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09:42 18 Luglio 2019
Sede di Rosneft a Mosca

CBS News: “le mani del Cremlino sul petrolio americano, solo Trump può fermarlo”

© Sputnik . Ilya Pitalev
Economia
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La compagnia petrolifera russa Rosneft può far valere i suoi diritti per una quota nella società americana Citgo Petroleum, ricevuta come garanzia per un prestito alla compagnia venezuelana PDVSA, segnala CBS News. Ciononostante solo la Casa Bianca ha i mezzi per impedire alla Russia di entrare nel mercato petrolifero statunitense.

Sull'amministrazione Trump sorgono sempre più domande sui suoi presunti legami con i rappresentanti russi. Alcuni di questi presunti legami vanno al di là dello scandalo relativo all'ingerenza del Cremlino nelle presidenziali dello scorso anno.

Il governo russo forse è in procinto di avvalersi dei suoi diritti sulla proprietà parziale di una delle prime dieci compagnie petrolifere degli Stati Uniti, nel caso in cui la società che la controlla andrà in default sul proprio debito di diversi miliardi di dollari. Forse è più esatto dire non "se" ma "quando".

Ecco i dettagli dell'inchiesta giornalistica del corrispondente del canale CBS News Graham Kates.

"Il 30 novembre Rosneft, la compagnia petrolifera controllata dal governo russo, ha prestato 1,5 miliardi di dollari alla società venezuelana PDVSA mentre attraversava una situazione finanziaria difficile. A sua volta la PDVSA ha offerto come garanzia per il prestito quasi la metà delle azioni della società controllata americana Citgo Petroleum.

Successivamente Rosneft ha presentato ha preparato i documenti per rivendicare le quote della Citgo Petroleum nel caso in cui la PDVSA non ripagasse il suo debito. Le probabilità di default sono molto alte secondo le agenzie di rating.

La PDVSA appartiene al governo del Venezuela, su cui gravano pesanti debiti di diversi miliardi di dollari sullo sfondo del crollo delle riserve valutarie scese a 10 miliardi $. Questo significa che Rosneft, amministrata da Igor Sechin, sostenitore del presidente Vladimir Putin, potrebbe presto esercitare i suoi diritti su metà delle azioni della società che gestisce 3 raffinerie e 3 oleodotti negli Stati Uniti.

Gli analisti hanno raccontato alla CBS News che sarebbe inedita la situazione in cui la Russia arriverebbe a detenere una grossa quota di una compagnia petrolifera statunitense. Tuttavia la Casa Bianca ha le possibilità di bloccare l'affare.

La prima opzione è tenere in vigore le sanzioni dell'amministrazione Obama, che non consentono a Rosneft e alle altre società russe di acquistare asset negli Stati Uniti. Queste sanzioni sono state introdotte dopo il 2014 a seguito della riunificazione della Crimea con la Russia. Tuttavia, durante la campagna elettorale, Donald Trump si è mostrato disponibile a valutare l'alleggerimento di queste misure.

La seconda opzione: nel caso di cancellazione delle sanzioni, la transazione può essere bloccata dal poco noto comitato sugli investimenti esteri negli Stati Uniti (CFIUS). E' formato da 9 membri del governo americano e sulla base delle implicazioni per la sicurezza nazionale può esercitare il veto agli investimenti stranieri nelle società statunitensi. Il comitato raramente blocca gli affari. In base alle più recenti statistiche a disposizione, nel 2014 su 147 contratti solo uno è stato bocciato dal CFIUS.

Attualmente fanno parte del comitato il segretario di Stato Rex Tillerson, il segretario del Commercio Wilbur Ross e il segretario dell'Energia Rick Perry. Tutti hanno possibili conflitti di interesse.

Per riassumere: se la Russia eserciterà i suoi diritti sulla quota della compagnia petrolifera americana, solo la Casa Bianca potrà fermarla."

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Borsa&Mercati, Petrolio, Energia, Economia, Geopolitica, Casa Bianca, Cremlino, Rosneft, Donald Trump, Vladimir Putin, Igor Sechin, Venezuela, USA, Russia
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