13:13 19 Luglio 2018
Jens Weidmann, governatore della banca centrale tedesca Bundesbank

Bundesbank, Weidmann insiste: Italia non è un modello virtuoso

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Economia
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Il governatore della banca centrale tedesca ancora una volta sulla condizione dei conti italiani. Attesa per la lettera Ue con l'ok alla flessibilità per l'Italia.

Con un'intervista apparsa oggi sulle pagine de la Repubblica, il governatore della banca centrale tedesca è tornato a criticare la gestione dei conti pubblici italiani. Dopo le osservazioni mosse poche settimane fa nel corso di un suo intervento accademico in Italia, Jens Weidmann ha dichiarato al quotidiano italiano che ritiene necessario istituire a livello comunitario una commissione indipendente incaricata di valutare il rispetto delle regole del Patto di Stabilità da parte dei singoli Stati membri.

"Sui conti pubblici l'Italia non è certo un modello".

Così Weidmann nelle ore in cui da palazzo Chigi attendono l'arrivo della missiva con cui l'Ue darà il via libera alla richiesta di flessibilità sui conti italiani in cambio di una correzione dei conti nel 2017. Il punto su cui si starebbe discutendo è quello delle modalità di rientro per i 13,5 miliardi di flessibilità che Bruxelles potrebbe concedere a Roma. A dividere le due parti nella trattativa c'è la stima sul deficit per l'anno prossimo. Se palazzo Chigi prevede per il 2017 un disavanzo del 1,8%, la Commissione europea è meno cauta, avendo stimato per lo stesso anno un deficit del 1,9%, e ha chiesto al governo italiano garanzie per colmare questo eventuale gap. Ulteriore ostacolo nella trattativa è rappresentato poi dalla situazione del debito pubblico italiano, argomento sul quale il ministro italiano dell'Economia Pier Carlo Padoan ha scritto, secondo le ricostruzioni della stampa italiana, una lettera ai vertici della Commissione europea per sottolineare le circostanze del tutto particolari di questo momento storico, così come mostrato anche dall'andamento dei conti e del debito di Spagna e Portogallo, ponendo l'accento principalmente sugli effetti fortemente depressivi sulla ripresa dettati dalla deflazione che sta colpendo la zona euro.    

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conti pubblici, Bundesbank, Jens Weidmann, Italia
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