20:03 18 Settembre 2018
Incontro tra direttore FMI Christine Lagarde e presidente ucraino Petr Poroshenko (foto d'archivio)

Il default dell'Ucraina sul prestito della Russia costerà caro al FMI

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Economia
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Il Fondo Monetario Internazionale ha approvato una riforma che consente all'organizzazione di erogare prestiti a Paesi indebitati anche in caso di default sul debito sovrano. Secondo il ministro delle Finanze russo Anton Siluanov, questa decisione segna la rottura delle regole e norme che sono state elaborate nel corso degli anni.

La decisione del Fondo Monetario Internazionale (FMI) di modificare le proprie norme apre la strada all'Ucraina per poter beneficiare in futuro del programma di prestiti dell'organizzazione. Tuttavia questo significa che nel 2016 l'Ucraina sarà marchiata dal default, mentre la Russia entrerà in una serie di lunghi dibattimenti nell'arbitrato internazionale i cui risultati diventeranno un precedente.

Martedì il Consiglio di Amministrazione del FMI ha approvato una riforma che consente all'organizzazione di erogare prestiti a Paesi indebitati anche in caso di default sul debito sovrano.

Il ministro delle Finanze Anton Siluanov ha definito la decisione frettolosa, pretestuosa e ad personam, presa esclusivamente a scapito della Russia per legittimare Kiev a non pagare i suoi debiti.

Il ministro ha inoltre detto che la Russia ricorrerà al tribunale internazionale se l'Ucraina non pagherà il suo debito di 3 miliardi di dollari entro 10 giorni dopo la scadenza del 20 dicembre.

"Le condizioni dei programmi di finanziamento del FMI esistono da decenni e sono sempre rimaste invariate. Sempre un creditore sovrano aveva la priorità rispetto ai creditori commerciali. La normativa sottolineava il ruolo speciale dei creditori ufficiali, particolarmente importante in periodi di crisi, quando i creditori commerciali si allontanano dal Paese e lo privano dell'accesso alle risorse," — ha detto Siluanov.

La decisione, a suo parere, ha causato gravi danni alla reputazione del FMI, in quanto rompe le regole che sono state elaborate nel corso degli anni.

L'ufficio stampa del FMI ha promesso di fornire entro i prossimi 2 giorni le spiegazioni di questa decisione. In precedenza il FMI non legava ufficialmente la riforma con il debito ucraino, dato che il cambiamento delle regole veniva discusso da diversi anni. Allo stesso tempo le autorità russe ritengono palese il conflitto d'interesse di questa decisione per la situazione col debito di Kiev, quindi per Mosca il contenzioso è inevitabile.

Il presidente Vladimir Putin aveva ordinato al governo di citare in giudizio l'Ucraina, se non avesse ripagato il debito alla Federazione Russa.

In precedenza la Russia si era dichiarata disposta a ristrutturare il debito dell'Ucraina, concedendo a Kiev di rimborsare il debito senza interessi nell'arco di 3 anni con un pagamento annuale di 1 miliardo di dollari dal 2016 al 2018, sotto la garanzia del governo degli Stati Uniti, o dell'Unione Europea o di una delle istituzioni finanziarie internazionali. Gli Stati Uniti hanno rifiutato di dare tali garanzie. Una risposta simile, ma non ufficiale, l'ha ricevuta il ministero delle Finanze russo dall'Europa.

Il Cremlino ancora analizzerà la decisione del Fondo Monetario internazionale, ma è chiaro che un simile precedente sia pericoloso per la prassi internazionale, ha dichiarato mercoledì l'addetto stampa del presidente Dmitry Peskov.

"Si tratta di un debito sovrano e, naturalmente, dobbiamo ancora analizzare attentamente questa decisione del FMI. Il precedente è certamente per noi assolutamente indesiderato e, soprattutto, dal nostro punto di vista, molto pericoloso per la prassi internazionale. Crea un precedente molto pericoloso aprendo l'ipotesi di non ripagare il debito sovrano,"- ha detto Peskov.

Il ministro delle Finanze ha detto che la Russia intende far convocare una nuova riunione del Consiglio di Amministrazione del FMI per confermare lo status di debito sovrano del prestito russo all'Ucraina. Il governo russo è rimasto sorpreso dal fatto che sia stata messa in dubbio la natura del debito sovrano per la prima volta nel mondo.

"Se due governi si accordano, si tratta ovviamente di un prestito sovrano, mai nella storia del Fondo Monetario Internazionale e nella storia delle relazioni economiche internazionali questo punto è stato messo in discussione," — ha sottolineato il capo del governo della Federazione Russa Dmitry Medvedev in un'intervista con i canali televisivi russi.

Una decisione così affrettata potrebbe essere pagata a caro prezzo dal FMI, ritiene che il capo del governo russo. "Mina gravemente la credibilità delle decisioni prese dal FMI. Penso che ora perverrà al FMI una pioggia di richieste dagli altri Stati debitori per ottenere le stesse condizioni concesse all'Ucraina. Come il Fondo Monetario Internazionale può respingere le loro richieste?" — ha sottolineato Medvedev.

"Il FMI, nonostante debba curare gli interessi dei creditori e dei debitori, per la prima volta in tutta la sua storia si è schierato da una parte (Ucraina) solo per motivi politici. Così il FMI mette a repentaglio la sua reputazione. Tutto ciò è dovuto al fatto che il sistema finanziario internazionale è ingiusto. Gli accordi di Bretton Woods non funzionano, le quote non sono ridistribuite. Se nel prossimo futuro non riformiamo il sistema, si può perdere la credibilità", — ha detto Medvedev.

La decisione del Fondo Monetario Internazionale è particolarmente strana perché, in contrasto con la prassi normativa della retroattività sui prestiti concessi in precedenza, ritiene il ministro dello Sviluppo Economico russo Alexey Ulyukayev.

"Non è solo un problema per la Russia e l'Ucraina, è un problema in generale per il mercato globale del debito sovrano. Ora il creditore sarà molto prudente, prima di erogare un prestito ad un altro Stato sovrano, sapendo che può comportarsi come ora stanno facendo con la Russia sui 3 miliardi di debito ucraino," — ha sottolineato il ministro dello Sviluppo Economico russo.

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Diplomazia Internazionale, Politica Internazionale, Cremlino, Economia, Finanze, Default, Conseguenze default, Debito dell'Ucraina, FMI, Fondo Monetario Internazionale, Dmitry Peskov, Alexey Ulyukayev, Dmitry Medvedev, Anton Siluanov, Vladimir Putin, Russia
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