18:32 15 Agosto 2018
euro con immagine dello Stivale

“Uscita dell'Italia dall'euro sarà un bene sia per Roma sia per Germania”

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Economia
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L'economia italiana si trova in condizioni peggiori prima dell'introduzione dell'euro. Le discussioni sulle alternative stanno diventando sempre più intense.

L'economista Marc Friedrich, commentando la situazione in un'intervista a "Sputnik", è convinto che l'Italia abbia bisogno di uscire dalla UE per "prosperare di nuovo".

"I Paesi dell'Europa meridionale si sentiranno molto meglio con la loro moneta sovrana piuttosto che con l'euro," — afferma Marc Friedrich.

Per lui l'euro è un esperimento destinato al fallimento. Questo processo può essere monitorato sulla base dei dati statistici chiave dell'economia nazionale. L'Europa meridionale non era mai andata così male dal momento dell'adozione dell'euro, persino con l'instabile lira italiana la situazione era migliore. L'economista si è basato sui dati della disoccupazione record, sul debito pubblico record, sulla crisi del sistema bancario e sui dati della produzione industriale nell'arco degli ultimi 20/30 anni in Italia.

"L'unione monetaria non ha mai funzionato"

"Per il ruolo della Banca Centrale Europea (BCE) sui tassi d'interesse e per l'imposizione forzata dell'euro i Paesi non potranno mai ottenere il via libera. Già nel 2012 lo abbiamo descritto nel nostro primo libro 'L'approccio furtivo più grande della storia". Vediamo che l'euro non funziona. Pertanto posso solo sottolineare che il professore Alberto Bagnai dell'università di Pescara ha ragione."

Bagnai ha recentemente presentato uno studio in cui cui stima cosa accadrebbe se il Paese lasciasse la zona euro. Secondo il professore, in 5 anni per la forte svalutazione della lira nei confronti dell'euro, l'Italia si sentirà meglio da un punto di vista economico rispetto ad oggi. Le esportazioni cresceranno, così come la produzione industriale italiana godrà di condizioni più favorevoli rispetto alla Germania.

"Le unioni monetarie non hanno mai funzionato e non funzioneranno mai," — afferma Friedrich. "Divergono in maniera sostanziale gli indicatori economici di vari Paesi."

Con i partiti che si sono attualmente al potere a Roma, le probabilità che l'Italia esca dall'euro sono piuttosto piccole. Nel caso di affermazione alle urne della Lega Nord o del Movimento Cinque Stelle e dell'ottenimento della maggioranza in Parlamento, l'Italia se ne andrebbe dall'eurozona.

"Come economista, posso solo esserne compiaciuto. L'unica cosa che stiamo vivendo attualmente è "il temporeggiamento dell'annuncio della bancarotta" e il fatto del peggioramento della vita di grosse fasce della popolazione. Quello che stiamo facendo ora si chiama massimizzare i danni, invece dobbiamo minimizzarli. Più a lungo i Paesi dell'Europa meridionale, e l'Italia in particolare, resteranno vincolati al corso della BCE e avranno l'euro imposto, più alti saranno i danni collaterali per il loro status, per la loro condizione sociale e, naturalmente, per la democrazia, perché i partiti estremisti diventano sempre più forti."

Se l'Italia uscirà dalla zona euro senza controllo, allora collasserà l'intero sistema dell'euro. L'Italia è al terzo posto per ricchezza in Europa dietro Francia e Germania, è uno dei più importanti pilastri della UE, sottolinea Friedrich. Se la Grecia se ne andrà non succederà nulla, ma se l'Italia prenderà la sua strada sarà uno "tsunami": altri Paesi seguiranno l'esempio italiano. Se l'Italia rimarrà nella zona euro, la UE continuerà ad erogare sussidi al sud, la Germania dovrà pagare di più per questo conto. Il sistema resterà vivo come finora grazie ad aiuti ed iniezioni di liquidità dall'esterno.

"Quando è stato creato il sistema euro, era stato detto che nessuno dei Paesi dell'unione monetaria si sarebbe dovuto fare carico dei costi di un altro Stato. Tuttavia queste disposizioni sono violate dall'alto e nessuno se ne assume la responsabilità. L'euro è destinato al fallimento. L'euro è di fatto una moneta falsa. Il fatto che l'euro uscirà sconfitto è chiaro, l'unica domanda è quando. La BCE sta cercando di masticare questa gomma il più a lungo possibile".

La BCE pompa ogni mese miliardi di euro per mantenere la giostra di denaro in movimento. Questi obblighi gravano su tutti i cittadini. La Germania con il 18% ha la quota più alta della BCE. Se altri Paesi si staccheranno, questa percentuale potrà essere addirittura superiore. L'analista finanziario mette in guardia:

"Il sistema inizierà a sgretolarsi. Si può solo sperare che politici responsabili cercheranno di minimizzare i danni e sotto controllo manderanno "l'euro agli annali della storia", tuttavia costerà caro. Se non avremo fortuna, allora i loro sforzi falliranno miseramente con un danno ancora più grave e, naturalmente, con le maggiori perdite di patrimonio per tutti."

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Tags:
Economia della Russia, Finanze, euroscetticismo, euro, Banche, BCE, Unione Europea, Banca Centrale Europea, Germania, UE, Italia
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