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19:44 21 Luglio 2019
Mario Draghi

I dati economici dell'eurozona suggeriscono l'impotenza della BCE

© AFP 2019 / Daniel Roland
Economia
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L'ennesima ondata deflattiva ha messo in luce nuove sfide dinnanzi al presidente della BCE Mario Draghi, oscurando la crescita economica dell'eurozona, risultata essere più alta delle aspettative.

Ad aprile l'inflazione dell'eurozona è tornata di nuovo negativa, registrando un —0,2% rispetto alle previsioni degli economisti interpellati da Bloomberg, che avevano ipotizzato un —0,1%. Tuttavia il presidente della Banca Centrale Europea non ha avuto solo cattive notizie: l'economia dell'eurozona è cresciuta dello 0,6% nel primo trimestre, mentre il tasso di disoccupazione a marzo è sceso al livello più basso dal 2011.

Draghi ha osservato il graduale miglioramento della situazione nei 19 Paesi, che tuttavia non sminuisce le sue preoccupazioni sulle prospettive dell'inflazione. A marzo la BCE aveva abbassato i tassi di interesse ed ampliato il programma di stimoli e lo stesso Draghi aveva chiarito sarebbe stato disposto a misure più aggressive per sostenere la ripresa dei prezzi e togliere l'eurozona dalla spirale deflattiva.

"Draghi deve stare in guardia: a dispetto di un tasso di crescita accettabile, l'inflazione non cresce, — ha detto a Francoforte l'economista di "Commerzbank AG" Michael Schubert. — La BCE in futuro è destinata ad ulteriori azioni, in particolare ad espandere il programma di "Quantitative Easing", quindi per la prima volta occorre essere pazienti."

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Borsa&Mercati, Finanze, Economia, PIL, inflazione, euro, Unione Europea, Banche, BCE, Mario Draghi, UE
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