08:07 09 Dicembre 2019
Estrazione petrolio

La Russia può colmare il deficit petrolifero

© REUTERS / Sergei Karpukhin/File Photo
Economia
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La scoperta di nuovi giacimenti di petrolio e di gas è sceso ai minimi storici nel corso degli ultimi sessant’anni a causa dei bassi prezzi dell'energia. A lungo termine questo porterà al deficit nei prossimi dieci anni. La situazione potrebbe salvare la Russia, dove si trova il 90% del petrolio e del gas mondiali.

Secondo il Financial Times, citando i dati IHS Markit, lo scorso anno in tutto il mondo sono stati scoperti solo 174 nuovi giacimenti di petrolio e gas per un totale equivalente a 8,2 miliardi di barili, mentre fino al 2013 questa cifra era di 400-500 giacimenti all'anno. Inoltre i risultati del 2016 sono inferiori a quelli del 2015 quando si erano già toccati i minimi storici. La mancanza di scoperte potrebbe portare al deficit entro i prossimi dieci anni.

A metà del 2014 l'eccesso di petrolio sul mercato mondiale ha provocato il costante abbassamento del prezzo del greggio. Il presso di un barile di petrolio (Brent) è passato da 110 dollari a 30 (inizio 2016) per poi stabilizzarsi intorno ai 55 (fine 2016).

A causa del crollo del prezzo del petrolio le aziende leader nel settore tra il 2015 e il 2016 sono state costrette ad abbandonare le centinaia di miliardi di dollari di progetti di ricerca.

«La rigenerazione delle riserve è un fattore chiave», afferma il CEO di ‘Infotek-Terminal' Rustam Tankaev. «Nel mondo si estraggono circa 4,3 miliardi di tonnellate di petrolio e se non si trovano nuovi giacimenti il mercato rischia il deficit».

Bisogna considerare che la situazione non è la stessa in ogni paese. Ciò dipende dai costi di produzione operativi. Nella situazione peggiore di trova il Venezuela, dove questi costi sono molto più alti che in Russia, Arabia Saudita o Iran. In Russia l'esplorazione geologica si sta gradualmente riprendendo, Nonostante le sanzioni occidentali che limitano l'accesso per le società russe ai mercati finanziari e vietano l'importazione in Russia delle attrezzature necessarie a trovare i ‘shale'.

«Con la partecipazione della norvegese Statoil nella regione di Samara si è iniziata la trivellazione del primo pozzo per estrarre lo shale», nota Tankaev. Il relativamente moderato costo del progetto (la Statoil prevede di investire 60 milioni di dollari nei prossimi due anni), secondo gli esperti, può dare rendimenti elevati.

Secondo Tankaev, gli indici dell'esplorazione geologica globale potrebbero salire grazie alla Russia che possiede circa il 90% dei giacimenti di petrolio e gas del mondo. Molto dipende dal livello della tecnologia di produzione, nonché dal prezzo del greggio. Le basse quotazioni e la mancanza di tecnologie moderne in molti paesi porta i progetti in tutto il mondo ai margini della convenienza economica.

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Petrolio, Petrolio, prezzi petrolio, Mercato del petrolio, Crollo prezzo del petrolio, Rustam Tankaev, Iran, Arabia Saudita, Venezuela, Russia
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