17:58 22 Settembre 2020
Economia
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Le forniture di gas per oltre cinque milioni di famiglie tedesche sono a rischio per la decisione del governo olandese, intenzionato a sospendere le esportazioni di gas in Germania.

Al posto di guarnizioni e collegamenti al gasdotto russo Nord stream, sarà costruita una rete per la fornitura di gas naturale liquefatto americano, con un costo di 600 milioni di euro. Le riserve europee di gas naturale in breve tempo sono finite. Il grande giacimento di gas, nei pressi di Groningen, in Olanda, va esaurendosi. Dopo il terremoto del 2012 e le proteste, il governo olandese ha deciso nel prossimo futuro, entro il 2030, di interrompere le esportazioni di gas.

La Germania copre circa un terzo del suo fabbisogno di gas con la fornitura dei Paesi Bassi. Prima di tutto, il gas olandese arriva ad ovest e nord della Germania, giungendo a cinque milioni di famiglie tedesche residenti nel land del Nord Reno-Vestfalia. La società Thyssengas cerca ora fonti alternative e, a causa del diverso calore di combustione di diverse varietà di gas, è costretta anche a convertire i dispositivi finali in tutte le case. Per rimontarli entro il 2030 ci vorranno 2,2 miliardi di euro. Si può partire dal presupposto che i costi in molti casi ricadranno sui consumatori.

L'Olanda è dotata di gas di bassa energia, il cosiddetto gas di gruppo L, dal basso contenuto calorico. Poiché l'estrazione di questo gas è sospesa, si dovrà passare al gas del gruppo H, ad alto contenuto calorico. L'ex direttore di Thyssengas, Axel Botzenhardt, per l'approvvigionamento di gas del gruppo H, ha puntato sulla collaborazione della società russa Gazprom, per la costruzione di un ramo per la connessione al Nord stream, con cui il gas russo viene distribuito in Germania. Dopo Thyssengas, la rete di trasporto del gas, lunga 4200 km, è stata acquistata dalla società Ylectricity de France, la EDF e dal fondo olandese, il DIF, per 700 milioni di euro.

Ora per una nuova fonte di approvvigionamento di gas è considerata l'esportazione dagli USA e dai Paesi del Golfo Persico. Questo gas sarà disponibile dal terminale di Zeebrugge in Belgio, arriverà attraverso i Paesi Bassi in Germania. Tuttavia, per questo è necessario allungare la filiale di circa 220 km dal confine con il Belgio, nel Münsterland, regione a nord-ovest della Westfalia.

Contro il progetto già si espongono i rappresentanti del settore agricolo, gli ambientalisti e gli abitanti di queste regioni. Nonostante questo, il progetto è stato avviato e la Thyssengas potrebbe presto iniziare a costruire la tubatura Zeelink, che dovrebbe essere lanciata nel 2021. In questo momento è il più grande progetto nel settore del gas in Germania. Per il collegamento della rete Thyssengas al Nord stream, al contrario, sarebbe necessaria la costruzione di un ramo lungo solo 100 km, con un costo di 300 milioni di euro e così sarebbe possibile trasportare il gas da Rehden, dove c'è la Gazprom, in Westfalia, e dove la tubatura vira  verso il Nord stream a Greifswald. Tuttavia, sembra che questi piani non sono destinati a essere realizzati.

Perché si decide di costruire un gasdotto due volte più lungo e più costoso?

Attualmente la Germania riceve il gas, oltre che dall'Olanda, attraverso il mare del Nord dalla Norvegia e attraverso il mar Baltico dalla Russia. Con la costruzione del tubo Zeelink dovrebbe avere possibilità di acquisto da USA,  paesi del Golfo Persico e anche Nord Africa. Il mercato del gas è complesso e internazionale. La materia prima viene scambiata e distribuita in borsa. I Paesi Bassi in breve tempo, da soli, non saranno in grado di fornire il gas, ma con l'aiuto di Thyssengas e Royal Dutch Shell potrebbero ancora, attraverso un finanziamento per il Nord stream-2.

Nel business del gas gli investimenti sono a lungo termine e sono particolarmente attraenti. Resta da chiarire quanto la decisione della Renania settentrionale e Vestfalia, per ricevere gas dagli USA e Paesi del Golfo Persico, invece che del gas russo, sia influenzata dalla politica e dalle lobby. Poiché la richiesta di gas in Germania è in crescita, l'Occidente non può aggirare il problema di espansione del commercio con la Russia, che vanta le riserve di gas più grandi al mondo. È estremamente improbabile che nel lungo periodo il gas USA sarà sufficiente. È possibile anche costruire sia il Baltic Link che la Zeelink, per garantire un'elevata sicurezza di approvvigionamento. Nel documento del governo federale dedicato allo sviluppo della rete del gas, che ora deve essere adottato, dove si chiede di agire entro i prossimi dieci anni, il relativo piano di espansione manca. L'estensione della rete richiede il passaggio di un complesso processo decisionale, che deve approvare tutti i 14 i gasdotti della società tedesca. Zeelink non ha superato questo ostacolo, per il collegamento con il Nord stream 2, al contrario del Baltic Link.

Per la costruzione dei gasdotti per le fonti di approvvigionamento, si tratta sempre di  decisioni politiche strategiche, con prospettiva decennale.

Forse per alcuni la questione del gas russo è sembrato troppo delicata? Questo si inserisce nel generale dibattito politico sul North stream-2 e sulla dipendenza dalla Russia come fornitore di energia. In Germania le forniture di gas dalla Russia sono pari a circa il 38% del totale. Finora al governo federale ha sempre vinto il pragmatismo e la sicurezza di approvvigionamento dei cittadini è stata una priorità assoluta. La Russia, come in precedenza l'URSS, anche in tempi di guerra Fredda, è sempre stata un fornitore affidabile.

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gasdotto Nord Stream 2, Germania
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