06:53 13 Dicembre 2018
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La Turchia si libera dei buoni del Tesoro USA

© Sputnik . Mihail Kutuzov
Economia
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A giugno la Turchia ha ridotto i suoi investimenti nel debito pubblico americano, finendo così esclusa dalla lista dei maggiori detentori dei buoni del Tesoro USA. Viene evidenziato dai dati del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.

Nel mese in esame gli investimenti di Ankara nel debito nazionale statunitense sono scesi a 28,8 miliardi $, mentre a maggio ammontavano a 32,6 miliardi $.

La Turchia ha continuamente e gradualmente ridotto i suoi investimenti nei buoni del Tesoro americano a partire dallo scorso novembre. Allora gli investimenti della Turchia nel debito pubblico statunitense ammontavano a 61,2 miliardi di dollari (più del doppio di adesso — ndr).

La Russia non risulta essere tra i principali detentori del debito pubblico americano già dallo scorso maggio, quando ha drasticamente ridotto i suoi investimenti nei buoni del Tesoro USA da 48,7 miliardi a 14,9 miliardi di dollari. A giugno gli investimenti russi nel debito nazionale statunitense non sono cambiati rispetto a maggio.

Il Paese con i maggiori investimenti nel debito pubblico americano resta la Cina: in portafoglio ha titoli di stato pari a 1,179 trilioni di dollari, —0,4% rispetto a maggio. Segue il Giappone con 1,03 trilioni di dollari, anche se i suoi investimenti sono diminuiti dell'1,75% rispetto al mese precedente.

Recentemente, i rapporti tra Turchia e Stati Uniti sono peggiorati bruscamente per l'introduzione di dazi commerciali più salati di Washington contro l'acciaio turco ed il caso del pastore americano Andrew Brunson, che si trova in carcere in Turchia dal 2016 con l'accusa di terrorismo.

La scorsa settimana il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha approvato il duplice aumento dei dazi sull'alluminio e l'acciaio dalla Turchia, portandolo rispettivamente al 20% e al 50%. Per questo motivo la lira turca si è deprezzata velocemente nei confronti del dollaro e dell'euro, raggiungendo i minimi storici. Dall'inizio dell'anno la moneta turca ha perso oltre il 40% del suo valore rispetto alle principali valute.

Lunedì la Banca Centrale turca ha annunciato che avrebbe fornito tutta la liquidità necessaria alle banche locali attingendo dalle riserve. Conseguentemente la lira ha smesso di deprezzarsi sul dollaro.

Inoltre all'inizio di questo mese il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha imposto sanzioni contro i ministri della Giustizia e degli Interni della Turchia Abdulhamit Gül e Süleyman Soylu, accusandoli di "gravi violazioni dei diritti umani".

Martedì la Turchia ha annunciato il boicottaggio dei prodotti elettronici americani. Inoltre Ankara ha promesso di rinunciare al consumo dei materiali da costruzione americani.

Secondo il portavoce del presidente turco Erdogan Ibrahim Kalin, con le sue azioni Washington ha portato i rapporti con Ankara quasi al punto di rottura.

Inoltre ha fatto sapere che la Turchia sta discutendo con la Russia, la Cina ed altri partner commerciali il passaggio alle transazioni con le valute nazionali.

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Borsa&Mercati, Geopolitica, Finanze, Politica Internazionale, Economia, Lira turca, Turchia, USA
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