11:42 26 Maggio 2019
Centrali elettriche in Crimea

Energia da Ucraina non indispensabile per Crimea, per Kiev blocco è boomerang

© REUTERS / Pavel Rebrov
Economia
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L'Ucraina ha parzialmente ripristinato le forniture di energia elettrica in Crimea in una delle quattro linee ad alta tensione fatte esplodere. Tuttavia il flusso di energia dall'Ucraina ha raggiunto solo 104 Megawatt, mentre prima del blocco arrivava fino ad 800 Megawatt, scrive il quotidiano "Vzglyad".

Se prima del blocco energetico dell'Ucraina la penisola russa produceva per sé solo il 20% di elettricità, mentre il restante 80% veniva fornito dall'Ucraina, ora, dopo il blocco forzato, la situazione è cambiata radicalmente.

Ora la Crimea ottiene dall'Ucraina solo il 13-14% di tutta l'elettricità, il restante 86-87% viene generato dai propri impianti e viene erogato dalla Russia. L'energia prodotta all'interno della penisola viene dalle centrali termoelettriche e dagli impianti eolici, così come dai generatori diesel mobili, che generano il 56% di energia. Dalla Russia la penisola riceve il 33% dell'energia complessiva.

Il lancio del primo ponte energetico dalla regione di Krasnodar attraverso lo Stretto di Kerch ha fornito alla penisola ulteriori 230 Megawatt. Molto presto, entro il 20 dicembre sono attesi altettanti 230 Megawatt.

La Crimea potrebbe attendere il lancio della seconda linea del ponte energetico dalla Russia continentale il 20 dicembre anche con forniture energetiche piccole dall'Ucraina. La completa indipendenza energetica della penisola verrà assicurata dopo il lancio della seconda linea del ponte energetico, che consentirà di aumentare il flusso energetico dalla Russia fino a 800-840 Megawatt.

Il completamento dei lavori è previsto per l'estate 2016. Tuttavia i costruttori russi hanno promesso di completare i lavori di costruzione già in primavera.

Contemporaneamente con la loro inerzia e mancanza d'azione dopo il sabotaggio dell'infrastruttura energetica, le autorità ucraine hanno sorpreso non solo gli abitanti della Crimea e i russi, ma anche gli europei.

La reazione negativa dell'Europa sul blocco energetico della Crimea potrebbe essere stata uno dei motivi per cui Kiev ha fatto marcia indietro ed ha ripristinato una delle quattro linee.

Ci sono anche delle ragioni puramente economiche per il ripristino dei flussi di energia elettrica dall'Ucraina verso la penisola. Il blocco energetico porta più problemi alla stessa Ucraina che alla Crimea.

Gli introiti medi mensili derivanti dalle forniture di energia elettrica in Crimea sono stimate in circa 700 milioni di grivnie per l'Ucraina (30 milioni di dollari circa). 16 giorni di blocco sono costati all'Ucraina 368 milioni di grivnie (circa 16 milioni di dollari). Considerando che invece di 800 Megawatt, come accadeva in precedenza, Kiev ha cominciato a fornire solo 100 Megawatt, il Paese continuerà a perdere introiti. Quando la Crimea non avrà bisogno più bisogno di un solo megawatt di energia elettrica ucraina, l'Ucraina perderà 8,4 miliardi di dgrivnie di fatturato annuo (poco meno di 200 milioni di dollari).

L'Ucraina già sta perdendo enormi ricavi dal fatto che vige il blocco commerciale della Crimea. La perdita stimata è di 1-1,5 miliardi di dollari all'anno. Parallelamente è in corso un blocco idrico, che pesa 50 milioni di dollari di mancate entrate all'Ucraina (la Crimea da più di un anno non riceve acqua dall'acquedotto Nord-Crimea).

Inoltre, a seguito della rottura dei contratti con la Russia per le forniture di energia elettrica, l'Ucraina rischia di dover pagare salate penali. Infine dopo il sabotaggio dei tralicci dell'alta tensione, la Russia insieme con le Repubbliche autonomiste di Lugansk e Donetsk ha interrotto le forniture di carbone in Ucraina. La carenza di carbone riduce la produttività degli impianti termoelettrici. Questo calo di produzione di energia ha portato a situazioni di crisi negli impianti nucleari. Dopo aver scollegato la Crimea, l'Ucraina si è privata della propria energia elettrica prodotta.

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Politica, Energia, Finanze, Economia, Blocco forniture alla Crimea, Russia, Crimea
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