07:14 23 Settembre 2018
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Teheran: Iran, Russia e Turchia vogliono escludere dollaro nel commercio tra di loro

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Economia
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Il capo della Banca Centrale dell’Iran Abdolnaser Hemmati ha comunicato di aver discusso con i rappresentanti di Russia e Turchia la possibilità di commerciare con le proprie valute al posto del dollaro, scrive il Tehran Times.

"Abbiamo deciso di svolgere ulteriori lavori in connessione con gli accordi per le riunioni con il capo della Banca Centrale russa a Mosca", ha citato ILNA le parole del capo della Banca Centrale iraniana.

Venerdì scorso, a Teheran si sono svolti dei colloqui dei leader di Russia, Turchia e Iran, Vladimir Putin, Recep Tayyip Erdogan e Hassan Rouhani. I temi principali dell'incontro sono stati la situazione nella provincia siriana di Idlib e il processo di risoluzione della crisi nella Repubblica Araba Siriana.

In precedenza Erdogan chiedeva la fine del dominio del dollaro nel commercio internazionale, spostandosi verso il commercio in valute nazionali. Il leader turco ha osservato che il sistema legato al dollaro si è trasformato nel più grande problema, le guerre commerciali e il protezionismo obbligano a cercare nuove strategie in molti ambiti. Lo scopo di manipolare i tassi di cambio è quello di gettare dubbi sulla forte e sana economia turca, ha detto Erdogan.

Il 6 agosto, gli Stati Uniti hanno ristabilito le sanzioni su vasta scala contro l'Iran, che in precedenza erano state sospese a seguito del raggiungimento del Piano d'azione globale congiunto (JFAP) per il programma nucleare iraniano. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato all'inizio di maggio che Washington si sarebbe ritirata dall'accordo ripristinando tutte le sanzioni contro Teheran, anche nei confronti di paesi che intrattengono rapporti commerciali con la Repubblica Islamica Iraniana.

In precedenza, un gruppo di senatori ha presentato alla camera alta del Congresso degli Stati Uniti un progetto di legge con tutta una serie di misure anti-russe, comprese sanzioni contro il nuovo debito pubblico e le banche statali. Intervistati da Sputnik, gli esperti statunitensi hanno notato che la formulazione del documento proposto è ambigua: potrebbe nascondersi dietro un blocco delle proprietà fisiche e qualsiasi operazione in dollari per le banche statali.

Le relazioni tra Washington e Ankara si sono recentemente inasprite, anche a causa del caso del pastore statunitense Andrew Branson, detenuto dalle autorità turche. Il Tesoro USA ha imposto sanzioni contro il capo del Ministero della Giustizia della Turchia Abdulahmit Gul e il Ministro degli Interni Suleyman Soylu, accusandoli di "gravi violazioni dei diritti umani."

In seguito, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sancito il raddoppio dei dazi sull'alluminio e l'acciaio della Turchia, che ha fatto collassare la lira turca al minimo storico. Ankara in risposta ha aumentato drasticamente i dazi su 22 tipi di merci americane per un totale di 533 milioni di dollari.

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