21:30 06 Aprile 2020
Economia
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In crescita le esportazioni complessive (+0,3%), giù le importazioni (-0,5%). Il surplus commerciale (+3.462 milioni) è ampiamente superiore a quello dello stesso mese del 2015 (+2.052 milioni).

A giugno 2016, rispetto al mese precedente, le esportazioni presentano un lieve incremento (+0,3 per cento) mentre le importazioni risultano in diminuzione (-0,5 per cento). Il surplus commerciale (+3.462 milioni) è ampiamente superiore a quello dello stesso mese del 2015 (+2.052 milioni). Lo rileva l'Istat nel report sul commercio estero extra Ue.

Il lieve incremento congiunturale delle vendite verso i paesi extra Ue è ascrivibile ai beni strumentali (+2,9 per cento, in presenza di importanti vendite di mezzi di navigazione marittima) e, in misura minore, all'energia (+11,5 per cento). Le vendite di beni intermedi (-3,5 per cento) e di beni di consumo non durevoli (-1,0 per cento) sono in calo.

Dal lato dell'import, il calo congiunturale interessa i beni strumentali (-4,0 per cento) e, in misura meno intensa, i beni intermedi (-0,9 per cento) e i beni di consumo non durevoli (-0,5 per cento). Gli acquisti di beni di consumo durevoli (+3,1 per cento) e di energia (+2,4 per cento) sono in espansione.

Nell'ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue si conferma in espansione (+2,9 per cento) ed estesa a tutti i raggruppamenti principali di beni, esclusi i beni di consumo durevoli (-0,4 per cento). I beni di consumo non durevoli (+4,6 per cento), l'energia (+4,3 per cento) e i beni intermedi (+3,7 per cento) registrano una crescita rilevante. Nello stesso periodo, l'incremento congiunturale dell'import (+2,4 per cento) è ascrivibile all'energia (+11,2 per cento) e ai beni strumentali (+6,6 per cento). Il calo dei beni di consumo durevoli (-3,8 per cento) e dei beni intermedi (-2,6 per cento) è marcato.

La contrazione mensile delle esportazioni su base annua (-2,8 per cento) è determinata dall'energia (-49,4 per cento) e, in misura minore, dai beni intermedi (-4,5 per cento) e dai beni di consumo durevoli (-7,3 per cento).

Contrastano la tendenza decrescente delle esportazioni le vendite di beni di consumo non durevoli (+5,9 per cento) e di beni strumentali (+1,7 per cento). Il forte calo tendenziale delle importazioni (-13,0 per cento) coinvolge tutti i comparti. Particolarmente intensa è la diminuzione dell'energia (-28,5 per cento). I beni intermedi (-9,4 per cento), i beni strumentali (-8,8 per cento) e i beni di consumo (-4,7 per cento) registrano una diminuzione più contenuta della media. Nel primo semestre 2016 entrambi i flussi commerciali presentano un calo tendenziale, più sostenuto per le importazioni (-8,8 per cento) che per le esportazioni (-3,9 per cento). Al netto della componente energetica, la flessione di entrambi i flussi è molto meno marcata (-0,9 per cento per le importazioni, —1,8 per cento per le esportazioni).

Nel primo semestre 2016 il saldo con i paesi extra Ue è pari a +16,5 miliardi a fronte di +13,1 miliardi registrati nello stesso periodo del 2015. Si riduce l'avanzo nell'interscambio di prodotti non energetici che passa da +29,5 miliardi nel 2015 a +28,4 miliardi nel 2016.

A giugno 2016 aumentano le vendite di beni verso il Giappone (+17,0 per cento), Russia (+5,1 per cento) e paesi ASEAN (+5,0 per cento). Paesi MERCOSUR (-18,2 per cento), Turchia (-12,6 per cento), Stati Uniti (-6,8 per cento) e paesi OPEC (-3,5 per cento) segnano un decremento delle esportazioni.

Le importazioni da Russia (-46,4 per cento), Svizzera (-14,1 per cento), paesi ASEAN (-10,1 per cento), Cina e Stati Uniti (entrambi —6,1 per cento) sono in calo, mentre gli acquisti dalla Turchia (+21,8 per cento) registrano una crescita sostenuta.

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Tags:
Export, Import-export, ISTAT, Italia, Russia
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