09:52 21 Ottobre 2018
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Berlino accusa Washington di non rispettare le sanzioni

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Economia
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Berlino si indigna: Washington aggira le sanzioni contro la Russia quando gli torna comodo, ma, se in ballo ci sono gli interessi dell’Europa, grida alla truffa.

I media tedeschi hanno accusato gli USA di non rispettare le sanzioni. Si tratta di forniture più o meno illegali di motori russi per i missili americani e di pistole inabilitanti Osa destinate alla polizia dello stato dell'Arizona. Berlino si indigna: Washington aggira le sanzioni contro la Russia quando gli torna comodo, ma, se in ballo ci sono gli interessi dell'Europa, grida alla truffa. Sputnik ha investigato sul perché gli americani in realtà non infrangono la legge ma comunque tengono una condotta disonesta.

Lo spazio è al di sopra di qualsiasi limitazione

La NPO Energomash rifornisce gli USA di motori per missili già da un quarto di secolo. Al momento gli americani stanno comprando grossi quantitativi di RD-180 e RD-181. Il primo per i missili Atlas V che vengono impiegati per lanci con fini militari, scientifici o commerciali. A produrre questi missili è la joint venture United Launch Alliance, proprietà delle società Boeing e Lockheed Martin.

Il secondo è per i missili Antares lanciati dalla società aerospaziale Orbital ATK e impiegati prevalentemente per il lancio di navicelle spaziali Cygnus. Dal 2008 trasporta merci alla Stazione Spaziale Internazionale.

Sebbene i motori russi vengano utilizzati in modo particolare per lanci a fini militari (come nel caso dell'Atlas V), le forniture sono effettuate sulla base di una collaborazione bilaterale nel settore spaziale che dura ormai da 30 anni.

Le sanzioni contro la Russia vietavano in via teorica la collaborazione con Energomash. Ma poiché gli americani non hanno ancora progettato motori propri per questi missili, il divieto è stato revocato. L'anno scorso sono stati ordinati 20 RD-180. A fine luglio altri 6. A settembre un'altra commissione all'Orbital ATK per 4 RD-181. Vi sono forniture previste per il 2021. Proprio queste forniture hanno provocato lo scontento della Germania.

"La Casa Bianca fa pressione sull'Europa richiedendo il rispetto della legislazione in materia sanzionatoria. Ma loro stessi dimenticano di seguirla quando il ritorno economico prende il sopravvento sulla politica. La progettazione di un motore proprio costerebbe circa 3 miliardi di dollari. L'RD-181 russo, invece, è più conveniente", scrive il giornalista Andre Ballin sulla pubblicazione tedesca Handelsblatt.

Washington non ha ancora risposto ai reclami di Berlino. Mosca già quest'estate ha dichiarato che continuerà le forniture in questione se questo è il desiderio degli americani.

"Noi facciamo affidamento sul fatto che le trattative con gli USA verranno condotte anche in futuro. Nonostante la presenza delle sanzioni, dobbiamo salvaguardare le esportazioni di prodotti ad alto valore tecnologico", ha affermato l'allora dirigente della società di stato Dmitry Rogozin.

Una clausola intoccabile

Gli esperti interpellati da Sputnik non considerano una violazione le forniture di motori russi e ritengono infondati i dubbi dei giornalisti tedeschi.

"In ogni pacchetto di sanzioni contro la Russia è presente una clausola importante: i divieti e le limitazioni non interessano le relazioni russo-americane nel settore spaziale. Si intende la collaborazione in materia di ISS e, in particolare, di missili guidati. Gli USA considerano strategico questo settore dal quale dipende direttamente la vita e salute degli astronauti. Per questo lo spazio è intoccabile", ha spiegato a Sputnik l'esperto di politiche dello spazio Pavel Luzin. 

