04:36 23 Settembre 2018
In this Monday, Aug. 13, 2018, photo, a man stands near a poster depicting a mural of U.S. President Donald Trump stating that all American costumers will be charged 25 percent more than others starting from the day president Trump started the trade war against China, on display outside a restaurant in Guangzhou in south China's Guangdong province. The recent trade war between the world's two biggest economies has forced many multinational companies to reschedule purchases and rethink where they buy materials and parts to try to dodge or blunt the effects of tit-for-tat tariffs between Washington and Beijing

Perdite inaccettabili: gli USA calcolano i danni della guerra commerciale

© AP Photo / Color China
Economia
URL abbreviato
3230

I cinque mesi della guerra commerciale di Washington contro il mondo intero hanno portato a un risultato inaspettato: il disavanzo statunitense nelle operazioni di scambio con Cina e UE ha raggiunto livelli record.

Difatti, lo scontento per i nuovi dazi aumenta anche fra gli americani. Sputnik vi spiega quali saranno i problemi economici con cui deve fare i conti Donald Trump nel prossimo futuro.

La guerra continua, il disavanza aumenta

Il Ministero USA del Commercio ha pubblicato statistiche scioccanti: dall'introduzione dei dazi maggiorati il disavanzo commerciale del Paese è cresciuto in maniera stabile.

A luglio questo valore ha superato i 50,1 miliardi di dollari, ovvero il 9,5% rispetto al mese precedente. Un aumento così brusco non si vedeva dal 2015.

I motivi sono la riduzione delle esportazioni americane per un valore di 2,1 miliardi di dollari (in alcuni casi fino a 211,1 miliardi) e il conseguente aumento delle importazioni per 2,2 miliardi dollari (fino a un massimo di 261,2 miliardi).

Le importazioni di merci di consumo a luglio hanno superato i 212 miliardi stabilendo un nuovo record. Da record erano anche le importazioni di servizi (47,2 miliardi). Le importazioni di materie prime industriali e di componentistica (49,3 miliardi) hanno raggiunto il loro livello massimo da dicembre 2014.

Per Washington l'aspetto più doloroso dell'intera faccenda è il disavanzo commerciale record raggiunto nelle operazioni con quei Paesi contro i quali sono diretti i nuovi dazi all'importazione, in particolare: Cina (36,8 miliardi) e Unione Europea (17,6 miliardi).

La settimana scorsa l'Agenzia delle Dogane cinese ha rincarato la dose contro gli americani pubblicando le statistiche del commercio bilaterale per il mese di agosto. Nell'ultimo mese estivo il saldo positivo della bilancia commerciale della Cina con gli USA è aumentato di altri circa 3 miliardi di dollari, stabilendo un record.

La crescita delle importazioni cinesi dagli USA ha subito un brusco rallentamento: dall'11,1% rispetto a luglio dell'anno scorso al 2,7% di agosto. Mentre le esportazioni rispetto al 2017 ad agosto sono aumentate del 13,2% (2% in più rispetto a luglio).

I dazi americani sui prodotti cinesi sono in vigore solo da 5 mesi, ma il saldo positivo della bilancia commerciale della Cina con gli USA è aumentato di circa un quarto superando di gran lunga le previsioni più ottimistiche degli analisti.

Nuovi dazi, nuovi problemi

La reazione di Washington ai primi risultati della guerra commerciale è stata molto prevedibile: vanno rafforzate le misure protezionistiche. Il 7 settembre Donald Trump ha dichiarato ai giornalisti che "molto presto" imporrà sulle merci cinesi ulteriori dazi per un totale di 200 miliardi di dollari.

E poi probabilmente per altri 267 miliardi. Questi dazi riguarderanno praticamente ogni prodotto cinese esportato nel Paese.

"Sarò duro con la Cina perché devo essere duro", spiega il presidente degli USA. "Ci stanno rubando 500 miliardi di dollari l'anno. Non possiamo permettere che questo continui".

Pechino ha risposto come sempre in modo contenuto: il Ministero cinese del Commercio ha ammonito che la Cina prenderà i provvedimenti del caso. Contro Trump si è infranta un'enorme valanga di critiche da parte di un interlocutore inaspettato, ovvero le società americane.

