13:02 22 Luglio 2018
Recessione

“La guerra commerciale preludio a recessione economica USA nel 2019”

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Economia
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I danni diretti per gli Stati Uniti e la Cina derivanti dalla guerra commerciale saranno pressochè uguali. Per le economie di Cina e Stati Uniti non è troppo critico: le perdite dirette per entrambi i Paesi saranno approssimativamente lo 0,2-0,3% del PIL annuale.

In un'intervista con Sputnik è stata fornita questa previsione dall'esperto dell'Istituto di sviluppo contemporaneo Nikita Maslennikov. Allo stesso tempo l'esperto ritiene molto probabile che l'economia statunitense finirà in una fase di recessione già alla fine della prima metà del 2019.

Gli analisti economici hanno dato le proprie previsioni in relazione alla dichiarazione del presidente americano Donald Trump sui dazi al 25% delle importazioni di merci dalla Cina per un volume pari a 50 miliardi di dollari all'anno. Il ministero del Commercio cinese, a sua volta, ha annunciato l'introduzione di dazi simmetrici sui prodotti americani.

"La situazione è estremamente tesa, i mercati sono nervosi, nonostante sia stato scontato lo scenario della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina", ha osservato Nikita Maslennikov.

"Esiste la possibilità che ancora una volta entrambe le parti trovino per sé la volontà politica di evitare lo scenario di "guerra commerciale". Ma c'è il rischio che la squadra dell'amministrazione Trump, forte dei successi ad oggi indiscutibili nel breve periodo dell'economia statunitense, chiuderà semplicemente gli occhi sulle conseguenze e sui rischi di medio termine. La guerra commerciale potrebbe provocare una recessione negli Stati Uniti nel 2019. Conseguentemente potrebbe ripetersi qualcosa che non volevamo più accadesse come la crisi finanziaria del 2008-2009. È simbolico che queste aspettative siano passate alla ribalta solo nel decimo anniversario dell'ultima crisi finanziaria globale. I cinesi, occorre riconoscere loro il dovuto, comprendono l'intero insieme di rischi che devono affrontare. Per loro una nuova crisi è altamente indesiderabile, dal momento che può essere un colpo duro, in particolare alla classe media cinese. I danni diretti alle economie di Stati Uniti e Cina saranno pressochè uguali. Tuttavia l'insieme dei rischi associati e la loro portata possono diventare un problema serio per la Cina. Gli Stati Uniti hanno un sistema finanziario molto più sviluppato, la loro economia è più concentrata sui mercati finanziari mondiali rispetto a quella cinese. Da questa prospettiva, la Cina ha il potenziale per cercare compromessi e soluzioni accettabili.

D'altra parte la posizione dei partner cinesi è anche comprensibile: quanto può andare avanti questa partita di poker? Ti puoi accordare con gli Stati Uniti, ma nel giro di 2-3 settimane possono rivedere tutto. È possibile credere a ciò che è stato concordato con l'amministrazione Trump?"

Gli effetti secondari della guerra a colpi di dazi avranno un impatto negativo, in primo luogo sulle economie dei Paesi partner degli Stati Uniti e della Cina. In particolare sui membri dell'Asean, in tutto il Sud-Est asiatico. Questo è già un buon motivo per ritenere che la nuova recessione economica globale possa verificarsi prima del previsto.

La principale conseguenza della guerra commerciale sino-americana nel breve e medio termine è il cambiamento dell'intero sistema commerciale mondiale, afferma Ekaterina Arapova, esperta dell'Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Può influire negativamente sul sistema del WTO, sulle regole stabilite e sui principi del commercio internazionale.

Nel lungo termine, indirettamente, questa guerra commerciale può aiutare ad accelerare la trasformazione dell'economia cinese, ritiene l'analista. Ovvero i consumi interni come traino principale dell'economia nazionale e lo sviluppo di industrie innovative.

"Questa guerra commerciale accelererà in una certa misura tutti questi processi nell'economia cinese. Sarà un ulteriore fattore stimolante. La Cina non può ora rispondere con le quote di importazione per i prodotti tecnologici americani, perché dipende dalla tecnologia americana e degli altri Paesi sviluppati.

Relativamente ai dazi sull'importazione di risorse energetiche e di prodotti agricoli dagli Stati Uniti, da una parte la Cina ha altri canali di approvvigionamento, anche dalla Russia. Le limitazioni alle importazioni di materie prime possono inoltre contribuire allo sviluppo delle energie alternative in Cina.

Le misure speculari della Cina sono di fatto mirate. Sono applicate solo in quei settori in cui esiste la possibilità di fare a meno delle importazioni dagli Stati Uniti."

Gli osservatori fanno notare che i dazi di risposta della Cina sono diretti contro le produzioni degli Stati americani che hanno votato per Trump durante le scorse presidenziali. I prodotti presi di mira dai dazi di Pechino sono soia, mais, grano, riso, sorgo, carne di manzo, maiale, pollame, pesce, latticini, noci e verdure. Nel 2017 le importazioni cinesi di prodotti agricoli americani ammontavano a 24,1 miliardi di dollari, pari a circa il 19% del volume totale delle importazioni cinesi di prodotti agricoli, che valgono 125,86 miliardi $.

Secondo i dati di Bloomberg Intelligence, il valore totale del carbone americano esportato in Cina lo scorso anno è stato pari a 395 milioni di dollari. Circa il 90% è il carbone che viene utilizzato per la produzione di acciaio. Oggi la Cina è il mercato di sbocco del petrolio americano. Con i suoi acquisti, contribuisce a stimolare la crescita delle esportazioni dagli Stati Uniti: 18,4 milioni di barili di petrolio e prodotti petroliferi statunitensi sono arrivati in Cina a marzo. Il Paese asiatico è il terzo maggior cliente dopo Messico e Canada. Allo stesso tempo, per la Cina, il più grande importatore di petrolio al mondo, il petrolio americano è solo una piccola parte del suo bilancio energetico. I maggiori fornitori sono Arabia Saudita e Russia.

Pertanto gli osservatori ritengono che le contromisure cinesi possano avere un impatto particolarmente doloroso per gli esportatori statunitensi di materie prime.

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Tags:
Finanze, Politica Internazionale, Economia, Commercio, dazi, Casa Bianca, Bloomberg, Donald Trump, USA, Cina
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