22:56 23 Ottobre 2018
Grivnie ucraine e dollari

In un’impasse: come l’enorme debito e il FMI spingono l’Ucraina verso il default

© Sputnik . Alexandr Demyanchuk
Economia
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Nel 2017 il debito pubblico ucraino è aumentato di 5 miliardi toccando i 77,05 miliardi di dollari.

L'indebitamento estero del settore bancario ucraino è pari a circa 6 miliardi di dollari, ha dichiarato la Banca nazionale ucraina. In realtà non è molto, ma è l'enorme debito pubblico a destare preoccupazioni: 77 miliardi, ovvero l'85% del PIL. A Kiev riconoscono che il debito è considerevole e che la minaccia del default è ormai reale. Sputnik vi spiega perché l'economia ucraina non riesce a sopravvivere senza fondi privati.

Un debito enorme

Nel 2017 il debito pubblico ucraino è aumentato di 5 miliardi toccando i 77,05 miliardi di dollari.

Nei prossimi 4 anni il Paese dovrà ripagare una somma enorme (27 miliardi di dollari), ha osservato a maggio il primo ministro ucraino Vladimir Groisman.

Mantenere un debito simile costa caro all'economia ucraina (decine di miliardi di dollari nel 2018). In particolare, Kiev dovrà pagare circa un miliardo di eurobond ristrutturati e 1,6 miliardi per i prestiti del FMI.

Nel 2017 il Paese ha piazzato eurobond per 3 miliardi di dollari: misura obbligata perché senza nuovi prestiti l'Ucraina non è in grado di pagare i debiti precedenti. "Il pagamento dei prestiti ai mercati esteri esclude il default per il 2019", ha dichiarato a ottobre il ministro Aleksandr Danilyuk. E il direttore della Banca nazionale ucraina Yakov Smoly ha dichiarato un mese fa che "non si parla assolutamente di default".

A un passo dal baratro

Gli esperti però non condividono l'ottimismo dei regolatori finanziari. Infatti gli esperti del progetto VoxUkraine e della Scuola di Economia di Kiev ritengono che siano presenti tutti i segnali di avvicinamento al default: crescita economica debole, riforme non soddisfacenti e debiti esorbitanti.

Come ha fatto l'Ucraina a ridursi con un debito così grande? Una delle ragioni principali, secondo gli esperti, risiede nel fatto che il Paese si è dilungato in riforme impopolari che la Russia aveva condotto già all'inizio degli anni '90.

"Per troppo tempo hanno sostenuto in modo artificiale il cambio della grivna (più o meno come la Russia prima del default del 1998) e i prezzi del gas per le aziende e la popolazione", osserva Sergey Khestanov, consigliere del direttore generale della sezione macroeconomica della compagnia "Otkrytie broker".

Dal 2014 la grivna è in libera fluttuazione, i prezzi del gas aumentano in modo sistematico e hanno praticamente raggiunto quelli di mercato, ma ormai è tardi. Senza creditori esteri l'Ucraina non potrà uscire da questa situazione.

Secondo l'ONG ucraina Better Regulation Delivery Office (BRDO) il Paese "non ha alcuna possibilità" di onorare i propri debiti senza aiuti da fuori. "La situazione è molto simile a quella che si verifica prima di un default: per uscirne servono prestiti esteri", ha dichiarato alla testata ucraina Apostrof il responsabile dell'organizzazione Aleksey Goncharuk.

Il FMI non è soddisfatto

L'alternativa più ovvia sarebbero gli aiuti del Fondo Monetario Internazionale. Ma il FMI da un po' di tempo non fornisce più prestiti all'Ucraina di buon grado.

L'Ucraina deve già al Fondo 12 miliardi di dollari. Inoltre, Kiev non rispetta le condizioni alle quali vengono rilasciati questi prestiti. In particolare, al FMI non sono soddisfatti per il ritardo nella risoluzione della questione legata alla creazione di un tribunale contro la corruzione e per l'insufficiente aumento dei prezzi del gas per la popolazione.

Quindi quest'anno al posto dei 3,5 miliardi di dollari, su cui contava Kiev, il creditore ha stanziato solamente 1,5 miliardi.

Secondo gli economisti, l'Ucraina finora è riuscita ad evitare il default: l'Occidente continua a sostenere Kiev soprattutto per motivazioni politiche. Ma non appena si interromperà questo sostegno finanziario (e questo potrebbe accadere in qualsiasi momento), l'economia crollerà perché il Paese sarà privato della principale risorsa di sviluppo e modernizzazione, cioè degli investimenti esteri.

Mancanza di fondi privati

Il modello della modernizzazione economica ucraina nell'ambito dell'accordo di associazione con l'UE prevede la creazione di svariate imprese votate all'export, in particolare verso l'Europa. Secondo le stime della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, affinché questo scenario diventi realtà, Kiev ha bisogno ogni anno di 20 miliardi di euro di investimenti privati. Ma questi soldi il Paese non li ha ancora visti.

Gli investitori occidentali, chiaramente, sono guidati solo da motivazioni economiche e non politiche. E non vogliono investire in Ucraina perché non vedono prospettive.

"Investono nei Paesi baltici, in Polonia e in Turchia, ma non in Ucraina. Niente investimenti, niente modernizzazione dell'economia", osserva Aleksandr Razuvaev, direttore della società Alpari Group.

La situazione è complicata dal fatto che l'Ucraina è un Paese con confini problematici. Vi sono i problemi in Donbass, le possibili pretese territoriali di Ungheria e Polonia. Dunque, investire in un Paese che non controlla i propri confini è estremamente pericoloso.

In tal modo l'Ucraina si è ritrovata in un'impasse: se per qualche ragione l'Occidente smettesse di sostenere le autorità di Kiev, l'Ucraina cadrebbe immediatamente in default e subirebbe un cambio di regime politico. 

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Debito, FMI, Ucraina
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