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07:04 24 Agosto 2019
Agricoltura

Les Échos: le sanzioni Occidentali hanno reso la Russia una superpotenza agricola

© Sputnik . Alexei Nasirov
Economia
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Mosca, in risposta alle sanzioni occidentali nel 2014, ha favorevolmente influenzato l'agricoltura del paese, per i prodotti sotto embargo, scrive Les Échos.

In pochi anni, la Russia ha scommesso sull'autosufficienza, potrebbe aumentare i raccolti e diventare leader nell'esportazione di una serie di cereali, riferisce il giornale. 

"In pochi anni la Russia, che già da tempo cessato di essere presente sulla scena internazionale, è diventata una nuova superpotenza agricola, specialmente per il grano" ha detto Les Échos. Secondo i dati del servizio federale statale di statistica, il Rosstat, l'anno scorso il paese ha prodotto 120 milioni di tonnellate di grano, il maggior raccolto coltivato nel periodo post-sovietico. Mosca fa parte del mercato americano ed europeo presente in Asia, Sud America o anche in Africa, dove ha conquistato nuovi clienti. I produttori più grandi "tremano". Soprattutto considerando che, secondo le previsioni degli analisti australiani dell'AEGIC, le esportazioni di grano russo cresceranno del 60% dal 2015 al 2060.

Come scrive Les Échos, riferendosi all'articolo del The Wall Street Journal, "gli agricoltori americani, che una volta nutrivano il pianeta, sono stati superati": mentre la quota americana per l'esportazione globale di mais, soia e grano, secondo i dati del Ministero dell'agricoltura USA, si è ridotta di oltre due volte dalla metà degli anni ‘70, la Russia ha aumentato la raccolta del grano del 61% negli ultimi dieci anni, quella del grano è triplicata.

I prodotti sotto embargo, come frutta, verdura, latticini, carne, per le sanzioni occidentali introdotte nel 2014 dopo la crisi ucraina, " hanno permesso il miglioramento dell'agricoltura". A differenza di molti altri stati, questo settore ha cominciato a giocare un ruolo più importante nell'economia negli ultimi 15 anni fa. Per la prima volta le esportazioni di prodotti agricoli hanno superato quelle delle armi, per un volume di circa 15 miliardi di dollari.

Come scrive Les Échos, la Russia, che si trova sotto sanzioni europee ed americane, ha concentrato i propri sforzi su un obiettivo che si è prefissa nel 2010: "raggiungere l'autosufficienza alimentare entro il 2020". Anche con l'introduzione delle sanzioni, Mosca ha deciso di aumentare i sussidi ai lavoratori dell'agricoltura e permettere agli stranieri di affittare la terra. Inoltre, in agricoltura gli investimenti di grandi imprese commerciali sono in aumento: "vogliono avere la loro parte di torta". Miliardari, come Oleg Deripaska o Vladimir Moshkovich, tra le altre cose, hanno avuto agevolazioni fiscali e aiuti di stato.

Di conseguenza, la Russia non ha bisogno di altro grano, verdure, pollame e carne di maiale. Le sanzioni e altre misure restrittive, come scrive Les Échos, non hanno fatto il loro mestiere: "la caduta del rublo ha giocato a favore della produzione agricola", che è diventata più conveniente per essere inviata verso altri paesi. E per la produzione di grano, grazie al bel tempo, sono diminuite anche le spese per l'energia elettrica e prezzi dei fertilizzanti.

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