Due anni fa la Orbital ATK è rientrata fra le società vincitrici di un appalto con la NASA per la fornitura di merci alla ISS. Entro il 2024 le navicelle spaziali di questa società dovranno entrare in orbita almeno 6 volte. Quindi, sembra proprio che la collaborazione russo-americana nel settore dello spazio continuerà.

"Per quanto riguarda l'acquisto dei motori RD-180 per gli Atlas V, bisogna dire che gli americani hanno progettato questa tipologia di missile a fini militari. E oggi qualche volta viene impiegato nei lanci militari, significa cioè per garantire la sicurezza degli USA. Per questo, i motori non sono più sottoposti alle sanzioni", afferma Luzin.  

Anche la Russia è interessata a salvaguardare la collaborazione nel settore dello spazio. Gli appalti americani garantiscono a Energomash la quota principale degli introiti. Le trattative con le ONG per molti anni sono state condotte dalla Cina ma per adesso le parti non hanno concluso alcun accordo.

Mosca è pronta a continuare la propria collaborazione con gli americani nell'industria aeronautica. Un terzo del titanio esportato all'estero viene impiegato proprio in questo settore. La società Boeing per molti anni ha utilizzato questo metallo per i rivestimenti degli aerei. In autunno la Boeing e la società russa specializzata nella produzione di titanio, VSMPO-AVISMA, hanno in previsione l'apertura in Russia di una seconda fabbrica aeronautica per la produzione di stampi in titanio necessari per l'assemblaggio degli aerei. La prima fabbrica congiunta si trova nell'Oblast di Sverdlovsk ed è in funzione da circa 10 anni.

Un ostacolo alla collaborazione nell'industria aeronautica e nel settore dei motori per missili potrebbero non essere tanto le sanzioni quanto le contro-sanzioni di Mosca proposte dai deputati della Duma federale. I politici russi ritengono che la Russia dovrebbe rinunciare per prima alle forniture di motori e di titanio verso gli USA. Tuttavia, a soffrire per questa decisione sarebbero principalmente i produttori russi.

"La società VSMPO-AVISMA non figura in alcun elenco sanzionatorio. Le contro-sanzioni andrebbero a colpirla per prima. È più facile trovare un altro fornitore di titanio piuttosto che un nuovo acquirente", ritiene Luzin.

Le pistole russe a difesa dell'ordine pubblico americano

Lo scontento dei media tedeschi è stato provocato anche dalle possibili forniture verso gli USA di armi russe.

"Le pistole Osa vengono considerate armi inabilitanti. Ma sono prodotte dal gruppo Tekhmash che è sottoposto alle sanzioni occidentali", insiste il giornalista Andre Ballin.

Tre anni fa erano interessati alle pistole Osa i poliziotti dell'Arizona. L'arma inabilitante russa li ha attirati poiché è dotata di un dispositivo elettronico che testa la prontezza delle cartucce al tiro. L'anno scorso in Arizona è arrivato il primo lotto. Dopo i test la polizia dell'Arizona ha espresso il desiderio di aumentare la fornitura.

"Le pistole Osa sono prodotte dalla Srl russa "Novye oruzheynye tekhnology" (New Weapon Technology). Questa ditta nei pressi di Mosca non rientra nel gruppo Tekhmash, quindi non è sanzionata. A capo della ditta vi è Gennady Bediev che ha progettato le Osa. Ha creato quest'arma inabilitante mentre lavorava all'Istituto di ricerca scientifica per la chimica applicata e questo istituto fa parte del gruppo Tekhmash. E le Osa per qualche motivo vengono vendute proprio da Tekhmash", spiega Luzin.

Ivan Timofeev, direttore del Consiglio russo per gli affari internazionali, ha chiarito a Sputnik che nella legge "Contrasto agli avversari dell'America con le sanzioni" (CAATSA) è prevista una clausola.

"Formalmente sono vietati accordi sulla sicurezza, ma nella legge sono previste delle eccezioni, una o più per ogni caso concreto", ha precisato Timofeev.

