22:39 02 Dicembre 2020
Economia
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I produttori lattiero-caseari lettoni sono riusciti a trovare 20 nuovi mercati di sbocco dopo l'introduzione dell'embargo agroalimentare da parte della Russia in risposta alle sanzioni UE, ma non sono ancora stati in grado di compensare interamente le perdite, ha detto in una intervista alla radio Baltkom il ministro dell'Agricoltura Janis Duklavs.

"Esportiamo il latte in 20 nuovi Paesi, il pesce in un numero maggiore di Stati. Se fossimo in bancarotta, ne avreste sentito parlare, ma i volumi che esportavamo in Russia non li abbiamo venduti né in Cina né in America.. non comprano i nostri prodotti con gli stessi volumi", — ha detto Duklavs.

Secondo il ministro, l'unica eccezione è stata la società Laima.

"Si è completamente orientata verso altri mercati. Ci sono anche un paio di cooperative, che si sono dedicate ai mercati di altri Paesi: Kazakistan, Bielorussia e mercati extraeuropei, come la Cina. Bisogna capire che per trovare nuovi mercati non ci vuole un mese e nemmeno cinque: questi problemi richiedono anni di lavoro", — ha detto Duklavs.

A giugno il ministero dell'Agricoltura della Lettonia aveva presentato una relazione, in cui si dichiarava che l'estensione dell'embargo agroalimentare russo fino alla fine del 2017 avrebbe prodotto 250 milioni di euro di danni al settore agricolo nazionale. Alla fine del 2015 le perdite totali della Lettonia hanno superato i 200 milioni di euro.

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Esportazione, Sanzioni, Economia, Commercio, Agricoltura, sanzioni antirusse, Unione Europea, Janis Duklavs, Lettonia, UE, Russia
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