16:36 08 Dicembre 2019
Turkish Stream

La Turchia pagherà gli errori con la Russia: Turkish Stream non sarà più lo stesso

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Economia
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Ankara, dopo aver rovinato le relazioni con la Russia, ha bruciato l'occasione di diventare un importante hub del gas per l'Europa, ritiene l'analista Konstantin Simonov. Ora Erdogan si mangia le mani?

Dopo le scuse del presidente turco, le tensioni tra Russia e Turchia si dissolvono rapidamente. Tuttavia è probabile che il progetto infrastrutturale energetico "Turkish Stream" venga implementato in un formato diverso, perché Ankara ha perso la sua possibilità di diventare l'hub più importante d'Europa, ritiene il direttore della Fondazione nazionale per la Sicurezza Energetica Konstantin Simonov.

In relazione alla dichiarazione del presidente turco Erdogan sulla normalizzazione delle relazioni con la Russia, diventa attuale la questione su quanto velocemente le parti riescano a ripristinare i legami dopo una crisi politica prolungata. In particolare il discorso riguarda la ripresa del gasdotto "Turkish Stream".

In precedenza il ministro dell'Energia russo Alexander Novak aveva affermato che era possibile la ripresa della costruzione del gasdotto. Ne breve dovrebbe avvenire l'incontro tra i ministri dell'Energia di Russia e Turchia. Ma in che formato è disposta a discutere "Gazprom" la ripresa dei lavori?

"I rapporti si scongelano rapidamente, ma il progetto sarà "South Turkish Stream." La Turchia riceverà 1 solo ramo anziché 4, non diventerà il centro di transito del gas russo verso l'Europa.

Credo che in queste relazioni complesse di politici freddi il fatto che Erdogan abbia porto le scuse significa che ha ammesso di non aver avuto ragione. Putin lo apprezza. Pertanto, da parte sua, probabilmente la Russia abbastanza velocemente revisionerà lo stato attuale dei nostri rapporti con Ankara. Penso che possiamo ritornare molto rapidamente al livello di business che c'era prima del novembre 2015", — ha osservato Simonov.

Tuttavia l'abbattimento dell'aereo a novembre era solo un segnale di continuazione del cambio di atteggiamento nei confronti della Russia, manifestatosi nettamente dalla primavera dello scorso anno. Dopo il discorso del presidente russo sul genocidio armeno, secondo Simonov, la Turchia ha iniziato a mettere i bastoni tra le ruote sul gasdotto "Turkish Stream".

Conseguentemente durante l'estate del 2015 nel Forum Economico di San Pietroburgo è stato firmato il memorandum per la costruzione di "Nord Stream-2", direttamente collegato alle sorti di "Turkish Stream".

"Cos'è "Turkish Stream"? "Turkish Stream" è di fatto "South Stream" spostato più a sud verso la Turchia. Lo schema è lo stesso: 4 rami, uno dei quali direttamente in Turchia, e gli altri 3 necessari al transito di gas all'interno dell'Unione Europea. Di questi 2 rami erano destinati al "mercato turco", — ha spiegato il direttore della Fondazione di Sicurezza Energetica.

L'anno passato la Russia ha esportato verso la UE 64 miliardi di metri cubi di gas. Pertanto la parte russa ha bisogno di trovare una via transito per questo gas senza l'Ucraina, in particolare nei Paesi del sud e del sud-est europeo. La metà di questi volumi verrebbe assorbita dal mercato italiano.

"Qual è l'idea di "Nord Stream-2"? Il gasdotto va in Germania, Austria e nell'Italia settentrionale, dove il consumo di gas è maggiore. Ovvero il mercato italiano viene racchiuso nella rotta settentrionale. Il gasdotto prevede 4 rami, 2 linee sono già trasferite verso nord. Se riprendiamo "Turkish Stream", avrà volumi inferiori di almeno 2 volte. Questo problema è già stato concordato", — ha detto Simonov.

"Credo che alla fine sarà attuato il progetto che chiamo "South-Turkish Stream". Ciò significa che 2 rami verranno protratti nel Mar Nero, poi andranno in direzione delle acque centrali della Turchia, e quando arriveranno qui saranno divisi in 2 parti. Una andrà in Bulgaria, l'altra in Turchia. Ovvero "South-Turkish Stream" avrà un flusso dimezzato e sarà diviso in 2 parti. Questo sarà l'opzione migliore. Un ramo è destinato per il mercato turco, l'altro andrà a servire la Bulgaria, la Grecia ed i Paesi dei Balcani", — ha spiegato.

Cosa perderà comunque la Turchia? L'opportunità di transito del gas verso l'Europa, ritiene Konstantin Simonov. Per la Turchia sarebbe stata una straordinaria opportunità, sarebbe potuta diventare il principale hub nel sud dell'Europa, perché sarebbero confluiti il gas azero, potenzialmente quello dell'Iran e sarebbe stato iniettato tutto il gas russo, sottolinea l'esperto.

"Ma la Turchia ha fatto la sua scelta, come abbiamo visto. Un anno dopo Erdogan si è reso conto di aver agito male. Ma è troppo tardi. Rianimare a pieno regime "Turkish Stream", come nel 2014, è impossibile. Abbiamo subito preso una decisione alternativa. La Turchia ha fatto male i suoi calcoli, pensando che non ci fossero alternative," — ha riassunto il direttore della Fondazione.

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Politica Internazionale, Economia, Energia, Geopolitica, gas, Gas della Russia, Nord Stream 2, Turkish Stream, Unione Europea, Gazprom, Vladimir Putin, Recep Erdogan, Mar Nero, UE, Turchia
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