06:47 17 Ottobre 2018
US 100 dollar banknotes and Chinese 100 yuan banknotes are seen in this picture illustration in Beijing, China, January 21, 2016.

La Cina colpisce gli USA senza preavviso

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Economia
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La Banca nazionale cinese ha reso noti provvedimenti per la mitigazione della politica monetaria e l’aumento del prezzo di vendita dello yuan sul mercato, il che potrebbe indebolire il cambio della valuta cinese.

La fluttuante svalutazione dello yuan è uno dei passi da compiere per contrapporsi alla recente politica protezionistica dell'amministrazione USA che ha aumentato le tariffe all'importazione sulle merci cinesi per un totale di 200 miliardi di dollari l'anno.

I provvedimenti della Banca nazionale cinese entreranno in vigore dal 5 luglio, cioè un giorno prima della prevista introduzione dei dazi americani.

La banca conta di emettere sul mercato circa 700 miliardi di yuan "in eccesso" (ovvero 108 miliardi di dollari).

Già lunedì la valuta cinese ha perso il 3,9% rispetto all'anno precedente.

La svalutazione dello yuan è una contromisura del tutto logica che Pechino può attuare per contenere i danni provocati dalle misure protezionistiche adottate dell'amministrazione USA, afferma Nikolaj Kotlyarov, direttore del centro sino-russo dell'Università di scienze finanziarie presso il Governo della Federazione Russa.

"Gli esportatori cinesi livellano l'aumento dei dazi americani di importazione con il deprezzamento dello yuan. Per questo i loro guadagni rimarranno ai livelli precedenti alle "sanzioni". Meccanismi simili sono usati anche fuori dalla Cina", ha spiegato a Sputnik.

Inoltre, il deprezzamento dello yuan rispetto al dollaro non avrà per i cinesi quegli effetti collaterali negativi che la svalutazione della valuta nazionale può avere per gli europei o per i russi.

"L'indebolimento dello yuan naturalmente porterà a un rincaro delle importazioni. Ma la Cina non dipende dalle merci importate tanto quanto la Russia. Inoltre, già nel 2009 Pechino ha dichiarato di portare avanti una sua "de-globalizzazione", ovvero un cambiamento di rotta dell'economia dal mercato esterno a quello interno. Per questo la svalutazione dello yuan per la maggior parte dei cinesi sarà una misura positiva", dice l'esperto.

Per Pechino la de-globalizzazione va di pari passo con un rafforzamento della domanda effettiva della popolazione. Per questo l'effetto interno negativo dovuto all'indebolimento dello yuan sarà scongiurato da questi processi.

Lunedì lo yuan ha perso ancora 0,5% rispetto al dollaro e viene scambiato a 6,53 yuan per un dollaro.

Lo yuan di recente è stato incluso nel paniere dell'FMI per le valute con diritti speciali di prelievo. Ciò significa che Pechino passo dopo passo riuscirà a rendere lo yuan una moneta di riserva a livello globale proprio come il dollaro USA. 

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Tags:
Economia, dollaro, yuan, FMI, USA, Cina
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