18:06 26 Maggio 2019
Sede della BCE

UE, “piano per salvataggio delle banche sarà un'apocalisse finanziaria”

© AFP 2019 / DANIEL ROLAND
Economia
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747 miliardi di euro: l'Istituto transnazionale di Amsterdam ha stimato in questa enorme cifra gli aiuti finanziari per il salvataggio delle banche europee. Inoltre gli autori del rapporto hanno espresso insoddisfazione per il fatto che le società di revisione hanno ricevuto ulteriori bonus finanziari per i loro errori passati.

L'esperto di finanza e scrittore Marc Friedrich definisce la situazione attuale uno scandalo senza precedenti.

"Le società di revisione, il quartetto formato da Deloitte, Ernst & Young, PricewaterhouseCoopers e KPMG, per così dire offrivano consulenze alle banche non solo prima della crisi, ma anche dopo inoltre davano consigli e raccomandazioni ai governi", — ha dichiarato Friedrich in un'intervista con Sputnik.

"I responsabili della crisi alla fine dei conti ne escono vincitori. Non sono mai stati perdenti prima della crisi, dopo la crisi hanno scaricato sui cittadini e sui contribuenti, che finora pagano il prezzo più caro di tutto questo. In realtà si tratta di uno scandalo senza precedenti, perché non è mai toccato pagare nulla a queste grandi società di revisione. Non sono state chiamate a rispondere del loro cattivo operato e dell'incompetenza del loro management".

Tuttavia il problema non si limita "solo" ai 747 miliardi di euro con cui i governi dei Paesi membri della UE su iniziativa delle istituzioni europee hanno speso nella forma di iniezioni di liquidità per il sostegno finanziario alle banche tra il 2008 e il 2015.

Secondo l'Istituto transnazionale, quasi 1,2 trilioni di euro sono stati spesi per le garanzie. Ciononostante in Europa si ritiene che non ci siano alternative al salvataggio delle banche. Marc Friedrich, autore di libri come "Errore fondamentale" e "L'unica via d'uscita: il fallimento", ritiene che la classe politica agisca secondo i propri interessi in questo contesto.

"Naturalmente gli ambienti politici ed anche economici sono interessati al fatto che le banche siano in ordine perché dipendono da loro. Tutti gli Stati, tutte le banche, tutte le aziende sono in debito col mondo finanziario, così naturalmente tutti sono molto interessati a vedere che le banche sopravvivano e che possano sopravvivere a spese della cittadinanza", — spiega Friedrich.

Tuttavia la crisi non è ancora finita, avverte Friedrich, tutti questi aiuti finanziari, tutte queste garanzie fino a 2 trilioni di euro hanno solo spostato un po' in avanti il crack:

"è il ticchettio di una bomba che sta per esplodere sotto di noi. Lo stiamo già vedendo: lo stato delle banche in Spagna e in Italia è ancora critico. Di fatto sono verso la bancarotta. Anche Deutsche Bank rappresenta un problema enorme: 8mila processi in tribunale, nel portafoglio una bomba gigante di derivati e naturalmente i miliardi di cui hanno ancora bisogno per pagare il cattivo management. Per questo da un momento all'altro ci aspetta una sorpresa. Ci sarà un nuovo crack, che ridimensionerà la crisi finanziaria del 2008, allora nè la BCE né qualsiasi altro Stato riuscirà a compensare gli effetti come avvenuto la scorsa volta".

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Borsa&Mercati, Finanze, Economia, euro, Deutsche Bank, Banche, Unione Europea, BCE, Marc Friedrich, UE
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