Apple ha inviato al Rappresentante per il Commercio USA Robert Lighthizer una lettera aperta sul fatto che i nuovi dazi faranno aumentare le spese di produzione della società e diminuire il volume delle vendite e di guadagni.

La società ha chiesto di rimuovere i dazi sulla componentistica per gli orologi intelligenti Apple Watch, gli auricolari bluetooth AirPods, le casse HomePod, i computer Mac mini, il pennino Apple Pencil e una serie di altri accessori targati Apple.

Preoccupati che la Apple potesse ottenere vantaggi concorrenziali, anche Cisco, Dell, Hewlett Packard e Juniper Networks hanno inviato a Lighthizer una lettera congiunta. I dirigenti di queste società hanno dichiarato che a causa dei nuovi dazi sui prodotti cinesi

"vengono colpiti gli interessi americani e i consumatori americani, mentre la Cina riesce a velocizzare il processo di trasformazione della propria economia verso una più innovativa".

Trump ha ignorato le richieste delle società consigliando loro di ritornare a produrre negli USA. "Esiste una soluzione semplice adottando la quale la tassazione sarebbe pari a zero e, anzi, ci sarebbero anche degli incentivi. Producete negli USA e non in Cina. Cominciate a costruire le vostre fabbriche sin d'ora", ha scritto il presidente su Twitter.

Ma adesso deve affrontare un avversario più serio. Ad essere preoccupati per i nuovi dazi sono anche due influenti sindacati americani, quello dei lavoratori portuali e quello dei camionisti.

Fuoco amico

Secondo uno studio di Associated Press, se i nuovi dazi sui prodotti cinesi per 200 miliardi di dollari entreranno in vigore, sarà interessato almeno il 10% delle importazioni americane.

Dunque, subirà un brusco calo il flusso di merci in più di 250 porti, aeroporti e terminali via terra in 48 Stati USA.

Il porto di New Orleans, specializzato nell'importazione di acciaio, sta già avendo alcuni problemi: a causa dei dazi sull'acciaio e sull'alluminio il flusso di merci ha subito un rallentamento del 25% rispetto all'anno scorso.

Il porto di Milwaukee si occupa delle importazioni di acciaio dall'Europa e dell'esportazione di prodotti agricoli. Secondo il direttore del porto Adam Schlicht le importazioni non sono ancora diminuite perché sono ancora in vigore contratti a lungo termine conclusi prima dell'introduzione dei dazi. Ma le esportazioni di mais si sono praticamente interrotte a causa dei contro-dazi dell'UE.

"Milioni di tonnellate di mais sono ritornate nei silos che sono già pieni", ha dichiarato Schlicht ai giornalisti.

Gli altri porti americani negli ultimi mesi hanno guadagnato piuttosto bene dalle importazioni dalla Cina. Alla vigilia delle sanzioni le società comprano in grandi quantità e stanno già commerciando merci per Natale.

Ma i nuovi dazi sui prodotti cinesi colpiscono tutti. Los Angeles è il maggiore porto di container del Paese e potrebbe essere privato del 20% del flusso di merci. Perdite simili saranno quelle di Long Beach, il secondo porto per grandezza della West Coast.

A perdite molto importanti si stanno preparando anche Portland, Seattle, Oakland e Tahoma, anch'essi impegnati nel commercio con la Cina.

Un altro settore ad essere colpito dai dazi è quello dei camionisti che trasportano i container dai porti ai depositi dei committenti. Secondo le stime di Associated Press, un camionista su quattro impegnato in questo tipo di trasporto perderà il lavoro. 

Correlati:

“Grazie per la guerra commerciale!” Ecco cosa Trump ha insegnato ai cinesi
Erdogan: risposta della Turchia nella guerra commerciale USA
Sindaco Los Angeles: "stupida la guerra commerciale" con la Cina
I BRICS possono trarre vantaggio dalla guerra commerciale di Trump?
La Francia ha annunciato l'inizio di una guerra commerciale tra UE e USA
Tags:
guerra commerciale, commercio, Cina, USA
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik