18:22 17 Novembre 2018
Ostriche in Crimea

Boom delle ostriche del Mar Nero grazie alle controsanzioni russe

© Foto: Сrimean Seafood
Economia
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Sullo sfondo dell'embargo agroalimentare le ostriche del Mar Nero acquistano popolarità in Russia.

Quattro anni dopo che la Russia ha introdotto l'embargo agroalimentare in risposta alle sanzioni europee, i produttori russi coinvolti nella coltivazione delle ostriche hanno aumentato la produzione di 8 volte. Molto apprezzata dagli zar e non amata dai bolscevichi, l'ostrica del Mar Nero è di nuovo servita nei ristoranti russi alla moda.

Da quattro anni ormai non ci sono ostriche europee nei negozi e supermercati russi, soprattutto di origine francese, a seguito dell'embargo agroalimentare imposto da Mosca in risposta alle sanzioni occidentali. Solo gli allevamenti bretoni di ostriche in passato i principali fornitori di molluschi, esportavano circa 400 tonnellate. Secondo Le Télégramme, nel settembre 2014 la Russia rappresentava il 15% delle esportazioni di alcune imprese. "La Russia era un mercato promettente per le ostriche di premium class, ovvero grandi, leggere e sottili, che in Francia non è sempre facile vendere nei giorni feriali," — scrive la stessa pubblicazione.

L'ostrica del Mar Nero conquista il mercato russo

Privati di questa prelibatezza francese, non per poco i buongustai russi si sono lamentati. Le importazioni di molluschi sono diminuite drasticamente, ma si è notato un forte aumento della produzione russa. Le ostriche vengono ora allevate in due regioni: nell'Estremo Oriente, dove si pescano le ostriche selvatiche, e sulla costa del Mar Nero, in particolare nella regione di Krasnodar e nella Crimea.

Nei tre anni dall'introduzione dell'embargo agroalimentare contro la UE, la produzione di ostriche nella regione di Krasnodar è aumentata di 8 volte ed ha raggiunto 19 tonnellate alla fine del 2017. In Crimea il successo non è meno impressionante: la produzione di 358 tonnellate di ostriche nel 2017 equivale al triplo dell'anno precedente, i produttori di ostriche si apprestano a raddoppiare i volumi entro la fine di quest'anno, hanno riferito a Sputnik presso l'Agenzia federale per la pesca.

Ostrica russa con accento francese

La società "Krymskiye moreprodukty" ("Frutti di mare della Crimea"), il fiore all'occhiello del settore, è oggi il principale fornitore di molluschi. Fondata nel 2015, poco dopo l'ingresso della penisola nella Russia, l'azienda alleva ogni anno 150mila ostriche su 150 acri nel Golfo di Donuzlav, che in realtà è un lago.

"I francesi si trovano di fronte al fatto che devono dissalare l'acqua salata del mare. La nostra acqua del Mar Nero, del Mar Nero nel suo complesso, ha 18 parti su mille di sale, la giusta quantità di sale per l'allevamento delle ostriche, a cui i francesi arrivano artificialmente," — ha spiegato in un'intervista a Sputnik nel 2016 il direttore della società Dionisy Sevastyanov. Inoltre aveva riferito che "una società francese" avrebbe preso parte alla costruzione di un allevamento di ostriche sulla penisola senza tuttavia rivelare il nome dell'impresa.

La società "Krymskiye moreprodukty" offre le sue ostriche ai negozi, grandi catene di distribuzione e ristoranti di lusso da Orenburg a Stavropol, per non parlare di Mosca e San Pietroburgo.

In Russia vengono ancora importate ostriche dalla Nuova Zelanda, dal Giappone, dalla Tunisia e dal Marocco e l'allevamento delle ostriche in Russia ha ancora una lunga strada da percorrere, ma le basi ci sono già.

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Economia della Russia, Sanzioni, Società, Ostriche, pesca, Mar Nero, Crimea, Francia, Russia
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