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19:49 21 Luglio 2019
Raffineria di gas in Iran

Lotta per il petrolio iraniano: le società russe non dormono

© AP Photo / Vahid Salemi
Economia
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L'Iran ha annunciato una gara d'appalto per le imprese straniere per sfruttare i giacimenti di petrolio e gas. Le iscrizioni sono state aperte il 17 ottobre e dureranno fino al 19 novembre.

La National Iranian Oil Company (NIOC) annuncerà i vincitori dell'appalto il 7 dicembre. La concorrenza sarà spietata. Molti dei colossi mondiali petroliferi sono pronti a competere per un pezzo della torta del petrolio iraniano. Ha valutato quali prospettive ci sono per l'Iran e la Russia il politologo orientalista Vladimir Sazhin:

"Vanno notati alcuni punti interessanti relativi al bando della gara d'appalto dell'Iran.

In primo luogo è il primo evento del genere dopo la stipula dell'accordo nucleare e della revoca delle sanzioni finanziarie ed economiche contro l'Iran.

In secondo luogo sono i primi contratti con i futuri partner stranieri che si baseranno sul nuovo modello più accettabile per le controparti estere.

In terzo luogo per la prima volta in 65 anni le autorità iraniane permetteranno alle società straniere di partecipare alle attività produttive di petrolio e gas e di dividere gli utili derivanti dall'estrazione di idrocarburi. L'ultima società straniera in Iran è stata la British Petroleum, i cui asset sono stati nazionalizzati negli anni '50 dal governo democratico di Mossadegh".

Qual è il problema? L'articolo 81 della Costituzione della Repubblica Islamica dell'Iran stabilisce "il divieto categorico per il rilascio di concessioni agli stranieri per la creazione di imprese e organizzazioni nei settori del commercio, dell'industria, dell'agricoltura, dell'estrazione mineraria e nel settore dei servizi."

Per questo motivo dal 1979 al 1998 l'Iran non aveva firmato contratti con le compagnie petrolifere internazionali. Tuttavia, come si suol dire, la vita ha costretto a cercare di ottenere i necessari capitali stranieri, le competenze e le tecnologie per lo sviluppo dell'industria del petrolio e del gas. Pertanto durante la presidenza di Mohammad Khatami (1997-2005) è stato introdotto il sistema di «buy-back», che prevede che le compagnie petrolifere internazionali possano eseguire tutte le azioni necessarie per l'esplorazione dei giacimenti di petrolio e gas, ma devono successivamente cedere alla NIOC l'attività estrattiva e la produzione. Questo schema abilmente aggirava il vincolo costituzionale sulla produzione di petrolio, tuttavia si è rivelato essere poco attraente per le compagnie petrolifere straniere, che investivano ingenti somme nella fase iniziale di esplorazione e sviluppo, dopodichè entro 5-7 anni dovevano cedere gli asset alla compagnia energetica nazionale iraniana non appena diventavano profittevoli.

Oggi, come da prassi nel settore petrolifero di tutto il mondo, si sfruttano tradizionalmente accordi sulla suddivisione della produzione, che consentono alle aziende di possedere parte delle riserve di petrolio e gas, nonché di condividere i profitti dallo sviluppo dei giacimenti. In questo contesto il sistema iraniano «buy-back» è stato uno dei principali ostacoli agli investimenti internazionali nel settore del petrolio e del gas di Teheran.

Per questo motivo il presidente Rouhani e il suo governo hanno implementato una riforma strutturale del sistema, offrendo agli investitori un nuovo schema per i contratti: l'Iran Petroleum Contract (IPC). L'IPC assicura il diritto alle compagnie petrolifere straniere di essere proprietarie di parte dei volumi di idrocarburi prodotti. A sua volta l'Iran può sfruttare la rete commerciale della controparte straniera per cercare di vendere i propri volumi di idrocarburi tramite essa. Ad esempio, pianificando di entrare nel mercato europeo del gas, l'Iran può supporre che per una società europea, che ha in dote dei volumi del gas iraniano, sarà più facile e veloce negoziare con i suoi partner europei.

Secondo BP, le riserve accertate di petrolio in Iran ammontano a quasi 158 miliardi di barili, mentre quelle di gas a 34 miliardi di metri cubi. Tuttavia non tutte queste risorse possono essere estratte con la stessa facilità. Come ritenuto dagli esperti, è essenziale per l'Iran che vengano sviluppati non solo i giacimenti a basso costo di estrazione, ma anche tutti quelli di prospettiva. Pertanto l'IPC prevede una compensazione agli investitori stranieri per il rischio a seconda della complessità geologica del giacimento e delle difficoltà del suo sviluppo.

La presentazione del nuovo schema dei contratti è avvenuta nel novembre 2015 in una conferenza internazionale a Londra. Vi hanno partecipato 300 aziende provenienti da 45 Paesi. Tra di loro 135 gruppi petroliferi leader nel mondo, tra cui i giganti russi come Lukoil, Gazprom Neft, Gazprom International, Zarubezhneft, Tatneft e i colossi globali come Royal Dutch Shell, BP, Total, ENI, Petronas e Sinopec.

Ad oggi la Total e la Shell hanno già manifestato la loro disponibilità a lavorare in Iran con le condizioni che assicura l'IPC. Le società russe non stanno a guardare. L'8 ottobre la società russa "Tatneft" e la NIOC hanno firmato un accordo per analizzare il giacimento di Dehloran nella provincia di Ilam, Zarubezhneft e Lukoil hanno firmato per altri 3 campi. Nel maggio 2017 Lukoil prevede di firmare un contratto con l'Iran sui giacimenti di Ab-Teymur e Mansuri. Tuttavia l'amministratore delegato di Lukoil Vagit Alekperov ha detto che la società intraprenderà passi concreti solo dopo l'approvazione definitiva da parte delle autorità iraniane della legge sull'IPC.

In Iran da quasi 2 anni si combatte duramente contro il nuovo sistema di contratti. Gli oppositori del riformatore Hassan Rouhani non sono disposti all'apertura delle proprie risorse e del mercato energetico nazionale, attenendosi al principio «khodkefaei» (autosufficienza), che chiude le opportunità dello sviluppo moderno dell'Iran. Effettivamente l'IPC è in primo luogo nell'interesse dell'Iran, che solo per la modernizzazione del settore petrolifero nel prossimo futuro ha bisogno di 200 miliardi di dollari.

Tuttavia l'annuncio della nuova gara d'appalto alle nuove condizioni indica la vittoria dei realisti, che hanno a cuore il futuro dell'industria petrolifera nazionale, tutta l'economia e le relazioni con i partner stranieri dell'Iran da un punto di vista puramente pragmatico di business.

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Tags:
Petrolio, Economia, investimenti, Hassan Rouhani, Russia, Iran
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