18:13 20 Novembre 2018
Il presidente cinsese Xi Jinping parla alla Comissione Economica per l'America Latina e i Caraibi (CEPAL) a Santiago, Cile (foto d'arhivio)

L’America del Sud è interessata a favorire l’espansione economica cinese nella regione

© REUTERS / Carlos Vera
Economia
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Una zona di libero commercio Cina-America Latina è indubbiamente presente.

Infatti gli USA tenteranno in qualsiasi modo di ostacolare le trattative facendo pressioni politiche sui singoli Stati e provando a scuotere le organizzazioni a livello locale. Questo è ciò che hanno dichiarato gli esperti interpellati da Sputnik. Hanno commentato così il messaggio dell'ambasciatore dell'Argentina in Cina Diego Ramiro Guelar sul fatto che le trattative per la zona di libero commercio tra la Cina e l'America del Sud potrebbero essere avviate già a partire dall'anno prossimo.

L'ambasciatore ha rilasciato questa dichiarazione dopo il Vertice delle Americhe, tenutosi a Lima il 13 e 14 aprile. In tale occasione è emerso che il mercato comune latinoamericano sta cercando di rafforzare i propri rapporti commerciali con la Cina. Al vertice, però, la delegazione degli USA guidata dal vice-presidente Michael Pence non è riuscita a dissuadere l'America Latina dal suo avvicinamento alla Cina. La Cina, dal canto suo, alla vigilia del vertice ha rimproverato gli USA per la loro egemonia e, in particolare, per il fatto che come sempre esercitano il diritto di dire all'America Latina con chi fare affari e con chi no. La Cina ha partecipato al Vertice come osservatore.

"La Cina è tanto importante per l'America Latina quanto lo sono gli USA", ha dichiarato l'ambasciatore dell'Argentina in Cina Diego Ramiro Guelar in un'intervista rilasciata ai giornali di Hong Kong.

In barba agli USA, quindi. E facendo capire ai partner della regione che la Cina è per l'Argentina il secondo partner commerciale dopo gli USA. Un'altra cosa interessante è perché proprio l'Argentina abbia dichiarato per prima l'interesse strategico dell'intera macro-regione nei confronti della zona di libero commercio con la Cina. In parte la risposta a questa domanda l'ha data l'ambasciatore stesso dichiarando che gli investimenti cinesi sono necessari per l'Argentina in quanto quest'ultima sta tentando di riformare la sua economia isolata e di ristabilire l'accesso al mercato internazionale dei capitali.

La dichiarazione dell'ambasciatore dell'Argentina e non di un altro Paese non ha stupito gli osservatori anche per un'altra ragione. Ancora quando Mauricio Macri divenne presidente dell'Argentina nel dicembre del 2015 era chiaro che avesse visioni neoliberali di destra, stretti rapporti con gli USA e che la sua famiglia avesse anche vecchie e solide relazioni con imprenditori cinesi. Mauricio Macri è presidente, importante imprenditore che si è messo alla prova sia come sindaco di Buenos Aires sia come presidente della squadra di calcio Boca Juniors.

Macri con la sua politica di destra ha fatto in modo che i rapporti commerciali tra l'Argentina e la Cina non solo non creassero alcun danno, ma anzi che continuassero a svilupparsi. Per questo gli osservatori pensano che proprio l'Argentina possa diventare una delle locomotive per la creazione di una futura zona di libero commercio.

Il successo di questo progetto è già prefigurato dal rapido sviluppo del commercio tra la Cina e l'America Latina, ritiene l'esperto del Centro di ricerche finanziarie dell'Università statale cinese Bian Yongzu.

"L'avvio delle trattative tra la Cina, l'Argentina e gli altri Stati dell'America Latina riguardo alla zona di libero commercio è un evento molto atteso. Negli ultimi anni la collaborazione commerciale ed economica tra di loro è diventata giorno dopo giorno sempre più stretta, il progetto si basa sulla struttura e l'interconnessione tra le economie delle due regioni. Ad esempio, la Cina ha fatto grandi investimenti nei settori estrattivo, delle infrastrutture, dell'agricoltura dell'America Latina. Inoltre, i minerali e i prodotti agricoli di questa regione vengono esportati in Cina. A loro volta i prodotti tecnologici e industriali cinesi vengono esportati in America Latina. Questa complementarietà reciproca tra le economie è molto solida e anche il volume del commercio continua ad aumentare.

