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    Wall Street Journal: “investitori occidentali non possono rinunciare ai bond russi”

    © Sputnik. Alexandr Demyanchuk
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    I titoli di stato russi potrebbero finire in 3 indici dei mercati emergenti di J.P. Morgan Chase che forniscono indicazioni sul debito pubblico dei mercati in via di sviluppo con un prezzo in dollari, scrive il Wall Street Journal.

    Alcuni investitori stranieri rischiano di non poter rinunciare all'acquisto dei titoli obbligazionari russi, nonostante la rinuncia al loro collocamento di alcune banche europee e statunitensi, scrive il "Wall Street Journal".

    "Il ritorno della Russia nei mercati internazionali del debito pubblico, diventato un mal di testa per le banche, può mettere gli investitori di fronte ad un dilemma," — scrive il giornale.

    Molte banche europee e statunitensi evitano di collocare i bond russi dal valore di 3 miliardi di dollari temendo di violare le sanzioni dell'Occidente contro Mosca.

    Alcuni investitori condividono le loro paure, ma la situazione potrebbe svilupparsi non lasciando per loro alcuna opzione.

    Secondo il "Wall Street Journal", se i titoli di stato russi saranno inclusi nei 3 indici dei mercati emergenti (EMBI) di J.P. Morgan Chase, i fondi di investimento potrebbero iniziare a comprare questi strumenti finanziari in modo automatico. Questi indici servono come punto di riferimento per i fondi relativamente al debito pubblico espresso in dollari dei mercati emergenti.

    "Il fattore chiave sarà se finiranno o meno in questi 3 indici, — commenta la situazione Paul McNamara, gestore del fondo GAM Holding AG. — Potrebbe costringere i fondi che seguono questi indici ad acquistare questi titoli a prescindere dalla loro volontà."

    La J.P. Morgan ha diverse condizioni per inserire nei suoi indici EMBI i bond: devono essere emessi da un mercato in via di sviluppo, essere valutati in dollari ed avere un controvalore di almeno 500 milioni $ per una durata di oltre 2 anni e mezzo.

    Le obbligazioni russe rispettano questi requisiti.

    Tuttavia la "prova finale" per i titoli di debito russi sarà la loro capacità di avere un sufficiente livello di liquidità (capacità di essere rapidamente venduti ad un prezzo non molto diverso dal mercato).

    Questo punto potrebbe non essere garantito dalla Russia a seguito della pressione delle sanzioni finanziarie sui broker, osserva il "Wall Street Journal".

    In precedenza il giornale aveva riferito che si erano rifiutate di collocare i bond russi diversi importanti istituiti di credito, in particolare le grandi banche europee come "Credit Suisse" e "Deutsche Bank".

    Il loro management ha optato per una decisione che non lasciasse delusi l'amministrazione degli Stati Uniti e Bruxelles, dal momento che hanno imposto le sanzioni contro Mosca.

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    Economia della Russia, Economia, Borsa&Mercati, Finanze, Occidente, sanzioni antirusse, Debito pubblico, Unione Europea, UE, USA, Russia
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