00:28 28 Novembre 2020
Economia
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Grazie all’eliminazione delle sanzioni internazionali, l’export di Teheran a Seul ha toccato la soglia di 400 mila barili al giorno. All’orizzonte c’è un nuovo investimento da 10 miliardi di dollari, previsto dal Governo, per intensificare gli sforzi nel settore iraniano dell’energia.

L'Iran punta forte a Oriente. Come confermato nelle scorse ore dal ministro del Petrolio Bijan Zanganeh, l'export del greggio verso la Corea del Sud si è quadruplicato negli ultimi tre mesi: ovvero da quando sono cessate le sanzioni internazionali contro Teheran. Allora infatti, ogni giorno venivano introdotti dal governo di Seul 100mila barili al giorno: oggi le unità giornaliere sono 400.000.

I dati sulle importazioni globali parlano già di numeri importanti. Nel solo mese di marzo l'import di petrolio iraniano è salito a 1,9 milioni di barili a fronte del milione e mezzo registrato a febbraio. E a dare nuova spinta al settore, il Fondo per lo sviluppo nazionale dell'Iran ha già annunciato un maxi piano di investimenti, con uno stanziamento da 10 miliardi di dollari, per rilanciare la corsa all'oro nero nel Paese.

Non solo petrolio però. Infatti il presidente iraniano, Hassan Rohani, e il suo omologo sud coreano, Park Geun-Hye — insieme oggi a Teheran — hanno dichiarato che "le relazioni commerciali tra i due paesi si triplicheranno".

L'obiettivo è portare il valore degli scambi tra Corea e Iran dagli attuali sei miliardi di dollari ai 18 miliardi annuali. Un business in crescita, come confermato dallo stesso Rohani in conferenza stampa, durante la prima visita ufficiale di un capo di stato sud coreano in Iran, dopo l'interruzione dei rapporti diplomatici tra i due paesi nel 1962.

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Tags:
prezzi greggio, Petrolio, Esportazioni, Bijan Zanganeh, Corea del Sud, Iran
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