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    Manifestazione europeista in Ucraina (foto d'archivio)

    Difficoltà in zona di libero scambio Ucraina-UE: “Kiev pensava di essere in Paradiso?”

    © Sputnik. Pyotr Zadorozhnyi
    Economia
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    Le imprese ucraine è risultato essere non pronto per le nuove regole del commercio con la UE e la zona di libero scambio funziona solo in entrata per l'Ucraina. L'economista Mikhail Belyanin su “Radio Sputnik” ha espresso il parere che questo scenario era prevedibile, in quanto le merci ucraine interessano a pochissime persone in Europa.

    Il business ucraino non è pronto per commerciare secondo le norme UE. In particolare questa tesi è stata riscontrata nelle forniture di uova, pollame e miele. Ad esempio l'Ucraina è stata costretta a sospendere temporaneamente il rilascio delle autorizzazioni veterinarie per l'esportazione di miele nella UE a seguito della scoperta di microbi vietati per questo prodotto in Repubblica Ceca.

    L'accordo sulla zona di libero scambio tra l'Ucraina e l'Unione Europea è entrato in vigore dal 1° gennaio 2016. A seguito di questa situazione la Russia ha sospeso l'accordo sulla zona di libero scambio con l'Ucraina nell'ambito dei Paesi della CSI per proteggere il mercato nazionale dai prodotti della UE che sarebbero potuti entrare senza dazi. Inoltre Mosca ha introdotto nei confronti dell'Ucraina l'embargo agroalimentare, dal momento che Kiev ha aderito alle sanzioni contro la Russia.

    Come affermano gli imprenditori ucraini, la zona di libero scambio tra l'Ucraina e l'Europa oggi funziona solo in una direzione: in entrata verso l'Ucraina. Per le merci ucraine non c'è stata alcuna apertura al mercato comune europeo. L'economista russo Mikhail Belyanin ritiene che l'Ucraina inizialmente non doveva aspettarsi nulla.

    "Per l'Ucraina è giunto il momento di abbandonare l'illusione che il mercato estero le spalanchi le sue porte. Apre solo ai beni che sono necessari, nonostante le dichiarazioni politiche secondo cui dal 1° gennaio per l'Ucraina si sarebbe aperta una zona di libero scambio con la UE. Tante belle parole erano state pronunciate, ma era sfuggito un lapsus, in base al quale l'Ucraina avrebbe dovuto adattare i propri prodotti agli standard dell'Europa occidentale. E' una partita ad una porta sola, che avrebbe giovato solo a chi sorrideva. Gli europei promuovono le loro merci in tutti i mercati, ma alle controparti creano ostacoli,"- ha evidenziato Mikhail Belyanin su Radio Sputnik, osservando che l'Unione Europea ha imposto delle quote all'Ucraina per molte merci.

    "Se si guardano le quote del 2016, sono elencati 36 gruppi di prodotti, ad esempio, il grano, con 950mila tonnellate, l'orzo con 250mila tonnellate, il miele può essere importato per un totale di 5mila tonnellate, ovvero come un granello di sale nel mare rispetto a quello che si prevedeva di importare dall'Ucraina con le barriere," — afferma l'economista.

    A suo parere, la soluzione migliore per l'Ucraina ora sarebbe un ritorno alla cooperazione con la Russia, anche se Kiev non ci sta.

    "Che cosa hanno pensato? Che sono finiti in Paradiso? Da molto tempo bisognava capire che lì non li aspettava nessuno. Da 30 anni vediamo le stesse cose, solo in ambiti diversi e a seconda dei prodotti. Potrebbero trovare altri mercati di sbocco? Certo, l'Ucraina potrebbe guardare in Russia. Penso che non le negheremmo e ancora una volta un gesto di buona volontà. Ma il potere politico in Ucraina, a quanto pare, non può più tirarsi indietro. Eppure tutti sanno che questo cappio si stringerà al collo", — ha concluso Mikhail Belyanin.

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    Tags:
    Economia, Commercio, Area di libero scambio UE-Ucraina, Unione Europea, UE
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