21:15 21 Ottobre 2018
Vladimir Putin con Xi Jinping

Un gasdotto va bene, ma due sono meglio: accordo tra Mosca e Pechino

© Sputnik . Mikhael Klimentyev
Economia
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Durante l’incontro con il presidente russo al Forum economico orientale (EEF) Xi Jinping ha ordinato ai suoi funzionari di trovare al più presto un accordo per cominciare la costruzione del gasdotto sulla direttiva Altaj o, come già lo chiamano, del Forza della Siberia 2.

Sputnik vi spiega di quali volumi di forniture si parla e delle prospettive future della collaborazione nel settore energetico tra Russia e Cina. 

Gasdotto ausiliario

Secondo il ministro russo dell'Energia Alexander Novak, sono già stati concordati tutti i dettagli tecnici per la costruzione del nuovo gasdotto nel corridoio di transito già presente lungo l'Altaj, ma ancora "dobbiamo discutere un po'". Il ministro ha aggiunto che si tratta di forniture di circa 30 miliardi di m3 di gas all'anno. Si confronti: il contratto tra Gazprom e China National Petroleum Corporation prevede il transito di 38 miliardi di m3 all'anno attraverso il gasdotto Forza della Siberia in costruzione. Si prevede che parte del nuovo tratto posato sul territorio russo sarà più lungo di 450 km.

"Durante le trattative con il presidente Putin il primo ministro cinese Xi Jinping ha dichiarato che si sono posti l'obiettivo di concludere al più presto l'accordo sulle forniture di gas lungo il corridoio occidentale", ha affermato Novak ai giornalisti all'EEF.

Già nel 2006 si è cominciato a parlare della costruzione del gasdotto lungo il corridoio occidentale, ma l'accordo quadro è stato firmato solamente otto anni dopo. La ragione per cui al momento Pechino chiede di accelerare la realizzazione del progetto è chiara: nonostante la guerra commerciale con gli USA, l'economia cinese continua a crescere velocemente. Dunque, aumenta anche il fabbisogno di risorse energetiche: nel 2017 il consumo di gas in Cina è aumentato del 15% (fino a 237 miliardi di m3 l'anno), nel primo semestre del 2018 del 17% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.  

Ciò significa che prima o poi anche il nuovo percorso lungo l'Altaj sarà insufficiente. Secondo gli esperti entro il 2030 il consumo di gas in Cina raddoppierà e raggiungerà i 480 miliardi di m3 l'anno. Considerando che le estrazioni in loco crescono molto più lentamente, l'unico modo per garantirsi forniture sicure di gas è comprarlo dalla Russia.

"Secondo le nostre previsioni a medio termine, entro il 2035 il fabbisogno di gas russo in Cina sarà compreso tra gli 80 e i 110 miliardi di m3", ha osservato Aleksey Miller.

Rimboccarsi le maniche 

Per conservare il titolo di fornitore più affidabile di idrocarburi, Gazprom deve intensificare le estrazioni. Proprio di questo si stanno occupando a Gazprom: secondo Miller quest'anno i volumi di carburante estratto cresceranno di circa il 5%, cioè fino a 495 miliardi di m3. Ma la maggior parte degli esperti sono convinti che verranno superati i 500 miliardi di m3.  

Tuttavia, il gasdotto non è l'unico metodo di fornitura di idrocarburi in Cina. Insieme allo sviluppo di un sistema comune di trasporto del gas tra i due Paesi, la Cina sta intensificando l'acquisto di gas naturale liquefatto (GNL) dalla Russia. Già lo scorso anno il 19% delle esportazioni complessive di gas nel portafoglio di Gazprom era di GNL.  

Anche altri Paesi della regione stanno espandendo la loro collaborazione con la società russa. All'EEF in occasione dell'incontro fra Aleksey Miller e il presidente della società sudcoreana KOGAS sono state riportate cifre impressionanti. Quest'anno Seul ha aumentato gli acquisti di GNL russo di circa il 20%. Mentre nel 2017 in Corea arrivavano 1,9 milioni di tonnellate di carburante da Gazprom, solo nel primo semestre di quest'anno ne sono già arrivati 1,2 milioni.

Anche il Giappone è interessato al GNL russo. Secondo il ministro russo dello Sviluppo Economico, Maksim Oreshkin, la Russia ha rifornito il mercato giapponese di 668.000 tonnellate di GNL solo nel mese di gennaio di quest'anno. Ma a Tokyo sono intenzionati ad aumentare il volume di acquisti: all'EEF il premier Shinzo Abe ha espresso il suo desiderio di espandere la collaborazione con Mosca e ha riconosciuto che senza il GNL russo il mercato globale dei carburanti non può essere stabile.  

"Il GNL russo del Mar Glaciale Artico, grazie al lavoro congiunto con il Giappone, diventerà un importantissimo fattore di stabilizzazione per il mercato mondiale", ha sottolineato Abe.

Buone prospettive per la Russia si aprono anche sul mercato degli idrocarburi in Vietnam. Durante la visita ufficiale di Nguyễn Phú Trọng, segretario generale del Partito comunista vietnamita in carica, a Sochi a inizio settembre è stato firmato un memorandum relativo alle forniture di GNL russo e allo sviluppo di progetti congiunti per la produzione di energia elettrica a partire dal gas.  

Nervosismo in vari Paesi 

La fallimentare politica economica di Washington minaccia i progetti in previsione volti all'estensione delle estrazioni e delle forniture verso l'estero di GNL. Sebbene al momento i fornitori americani di gas non abbiano grandi problemi sul mercato asiatico (in questo momento l'intera quota di GNL proveniente dagli USA è stata contrattata dai Paesi della regione), le speranze di occupare la prima posizione per le forniture di GNL stanno gradualmente sfumando.

Entro la fine del 2019 si prevede che la capacità degli USA di produrre GNL triplicherà: da 3,6 a 9,6 miliardi di m3 al giorno (circa 100 miliardi di m3 all'anno). Ma se, come si prevede, la Russia metterà alle strette gli USA sul mercato asiatico, gli americani non sapranno più a chi vendere il loro GNL.  

Ad esempio, in Europa, sulla quale Washington fa molto affidamento, i container sono pieni per meno di un quarto. Ma alla fine del 2019, quando sarà avviato il North Stream 2, il fabbisogno di GNL americano in Europa sarà pari a zero.  

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GNL, gasdotto, Gazprom, Shinzo Abe, Vladimir Putin, Xi Jinping, Alexander Novak, Russia, Cina
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