11:23 19 Settembre 2018
Bandiera del Brasile

Come le sanzioni potrebbero lasciare uno stato brasiliano al buio

© AFP 2018 / MIGUEL SCHINCARIOL
Economia
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Lo stato brasiliano di Roraima, al confine con il Venezuela, potrebbe restare senza luce nel corso di settembre se non pagherà il sup debito di 30 milioni di dolllari. Per pagare questo debito il Brasile dovrà trovare un modo per aggirare le sanzioni economiche USA contro il Venezuela.

Sputnik ha parlato con l'economista Ricardo Gennari per sapere in cosa consista il problema del debito brasiliano e cosa si potrebbe fare per risolverlo.

Il 4 giugno la società elettrica brasiliana Eletronorte ha ricevuto un avvertimento da parte del governo venezuelano che nel periodo di 90 giorni scade il rimborso del debito a favore della società venezuelana Corpoelec. Questa impresa fornisce quasi il 70% dell'elettricità totale allo stato di Roraima e minaccia di interrompere la fornitura in caso di mancato pagamento del debito. Bisogna notare che lo stato di Roraima è l'unico non collegato al sistema elettrico nazionale in tutto il Brasile.

Nonostante il Brasile abbia i fondi per pagare i debiti, ancora non riesce a farlo perché aggirerebbe in un modo o nell'altro le sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti contro il Venezuela e perché le banche responsabili per le transazioni finanziarie per ricevere il pagamento sono sotto l'effetto delle sanzioni.

"Questo è un problema strategico per il Paese", afferma Ricardo Gennari a Sputnik Brasil. Spiega che lo stato di Roraima è ancora fortemente dipendente dall'elettricità venezuelana, poiché comprare "l'energia dal Venezuela è molto più vicino ed economica".

Gennari, come membro del Fondo dell'Istituto di ricerca economica, ha sottolineato che la difficoltà del Brasile non è il problema del debito con il Venezuela, ma che a causa delle sanzioni degli Stati Uniti Eletronorte non può inviare denaro a questo paese.

"Il Brasile adempie ai suoi obblighi. Paga, e poi gli Stati Uniti arrivano e bloccano i pagamenti, e questo è già un problema politico e legale. Stanno cercando di minare la situazione in Venezuela", spiega l'esperto.

"Cosa sta succedendo qui: gli Stati Uniti stanno cercando con vari modi di bloccare le risorse economiche venezuelane. Non il paese stesso, ma le persone dal presidente Maduro ai suoi deputati e assistenti. Bloccano i conti sia negli Stati Uniti che in Svizzera. Un problema serio riguarda il default. Dato che il paese è al di fuori del sistema finanziario globale, stanno già parlando di oro, di comprare oro… Perché il paese è già in default. E oggi non ha accesso al sistema di credito mondiale. Nessuno dà loro prestiti e, di conseguenza, semplicemente non hanno i mezzi per produrre energia", aggiunge.

Secondo l'Agenzia nazionale dell'energia elettrica del Brasile, l'unico modo per evitare di lasciare Roraima al buio è di avviare le centrali elettriche locali. Tuttavia, questo tipo di energia è più costoso e dannoso per l'atmosfera, quindi il suo utilizzo potrebbe significare un aumento annuale della spesa pubblica di 1,2 miliardi di reais (circa 300 milioni di dollari). Secondo Gennari, tale situazione dimostra il perché il Brasile deve importare energia.

"Sono a conoscenza di questa regione, sono stato li. E' molto difficile costruire una tale linea elettrica… A causa della foresta amazzonica e dei fiumi", spiega l'esperto.

Secondo i dati pubblicati dal quotidiano Valor Economico, la Banca del Brasile (Banco do Brasil) e la banca Caixa hanno cercato di rendere l'operazione possibile, ma la banca di manutenzione della società Corpoelec, non è stata in grado di completare l'operazione, che passa per gli Stati Uniti, temendo possibili sanzioni da parte della Federal Reserve. L'ultima operazione di questo tipo è stata eseguita con successo a novembre dell'anno scorso.

Una delle poche soluzioni a questo puzzle finanziario (sebbene non ideale) è il prelievo di fondi pari all'importo del debito dal paese sotto forma di titoli del Tesoro del Brasile, e il loro ulteriore trasferimento a società brasiliane che esportano in Venezuela. Un'altra opzione per il Venezuela è trovare uno stato intermedio amichevole che accetti una transazione dal Brasile e la reindirizzi in Venezuela. Il problema è che in questo caso, Corpoelec dovrà aprire un conto in questo paese terzo.

L'energia fornita dal Venezuela è prodotta alla centrale idroelettrica Guri e viene inviata a Boa Vista e altre nove città nello stato di Roraima grazie ad un traliccio, in funzione dal 2001, costruito a seguito di un accordo tra i presidenti dei primi due paesi, Hugo Chávez e Fernando Henrique Cardoso.

L'interlocutore di Sputnik offre un'altra via d'uscita dalla situazione, questa volta di natura politica.

"Il Venezuela potrebbe fare un appello all'ONU, alle sue strutture per la protezione dei diritti umani, per discutere la situazione. Questo è un organo amministrativo all'interno dell'ONU, non ha alcuna forza legale. Quindi, a mio parere, nell'ambito delle Nazioni Unite, potrebbero chiedere la mediazione di un ente per la tutela dei diritti umani, per cercare di convincere gli Stati Uniti a negoziare con il Venezuela", crede l'esperto.

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Debito, Sanzioni, Risorse finanziarie, risorse, elettricita, debito, sanzioni, Sputnik, Venezuela, Brasile
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