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    Yuan cinese e il dollaro americano

    Pechino concede agli USA 250 miliardi di yuan per investimenti in Cina

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    Economia
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    La Cina concederà agli Stati Uniti 250 miliardi di yuan (38 miliardi di dollari) all'interno del programma per gli investitori istituzionali esteri in yuan (Renminbi Qualified Foreign Institutional Investor, RQFII). Lo ha segnalato il 7 giugno l'agenzia Reuters riferendosi al vice governatore della Banca Popolare di Cina.

    La dichiarazione del rappresentante delle autorità finanziarie cinesi è stata fatta a Pechino nell'ottavo ciclo del "Dialogo Strategico ed Economico Cina-USA".

    Il meccanismo del RQFII permette agli investitori stranieri di acquistare titoli di categoria "A" in yuan nel mercato azionario cinese. In precedenza la quota degli Stati Uniti ammontava ad 80 miliardi di yuan, come per la Corea del Sud e la Germania. La più grande quota è di Hong Kong con 270 miliardi di yuan, da cui è stato lanciato il programma RQFII nel 2011.

    L'innalzamento della quota degli Stati Uniti tra gli investitori qualificati stranieri, indubbiamente riflette l'alto livello di cooperazione economica tra Cina e Stati Uniti. Lunedì a Pechino il vice ministro del Commercio cinese Zhong Shan ha riferito che nel 2015 la Cina per la prima volta è diventata il principale partner commerciale degli Stati Uniti. Il commercio bilaterale è stato pari a 558 miliardi di dollari. Si tratta di una cifra superiore al volume d'affari della Cina con il Giappone, la Corea del Sud, la UE e l'Africa. Inoltre ha osservato uno spostamento verso gli investimenti.

    Estendendo le possibilità degli investitori statunitensi negli investimenti diretti in yuan, la Cina mette alla prova il loro grado di fiducia nella sua borsa, nonché verso le misure che le autorità politiche e finanziarie implementano per ripristinare il mercato dopo il crollo della scorsa estate. In un'intervista con Sputnik, il professore dell'Accademia russa di Finanza Boris Rubtsov ha suggerito che, nonostante le turbolenze periodiche nei mercati azionari cinesi, gli americani sono ancora interessati agli asset del Paese asiatico:

    "Sono di interesse perché le prospettive per l'economia cinese sono molto interessanti. L'economia cinese continuerà a crescere, anche se con un ritmo più lento, ma ha buone prospettive di investimento. Le attività in yuan saranno naturalmente di interesse per gli investitori americani."

    Per rafforzare la fiducia degli investitori nella stabilità dello yuan, il vice governatore della Banca Popolare Cinese ha annunciato la preparazione del regolatore al possibile aumento dei tassi d'interesse da parte della Federal Reserve americana. Ha sottolineato che le modalità per fissare lo yuan diventano più stabili e trasparenti e la sua internazionalizzazione sarà orientata al mercato.

    Boris Rubtsov ritiene che l'aumento delle opportunità per gli investitori stranieri di acquistare asset in yuan contribuisce all'internazionalizzazione della moneta cinese:

    "Tutto è fatto per l'internazionalizzazione dello yuan all'interno della politica generale di apertura del mercato. Il mercato azionario non è aperto completamente agli investitori istituzionali qualificati, ma i cinesi ogni anno aumentano la quota per l'acquisto dei titoli del mercato azionario interno in yuan".

    La Cina aumenta le quote per i singoli Paesi ed estende l'elenco degli Stati che rientrano in questa categoria. Nel corso degli ultimi anni sono diventati membri del meccanismo RQFII l'Australia, il Cile, la Malesia e la Thailandia. Sono in prova, per loro il regolatore cinese ha messo a disposizione 50 miliardi di yuan.

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    Economia, Finanze, Borsa&Mercati, yuan, Cina, USA
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