19:40 06 Luglio 2020
Economia
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La burocrazia europea si sente offesa. Il Commissario europeo al commercio Cecilia Malmström è indignata dal fatto che la Russia abbia osato difendere i suoi interessi nazionali, chiedendo all’UE la firma di un accordo vincolante.

All'incontro trilaterale UE-Russia-Ucraina a Bruxelles dalla Russia si aspettavano soltanto concessioni unilaterali. Ma non ci sono state, pertanto "siamo indignati".

Secondo la Commissione europea, la decisione di Mosca di rinunciare, a partire dall'anno prossimo, all'area di libero scambio con l'Ucraina costituisce un atto di "pressione politica ed è in contrasto con le regole del negoziato trilaterale, formulate negli accordi di Minsk". C'è da dire però che gli accordi di Minsk non hanno nulla a che vedere con il commercio bilaterale Russia-Ucraina. E poi, chi ha dato ai burocrati di Bruxelles il diritto di decidere su come la Russia deve sviluppare le relazioni economiche con i suoi partner? Se Bruxelles ha deciso che le richieste della parte russa "non erano realizzabili", ciò significa che la delegazione europea non è riuscita a mettersi d'accordo con Mosca sull'Ucraina. Adesso i negoziatori se ne dovranno assumere le conseguenze, scrive il quotidiano "Rossiyskaya gazeta".

Come saranno queste conseguenze, la Commissione lo sa. Per l'Ucraina l'annullamento dell'area di libero scambio, deciso da Mosca, significherà la perdita di 3,5 miliardi di dollari. È quanto avrebbero perso le aziende russe, se Mosca non reagisse all'entrata in vigore dell'Accordo di associazione UE-Ucraina. Bruxelles capisce che dovrà compensare a Kiev questa cifra ed è sciuramente in Europa che il primo ministro ucraino Yatsenyuk andrà a chiedere i soldi, ma la maggioranza dei paesi UE non vuole fnanziare l'Ucraina.

All'ultimo vertice europeo, dove si è parlato del rinnovo delle sanzioni a Mosca, è stato sollevato anche il tema del gasdotto Nord Stream-2 che porterà il gas russo verso la Germania, come lo sta già facendo il primo gasdotto Nord Stream-1. La parte perdente in questo caso sarà appunto l'Ucraina che, secondo le stime del governo ucraino, perderà almeno 2 miliardi di dollari. È la cifra che Yatsenyuk potrebbe chiedere a Bruxelles. Angela Merkel ha dichiarato tuttavia che la Germania si adopererà contro "l'isolamento totale" dell'Ucraina in qualità di paese di transito. Eppure Berlino non garantisce che Ucraina potrà continuare a guadagnare con il transito del gas russo.

I dirigenti dell'UE si sentono frustrati. Prima della firma dell'Accordo di associazione con Kiev gli esperti di Bruxelles parlavano di benefici che l'Europa avrebbe ricevuto grazie all'area di libero scambio tra Russia e Ucraina. Adesso è diventato ovvio che questi ragionamenti non valgono nulla. L'UE si associa con un paese dove è in corso una guerra civile, dove lo Stato senza soldi sta rapidamente perdendo il suo potenziale industriale e non è in grado di sopravvivere senza sovvenzioni esterne. L'UE voleva un diamante, ma ha ricevuto un blocco di cemento che la sta trascinando verso il basso.    

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