17:07 19 Giugno 2019
Impianto per estrazione di gas di scisto (foto d'archivio)

La truffa dello shale ha ottenuto una nuova conferma

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Economia
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La prevista crescita record nella produzione di petrolio di scisto negli Stati Uniti e la conseguente futura leadership mondiale americana nel mercato petrolifero sono state messe in discussione.

Il Massachusetts Institute of Technology ha condotto una ricerca ed ha scoperto che è sopravvalutata l'innovazione tecnologica su cui si basano queste previsioni rosee per l'America. Come è successo?

Negli ultimi anni la crescita della produzione di petrolio di scisto negli Stati Uniti è stata spiegata con una svolta tecnologica. Gli americani starebbero perfezionando l'estrazione di questa risorsa in modo tale che ora risulterebbe profittevole estrarla non solo col prezzo del petrolio a 100 $ al barile, ma anche con 40 $.

Questo aveva regalato grandi speranze nei cuori degli esperti dell'Agenzia Internazionale dell'Energia, creata a tempo debito dagli Stati Uniti in opposizione all'OPEC. Nel loro ennesimo rapporto sullo sviluppo del mercato mondiale del petrolio e del gas fino al 2040, avevano predetto il ruolo di leader mondiale degli Stati Uniti.

Entro il 2025 gli Stati Uniti avrebbero ottenuto il primato mondiale nei termini di produzione, lasciandosi alle spalle l'Arabia Saudita e la Russia. Anche nel mercato del gas gli Stati Uniti avrebbero dovuto superare la Russia, diventando i primi nel mondo in termini di produzione, mentre la Russia sarebbe scesa al secondo posto con un grande divario.

L'Energy Information Administration, agenzia federale dipendente dal Dipartimento dell'Energia americano, non è stata meno ottimista. Si aspettano una crescita giornaliera di produzione di petrolio di 500mila barili, raggiungendo complessivamente 9,3 milioni di barili. L'anno successivo si aspettano una crescita ancora maggiore di 600mila barili, raggiungendo così la produzione di 9,9 milioni di barili al giorno. Gli Stati Uniti non producevano così tanto petrolio da quasi mezzo secolo, ovvero dal 1970 con una media di 9,6 milioni di barili al giorno. Secondo le previsioni della Agenzia Internazionale dell'Energia, entro il 2025 il volume di produzione statunitense crescerà fino a 16,8 milioni di barili.

Eppure non tutti, anche negli Stati Uniti, condividono queste previsioni così brillanti. Un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) ritiene che le prospettive della rivoluzione dello shale negli Stati Uniti siano sovrastimate.

Hanno scoperto che la crescita della produzione di petrolio e gas negli ultimi anni è dovuta non al progresso tecnologico, ma al fatto che le aziende americane hanno cercato di sviluppare i giacimenti più promettenti. Questa situazione ha dato loro l'opportunità di aumentare la produzione anche con i prezzi bassi del petrolio.

Indubbiamente i produttori dello shale stanno migliorando le complesse tecnologie di produzione, ma negli Stati Uniti sovrastimano l'importanza della componente tecnologica nella crescita della produttività. Pertanto le previsioni di crescita in futuro della produzione americana di idrocarburi da scisto si basano su aspettative troppo ottimistiche, ritengono gli esperti del Massachusetts Institute of Technology.

L'Energy Information Administration ritiene che variando la profondità del pozzo e la quantità di acqua e sabbia utilizzate per rompere il terreno, la produttività può aumentare del 10% all'anno.

La cifra reale è nella migliore delle ipotesi vicina al 6,5%, sostengono i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology, riporta Kommersant.

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Tags:
Petrolio, Energia, Gas, Economia, Shale Oil, shale gas, USA
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