Armi, Armi, il ministero degli Esteri, Amnesty International, Slovacchia, Arabia Saudita
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