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20:28 18 Settembre 2019
Moscow City

Attrazione reciproca: la Russia pronta ad accogliere le imprese italiane

© Sputnik . Maksim Blinov
Economia
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In un'intervista esclusiva a Sputnik Italia, Ernesto Ferlenghi, presidente di Confindustria Russia spiega perchè nonostante le sanzioni, investire in Russia per le imprese italiane non è mai stato vantaggioso come adesso.

a ripresa dopo il biennio nero del 2014-2015 si sta consolidando e la Russia ha tutte le carte in regola (indicatori economici, potenziale regionale, stabilità politica) per accogliere le imprese italiane. Questo il quadro tracciato da Confindustria Russia, che il 15 novembre a Mosca ha tenuto l'annuale assemblea generale, a margine della quale si è svolta anche la tavola rotonda "Think Tank on Russia: la Sfida Economica".

residente Ferlenghi, nel suo intervento ha espresso un certo rammarico per il fatto che sui media vengano taciuti i reali indicatori della condizione economica in Russia, il che penalizza anche il mondo imprenditoriale. Quali sono allore le informazioni che vanno trasmesse?

Nei primi sei mesi del 2017 l'export dall'Italia alla Russia è cresciuto del 27%. Per quanto riguarda la Russia i dati del 2017 parlano chiaro: il cambio del rublo con l'euro si è stabilizzato, l'inflazione è al 2,6% annuo e la crescita del PIL è all' 1,7%. Sono valori che nessuno si aspettava e che testimoniano una dinamica positiva. A questo si aggiunge la stabilità politica. Dove si trova un altro paese stabile come la Russia? Ecco, occorre dire che in Russia mai come oggi sono presenti le condizioni ideali per poter investire.

La Tavola rotonda Think Tank on Russia: la Sfida Economica
© Foto : Confindustria Russia
La tavola rotonda "Think Tank on Russia: la Sfida Economica"

Qual è la posizione dell'Italia in questo scenario?

L'Italia ha espresso un'eccellenza e vanta a mio avviso un forte credito politico da parte della Russia, perché se guardiamo agli ultimi anni siamo stati il paese con la migliore e costante presenza politica ad alto livello in questo paese. Mi riferisco ai molteplici incontri tra i ministri italiani e russi e tra le massime cariche dei due paesi. Dobbiamo trasformare questo credito in opportunità industriali.

Nel corso della tavola rotonda da parte russa è stata rimarcata la facilità di dialogo anche a livello regionale con l'Italia. Come si inserisce in questo contesto l'operato di Confindustria Russia?

Il 13 dicembre a Milano organizzeremo una giornata dedicata alla partnership tra Lombardia e Tatarstan. Il presidente della regione del Tatarstan, Ruslan Minnikhanov incontrerà il suo omologo Roberto Maroni. Questo incontro arriva dopo una selezione delle imprese e delle opportunità di investimento presenti nella regione, che abbiamo visitato insieme ad una quindicina di aziende nello scorso mese di settembre.

Ci può dire in quali settori si concentrano queste opportunità?

IT, farmaceutico, meccanico, oil and gas. Per quanto riguarda le aziende posso fare i nomi di Codest, Saipem e Tesmec: tre grandi gruppi italiani che stanno concorrendo a dei tender importanti in Russia. Parliamo del Tatarstan, che è la regione che dopo Mosca cresce di più in Russia, ma non si creda che sia un'eccezione. Le regioni russe sono in concorrenza fra loro per realizzare tutto il loro potenziale economico e fanno quasi a gara a chi riesce a portare a casa progetti concreti con imprese straniere. Senza dimenticare l'Unione Economica Euroasiatica: approdare oggi in Russia significa essere presenti e poter produrre e vendere le merci in cinque paesi.

Il presidente Ernesto Ferlenghi intervistato dal corrispondente di Sputnik Italia
Il presidente Ernesto Ferlenghi intervistato dal corrispondente di Sputnik Italia

Con quale atteggiamento le imprese italiane devono guardare alla Russia?

Per portare delle società italiane occorre comprendere che è cambiato il modello per fare impresa qui in Russia. Con il nuovo corso economico intrapreso dal Paese la concezione, "retail", è tramontata: non possiamo più vendere i nostri prodotti in Russia, ma possiamo portare qui la produzione.  Allo stesso modo non serve organizzare visite di grandi delegazioni per poter dire "siamo amici". Siamo amici, è vero, però abbiamo dei concorrenti negli altri paesi, perciò bisogna essere concreti. Anziché aprire mille finestre, è meglio sceglierne una sola. La Germania ha in Russia 2000 joint venture, mentre noi ne abbiamo solo 200. Alla luce di questo, per essere competitivi occorre un'analisi preliminare della situazione, portare le banche al nostro fianco, fare un lavoro di associazione e muoverci.

Non ha paura che nel 2018 con le elezioni in Italia ci possa essere una nuova battuta d'arresto?

No. In cinquant'anni non è mai cambiato nulla. Cito Enrico Mattei, cito la Fiat. Io stesso sono attivo in Russia da vent'anni e non ho mai visto un cambiamento di approccio. C'è sempre stato e c'è tuttora un clima di amicizia reciproca alla base dei nostri rapporti. La chiave del successo è il dialogo, il confronto, l'analisi delle opportunità. Poi bisogna andare avanti speditamente, perché i nostri concorrenti si stanno muovendo con molta energia.


Confindustria Russia, diramazione diretta della Confindustria nazionale all'interno della Federazione Russa opera per lo sviluppo di rapporti di cooperazione tra le aziende italiane e russe, la creazione di joint-venture ed il trasferimento di know how tecnico ed imprenditoriale. I settori di maggiore attività sono meccanica, costruzioni, energetica, alte tecnologie, alimentazione.

Ernesto Ferlenghi, presidente di Confindustria Russia. Dal 2005 al 2014 è stato a capo di Eni Russia e vicepresidente di Eni.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Cooperazione, Relazioni Italia-Russia, Confindustria, Russia
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