03:14 30 Marzo 2020
Economia
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Uno dei sostenitori più attivi dell'imposizione delle sanzioni contro la Russia nel 2014, ovviamente era la Polonia. Inoltre nel corso di questi anni proprio Varsavia ha difeso con forza l'idea di prolungare le misure afflittive contro la Federazione Russa.

Tuttavia ora nel Paese si sono resi conto finalmente delle conseguenze deleterie di questa decisione in quanto contadini, imprenditori e i cittadini ordinari polacchi letteralmente sentono il peso delle sanzioni sulla loro pelle.

Secondo gli ultimi dati dell'Istituto austriaco per le ricerche economiche (WIFO), a seguito delle misure economiche di ritorsione di Mosca in risposta alle sanzioni, le esportazioni dai Paesi della UE verso la Russia sono diminuite del 15,7% annualmente dal 2014. Analizzando in particolare i dati della Polonia, nel 2013 incassava 8,3 miliardi di euro per le vendite dei suoi prodotti in Russia, ma nel 2016 i ricavi si sono fermati solamente a 3,9 miliardi e questa cifra continua a diminuire costantemente.

Come evidenziano gli esperti, la Polonia si trova in compagnia della Gran Bretagna al 2° posto in termini di perdite derivanti dalle sanzioni antirusse. Il Paese che più di tutti ha pagato le sanzioni è certamente la Germania, che in questi anni ha perso più di 11 miliardi di euro.

Come è noto, non tutti in Polonia sostengono la politica intransigente antirussa del governo.

La categoria che più di tutti ha pagato le sanzioni contro la Russia è quella degli agricoltori, che da molto tempo chiedono alle autorità di rinunciare alle misure contro Mosca per poter ritornare nel mercato russo.

Per molti anni la Russia è stato il principale consumatore dei prodotti agricoli polacchi, in primo luogo le mele. Ora gli agricoltori devono di fatto sopportare di lavorare in perdita.

Tuttavia, gli economisti e gli esperti polacchi delle regioni interessate affermano ormai che il tempo è andato perduto. Dal 2014 la Russia è riuscita ad organizzare una sua produzione nazionale ed ha aumentato significativamente la crescita del settore agricolo. Quei prodotti che sono critici in Russia ora vengono acquistati da Mosca in Asia, America Latina e in altri Paesi con rapporti amichevoli. Pertanto, anche in caso di cancellazione delle sanzioni, gli agricoltori polacchi rischiano di rimanere tagliati fuori, in quanto non saranno in grado di ritornare nel mercato russo alle condizioni precedenti.

"E' importante per gli agricoltori polacchi prendere atto e trarre le conclusioni sul fatto che in futuro la Russia sarà un mercato completamente diverso da quello prima dell'agosto 2014. La stessa Russia produrrà molta più frutta e di qualità migliore. Senza il mercato russo sarà molto più difficile competere con le nostre mele", sottolinea l'analista Adam Paradowski.

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Tags:
sanzioni antirusse, Russofobia, Agricoltura, Economia, Unione Europea, UE, Russia, Polonia
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