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    “Problemi banche italiane irrisolvibili, referendum costituzionale serve per salvarle”

    © AFP 2017/ GABRIEL BOUYS
    Economia
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    L'analista finanziario Ernst Wolff afferma sicuro che per la riforma costituzionale italiana alla Germania toccherà mettere mano al portafogli.

    Domenica in Italia si svolge il referendum sulla riforma della Costituzione. L'esperto finanziario Ernst Wolff parla del pericolo di un capitalismo ancor più selvaggio in Italia se vinceranno i sì. Le banche italiane, secondo l'esperto, sono impossibili da riformare. Il debito italiano alla fine di tutto verrà pagato dalla UE a spese della Germania.

    "Il sistema italiano ha bisogno di cambiamenti radicali. In altri termini il governo dovrebbe avere l'opportunità di legiferare più velocemente e con meno impicci burocratici. Le leggi che servono riguardano essenzialmente il mercato del lavoro. L'idea è quella di indebolire le tutele dei lavoratori contro i licenziamenti ingiustificati e liberalizzare il mercato del lavoro per rendere l'Italia più competitiva. Si dice che dietro questo piano ci siano tra gli altri J.P. Morgan e Goldman Sachs. E' inoltre di grande importanza per il sistema economico e finanziario italiano.

    Questa cessione di democrazia, dal momento che il governo ottiene l'opportunità di portare avanti le leggi che vuole, non è sostenuta dalla gente. E' una sorta di rafforzamento dell'autorità dello Stato."

    "Se vinceranno i no, ci saranno gravi difficoltà per le banche italiane, che tuttavia sono in difficoltà a prescindere dal referendum. I problemi delle banche italian sono irrisolvibili. Sono molto esposte e, secondo i dati ufficiali, hanno debiti complessivi da 360 a 400 miliardi di euro. Dati non ufficiali parlano di 600-800 miliardi di euro. Solo la terza più grande banca italiana, Monte dei Paschi, ha 50 miliardi di debiti scaduti.

    Sono problemi enormi che cercano di risolvere tramite il referendum. La Germania cerca di evitare il salvataggio delle banche italiane con gli aiuti di Stato perchè in qualità di più grande economia dell'Europa dovrebbe pagare più di chiunque altro.

    Il problema principale dell'Italia è lo stesso come altrove.

    Dopo la crisi del 2008 il sistema finanziario è di fatto morto. Le sue funzioni vitali vengono mantenute artificialmente, ma le misure per tenere a galla il sistema finanziario non aiutano."

    "Alla fine l'Unione Europea salverà l'Italia. Bruxelles non può lasciar morire le banche italiane. Le banche italiane sono troppo legate con gli altri istituti di credito di Francia e Germania. Proprio in Germania, non dobbiamo dimenticare che la 4° o 5° banca più grande per capitalizzazione "Hypovereinsbank" è interamente controllata da Unicredit, la più grande banca italiana. Detto in altri termini, se si fa collassare il sistema bancario italiano, ci sarà un effetto domino che si ripercuoterà sulle banche tedesche che porterà al collasso dell'intero sistema bancario della UE e in ultima analisi alla fine del sistema finanziario americano e globale."

    "Ma il ruolo decisivo sta nel fatto che le probabilità di salvataggio del sistema bancario italiano è piccolo nel lungo termine, così come degli altri sistemi bancari. Possiamo solo prendere misure per stabilizzare il sistema bancario per qualche mese, forse un paio di anni. Ma alla fine il crollo è inevitabile. Questo sistema semplicemente non sta in piedi."

    "Se vinceranno i sì, sentiranno gli effetti le persone che lavorano, in quanto le condizioni di lavoro diventeranno molto più dure. Ci saranno meno tutele contro i licenziamenti ingiustificati e il precariato, sarà più facile assumere persone con stipendi più bassi, etc.

    Se vinceranno i no, Renzi se ne andrà via e ci sarà un governo tecnico. Forse verrà guidato dal ministro delle Finanze, come avvenuto con Monti, collaboratore di Goldman Sachs. Detto in altri termini la finanza prenderà le redini della situazione."

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    Costituzione, referendum, Lavoro, Finanze, Banche, Unione Europea, Matteo Renzi, Germania, UE, Italia
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