17:06 17 Agosto 2018
Giovani cinesi a Mosca

I giovani cinesi cominciano a vivere di prestiti

© Sputnik . Ilya Pitalev
Economia
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Il volume totale di prestiti non estinti è cresciuto del 40% quest’anno, ha reso noto FT rifacendosi ai dati della banca di investimenti cinese CICC. La quota principale di indebitamento riguarda i giovani nati dopo gli anni ’90.

I millennial cinesi pensano che si debba spendere hic et nunc. Questo li porta ad accumulare enormi debiti che non riescono a ripagare.

"Un iPhone ultimo modello può diventare un peso insopportabile", recita un grande manifesto affisso all'ingresso del campus dell'Università di lingue straniere di Shangai (SISU). Il manifesto mette in guardia gli studenti sul fatto che il valore complessivo di un prestito non può superare per legge il 36% annuo. Tuttavia, anche a queste condizioni un prestito leggero adatto ad ogni necessità senza garanzie e garanti potrebbe portare lo studente ad essere insolvente. Questo tipo di manifesti non sono comparsi a caso in quasi tutti i maggiori atenei della Cina: infatti, negli ultimi anni si sono moltiplicati a vista d'occhio gli istituti di credito che propongono prestiti a caro prezzo agli studenti i quali, parrebbe, sono pronti a spendere e spandere senza freni.

In Cina avere un debito è tradizionalmente una vergogna. Inoltre, i cinesi hanno sempre cercato di risparmiare il più possibile per i tempi difficili. La generazione cresciuta negli anni della rapida crescita economica si è arricchita in modo significativo rispetto ai propri genitori, ma non era comunque sicura del futuro e ha tentato di creare una "rete di salvataggio". Ha investito i soldi nell'istruzione dei figli, nell'acquisto di immobili, di cure mediche, di pensioni integrative.

Ma tutto è cambiato quando sul mercato hanno cominciato a comparire i millennial. Di norma, sono figli unici abituati sin dalla loro infanzia a essere tutelati dai genitori. Dunque, sin dall'infanzia sono stati educati a comportarsi da consumatori. I loro oggetti simbolo sono lo smartphone di ultimo modello, gli abiti firmati e i selfie fatti da Starbucks pubblicati sui social media. E per pagare tutto questo accorrono gli istituti di credito, conferma a Sputnik Liu Yinga, collaboratore dell'Istituto di ricerche finanziarie presso l'Università popolare cinese.

"Questo è un segnale dello sviluppo della tecnofinanza cinese e della trasformazione della coscienza finanziaria dei cittadini cinesi. Lo sviluppo di servizi come il prestito P2P, i pagamenti da cellulare, il crowdfunding è volto a soddisfare il bisogno di consumare delle persone. In particolar modo, questo riguarda la contrapposizione presente nella società cinese fra le sempre crescenti richieste del popolo di una vita perfetta e le disuguaglianze e il mancato sviluppo di cui si è parlato durante la diciannovesima sessione del Partito Comunista Cinese. L'aumento dei prestiti riflette il crescente bisogno del popolo di una vita migliore. Chiaramente, vanno seguite le leggi che regolano le condizioni di prestito, in particolare quelle relative agli interessi da applicare. Questo interessa tutti i settori, dal tradizionale microcredito alla tecnofinanza. Affinché il prestito sia sostenibile, è necessario che i contraenti siano in grado di estinguerlo. Solo in questo caso vi sarà uno sviluppo normale".

E proprio qui sta la trappola. I giovani che ancora sanno poco del modo in cui gestire le proprie finanze accettano, senza rifletterci molto, prestiti a tassi molto svantaggiosi per pagare i loro costosi acquisti. Quando poi è il momento di restituire i soldi, chiedono un rifinanziamento presso altri istituti di microcredito. Non sono una rarità i casi in cui l'iPhone acquistato venga a costare a conti fatti decine di migliaia di dollari di debito. Con regolarità si legge sui giornali cinesi di studenti che hanno tentato il suicidio perché non riuscivano a ripagare i propri debiti.

Da un lato, le autorità cinesi da tempo cercano di rendere il consumo interno un volano della crescita economica. Per questo, parrebbe, i millennial devono costituire la base di questa società votata al consumo. Ma il vero problema è il fatto che questo consumo cresce perché alimentato dal credito. Il debito complessivo delle famiglie alla fine del 2017 si attestava a più del 40% del PIL, ovvero 33 trilioni di yuan, secondo la Southwestern University of Finance and Economics. Questo valore supera quello di molti altri Paesi in via di sviluppo anche se è comunque inferiore a quelli di UE e USA (rispettivamente 60 e 80%).

Dall'altro lato, bisogna considerare che in Cina questo valore è raddoppiato dal 2011. È lecito pensare che il debito delle famiglie crescerà velocemente considerato che, a causa della campagna propagandata dalle autorità cinesi per combattere l'indebitamento societario (che ha raggiunto il 170% del PIL), gli istituti di credito hanno cominciato a concedere crediti al consumo in maniera più accorta.

Secondo uno studio della Banca dei regolamenti internazionali, se il volume del debito delle famiglie supera il 60% del PIL, il consumo si riduce considerevolmente. Infatti, in questo caso la quota principale delle entrate delle famiglie viene impiegata per estinguere il debito. Così il modello di crescita economica basato sul consumo interno può rivelarsi non sostenibile. I debiti accumulati insieme al rallentamento della crescita economica possono creare un'ondata di inadempienza delle persone fisiche verso i loro debiti.

E questo è particolarmente evidente sul mercato dei prestiti P2P. Nelle ultime due settimane hanno chiuso 57 piattaforme di prestito P2P. A giugno hanno smesso di esistere 80 società. La crisi dei prestiti P2P è legata a due fattori. In primo luogo, la già menzionata lotta delle autorità cinesi all'indebitamento societario e al sistema bancario ombra riduce per i debitori le possibilità di rifinanziare il debito. In secondo luogo, motivazioni di natura esterna come la guerra commerciale tra Cina e USA si riflettono sul grado di attività dell'economia. Risultato è l'aumento del numero di indebitamenti. Secondo i dati ufficiali nel settore dei P2P il volume di debiti non ripagati è cresciuto fino all'8%, cioè 4 volte di più rispetto alle banche tradizionali.

Gli esperti osservano che la crescita dei prestiti richiesti senza un'attenta valutazione dei rischi può portare a conseguenze molto negative non solo per i debitori, ma anche per l'intero sistema finanziario nazionale. Negli USA il sistema del rating è nato qualche decennio fa. La stragrande maggioranza della popolazione aveva dei prestiti attivi. Ma questo insieme di prestiti subprime portò alla crisi del 2008. In Cina ad avere avuto o ad avere un debito sono solo 320 milioni di persone. Il resto della popolazione è l'insieme dei potenziali clienti per gli istituti di credito non tradizionali. Come questi istituti effettuino le stime di rischio e cosa succederà quando arriverà il momento per questi debitori di estinguere i loro debiti, è una questione ancora aperta.

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Giovani, debiti, Economia, Cina
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