Gli esperti sono concordi sul fatto che gli USA non infrangano le sanzioni contro la Russia.

"Le sanzioni sono rigide ma prevedono sempre un margine di libertà. Su misure così rigide si lavora sempre per lasciare uno spiraglio. Il lettore presta attenzione a 2/3 punti fondamentali del documento, ma tutto il resto è la descrizione di come il documento stesso funziona", osserva Luzin.

Diritto internazionale vs sanzioni americane

In tutta questa storia gli esperti prestano attenzione ai reclami della Germania.

"Gli americani vogliono che l'Europa rispetti le sanzioni. Ma se c'è un ritorno economico, sono i primi ad infrangerle", afferma il giornalista tedesco.   

Sebbene i sospetti dei tedeschi non siano stati confermati, il dibattito venutosi a creare in Germania è di per sé interessante.

"I media tedeschi grazie alla storia dei motori per i missili hanno sollevato la questione dei difficili rapporti tra Berlino e Washington. Gli americani esercitano grandi pressioni sull'Europa a causa del North Stream 2, suscitando lo scontento dell'imprenditoria tedesca. Imporre sanzioni su un gasdotto è più semplice che vietare la collaborazione russo-americana nel settore dello spazio", ipotizza Pavel Luzin.

Costruzione del gasdotto Nord Stream
© Sputnik . Igor Zarembo
Ivan Timofeev ritiene legittimi i reclami tedeschi nei confronti degli USA.

"Quando i tedeschi accusano gli USA di infrangere le sanzioni, considerano le azioni degli americani dal punto di vista del diritto internazionale in ottemperanza al quale non è possibile introdurre sanzioni basandosi sugli interessi della concorrenza. Tuttavia, nel caso del North Stream 2, le sanzioni vengono impiegate per promuovere il gas americano in Europa a discapito di quello russo".

Oltre al gasodtto, gli USA non sono soddisfatti della collaborazione in materia di tecnica militare che gli alleati intrattengono con la Russia. Per convincerli a non fare più affidamento alle forniture dalla Russia, Washington ha introdotto le sanzioni com'è solito fare. Tra l'altro, gli americani non negano che queste sanzioni abbiano elementi di lotta alla concorrenza.

"Molti Paesi hanno relazioni storiche con la tecnica militare russa che è più conveniente della nostra. Ma noi cerchiamo di fare in modo che non la acquistino più e che si rivolgano invece verso prodotti americani", ha dichiarato la vice segretario di stato USA Andrea Thompson.

Al momento la Casa Bianca sta convincendo India e Turchia a non comprare il sistema d'arma antiaereo S-400 dalla Russia. Ma se anche l'India rientrasse fra i Paesi puniti temporaneamente dagli USA per la loro cooperazione militare con Mosca, non ci sarebbe alcuna pietà per la Turchia. E la situazione comincerebbe gradualmente a non avere più via d'uscita.

"Ankara non vuole rinunciare agli S-400. Per questo gli americani dovrebbero applicare le sanzioni. Ma la Turchia è un membro chiave della NATO, le sanzioni non farebbero altro che complicare le loro già complicate relazioni. Per questo finché le forniture delle armi russe non sono ancora cominciate, gli USA hanno messo in campo tutti gli strumenti diplomatici a loro disposizione", dice Luzin.

Gli americani, tuttavia, non possono nemmeno chiudere gli occhi dinanzi a quello che è successo perché si tratta di una violazione diretta delle sanzioni del CAATSA.

"Rettifiche della legge in grado di esonerare Ankara dalle sanzioni possono essere approvate solo dal Congresso. Se questo accadrà sarà chiaro solo dopo le elezioni di novembre", ha concluso l'esperto. 

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Relazioni Russia-USA, Sanzioni contro la Russia, Sanzioni, NASA, ISS, Russia, USA, Europa, Germania
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