15:24 13 Novembre 2019
Alexei Miller. Nord Stream 2

Gasdotto “Nord Stream-2” crea contrasti in Europa

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Economia
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La “Gazprom” ha acconsentito al finanziamento del gasdotto “Nord Stream-2”.

Metà del gasdotto verrà gestito dal monopolio russo, mentre l'altra metà verrà spartita tra cinque compagnie europee che garantiranno gli interessi della Russia contro gli oppositori al progetto, tra cui Polonia, Danimarca e Ucraina. Gli esperti ritengono che c'è una maggioranza a favore del progetto.

L'Europa ha fortemente bisogno del "carburante blu" ed è seriamente interessata alla costruzione del gasdotto. Anche se questo dovesse rovinare le relazioni all'interno dell'Unione Europea.

Oltre alla "Gazprom" tra le compagnie che hanno firmato all'accordo per il finanziamento del progetto: ci sono la francese Engie, l'austriaca OMV, la anglo-olandese Royal Duch Shell e le tedesche Uni er e Wintershall. Le compagnie europee finanzieranno il 50% del costo dell'intero progetto, il quale è stato stimato di 9,5 miliardi di euro. Ognuna di esse contribuirà con 950 milioni. La "Gazprom" provvederà alla restante parte del finanziamento e resterà l'unica azionista della società del progetto per il Nord Stream-2.

I dettagli del progetto per la costruzione del gasdotto, dalla capacità di 55 miliardi di metri cubi di gas tra Russia ed Europa, sono stati discussi ad agosto dello scorso anno. Inizialmente, le aziende europee contavano di diventare azionisti del Nord Stream-2 acquistando il 10% delle sue azioni e lasciando alla "Gazprom" una quota del 50% nella joint venture.

Ma poi, questo schema è stato modificato e gli europei si sono rifiutati di partecipare al capitale azionario della società di progetto e di acquistare le obbligazioni. Come ha detto la "Gazprom" questa misura è stata forzata. Questo perché contro il progetto si è opposta la Polonia sostenendo che in questa maniera l'Europa rafforzerebbe il monopolio Gazprom in Europa. Simili affermazioni sono state fatte in Ucraina. L'ultima a cercare di impedire la costruzione il gasdotto è stata la Danimarca, dichiarando che il progetto può danneggiare la sua sicurezza nazionale.

"A questo proposito, le condizioni dell'accordo sulla partecipazione degli investitori europei sono state riviste. I partner dell'UE non hanno insistito sulla quota nel Nord Stream-2, perché questo avrebbe richiesto l'approvazione della loro autorità nazionali di regolamentazione e avrebbe potuto ritardare il processo di costruzione. Tuttavia si sono riservate il diritto di riscattare le azioni della società al termine del progetto" spiega una fonte della "Gazprom".

Dopo la firma del nuovo contratto, le compagnie russe ed europee ritengono che nulla possa impedire la realizzazione del progetto. Inoltre gli investitori europei promettono dei fondi totali di 1 miliardo e 425 milioni di euro (285 milioni da ciascuna delle società) già nel 2017. Questo consentirà di rispettare il programma di costruzione del gasdotto, che dovrebbe concludersi alla fine del 2019.

Ci sono però molti ostacoli ancora. Le autorizzazioni per la costruzione di un gasdotto devono essere ufficialmente firmate da tutte le parti interessate: Germania, Finlandia, Svezia, Danimarca, e anche la Lettonia, la Lituania, la Polonia e l'Estonia parteciperanno alle consultazioni. Si prevede che il processo di negoziazione si concluderà alla fine dell'estate.

Tuttavia, secondo gli esperti, i partecipanti al progetto hanno buone possibilità di ovviare a tutti questi ostacoli. Come suggeriscono gli analisti di Standard & Poor's, la modifica della struttura del capitale sociale del Nord Stream-2 permette all'azienda di non dipendere dalla formale approvazione del regolatore polacco, perché "Gazprom" non svolge attività in Polonia.

La Danimarca, a sua volta, può proporre una moratoria per la costruzione del gasdotto solo in caso di modifiche di legge ed emendamenti che deve fare il proprio parlamento. Secondo il capo del dipartimento analitico del codice penale di "BK-Sberzenya" Sergey Suverov, è improbabile che Copenhagen possa impedire attivamente l'attuazione del progetto russo. Danimarca per più di 15 anni non ha accordato la costruzione del gasdotto Baltic Pipe che dovrebbe collegare i giacimenti con il Mare del Nord. Entrerà in servizio prima del 2022-2023. Con questo dal 2020 Copenaghen potrà ricevere carburante dalla Germania grazie al Nord Stream-2.

Come ritiene Sergey Suverov, "tenendo conto che la pressione su questo paese da parte degli investitori europei nel Nord Stream-2 aumenta, probabilmente la sua realizzazione verrà approvata dalle autorità danesi.

In ogni caso il "Nord stream-2" metterà luce sui rapporti interni all'UE. E una decisione positiva nei suoi confronti significherebbe che le autorità che simpatizzano con la Russia prevalgono nell'Unione Europea".

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Nord Stream 2, gasdotto, gas, Gazprom, Danimarca, Lettonia, Polonia, Germania, Unione Europea, UE, Europa, Russia
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