Dall'altro lato l'America Latina è sempre stata la periferia degli USA. Gli USA in America Latina usano la propria influenza e il proprio diritto di parola. Sfruttando il loro potere si intromettono nella politica e nell'economia dell'America Latina, impongono sanzioni ad alcuni Paesi della regione per i più svariati motivi fino a scatenare azioni militari. Oltre a questo negli ultimi anni il peso economico della Cina nel mondo è cresciuto. Questo ha permesso ai Paesi dell'America Latina di considerare anche altre possibilità di sviluppo della cooperazione internazionale. Vi sono motivi per supporre che lo sviluppo della Cina darà varie opportunità all'America Latina, le permetterà di rafforzare le proprie posizioni nel dialogo con gli USA. È anche possibile affermare che le trattative tra la Cina e l'America Latina sulla zona di libero commercio sono un imperativo dei tempi. Anche gli USA possono provare a dimostrare la propria influenza, a danneggiare le trattative dall'interno, a costringere i Paesi dell'America Latina a seguire i propri consigli, a lasciarli nella periferia dove li hanno relegati. Tuttavia il diritto di parola dei Paesi dell'America Latina si rafforza passo dopo passo e, a condizione che esistano varie alternative, le intromissioni degli USA non riusciranno a invertire questa tendenza."

L'esperto dell'Istituto latinoamericano Aleksandr Harmalenko presume che al Vertice gli USA non siano riusciti direttamente ad allontanare l'America Latina dalla Cina. La Cina da tempo e con successo sta instaurando rapporti con Cuba, il Venezuela e altri Paesi. E saranno proprio questi i primi a ricevere colpi politici con l'obiettivo di distruggere l'unità in America Latina.

L'esperto non ha escluso, inoltre, che continueranno ad essere esercitate pressioni su una serie di governi di Paesi della regione laddove al potere vi siano forze di destra. Tramite loro gli USA stanno tentando di minare il sistema delle organizzazioni locali di cui fanno parte, tra l'altro, UNASUD, MERCOSUR e l'Alleanza del Pacifico. Ciò potrebbe rendere difficoltosa la valutazione delle prospettive riguardanti la zona di libero commercio tra America Latina e Cina. Inoltre, la Cina ha qualcosa contro cui contrapporsi, ritiene Aleskandr Harmalenko:

"La Cina si contrapporrà a questo con la sua potenza economica. La Cina tenta di evitare un'aperta politicizzazione dei rapporti con i Paesi della regione e anche in caso di cambi di potere cerca di mantenere una cooperazione economica nella norma sia con l'Argentina sia con il Brasile. La Cina, inoltre, farà affidamento alla sua tradizionale flessibilità, alla sua tendenza alla non intromissione negli affari interni e al sostegno dell'indipendenza dei Paesi della regione. Questa è la tradizionale linea cinese per resistere all'egemonia. Ora quest'egemonia è più che sufficiente. Le sanzioni commerciali degli USA hanno colpito duramente i produttori di acciaio in Brasile in altri Paesi. Nella regione sono evidenti i danni provocati dall'amministrazione Trump legati allo spostamento della produzione negli USA. Tutto ciò sarà sfruttato dalla diplomazia economico-politica cinese per riempire il vuoto creatosi".

Sia la Cina sia l'America Latina si sono trovate a combattere per la creazione di una zona di libero commercio. Non è escluso che l'indeterminatezza prolungata riguardo all'accordo sul partenariato del Pacifico non possa che accelerare le trattative sul nuovo progetto sino-latinoamericano.

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scambi commerciali, commercio, Economia, Argentina, USA, America Latina, Cina
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