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    La Turchia ha rotto l'isolamento economico della Crimea

    © Sputnik. Sergey Malgavko
    Economia
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    Nonostante il rapporto speciale dei turchi con i dissidenti politici della comunità dei tartari di Crimea e le controversie tra Ankara e Mosca intorno alla figura di Assad, il business della Turchia ha ignorato l'isolamento ucraino della Crimea. Inoltre a breve potrebbero inaugurare voli diretti tra la Turchia e Simferopoli. Cosa ha indotto Ankara?

    Il blocco agroalimentare della Crimea era stato inventato dall'ex presidente del Mejlis dei tartari di Crimea Mustafa Dzhemilev. La sua iniziativa era stata sostenuta dal movimento neonazista "Pravy Sektor" e da altri movimenti nazionalisti e russofobici ucraini. Le forniture sono terminate. Le nicchie di mercato liberate dai fornitori ucraini sono state rapidamente occupate dai produttori russi, facendo saltare di fatto le aspirazioni di Mustafa Dzhemilev, che diceva che "gli invasori devono pagare a caro prezzo la Crimea."

    L'aiuto è arrivato dalla parte che nessuno si aspettava. La Turchia ha avviato le prime forniture agroalimentari verso la penisola, scrive il giornale "Vzglyad". Lo stesso Paese che per decenni moralmente e finanziariamente aveva sostenuto il Mejlis. Dal punto di vista di un'economia di mercato, tutto è logico: se si viene a formare uno spazio, il posto libero viene occupato da qualcun altro.

    Kiev si aspettava comprensione dalla Turchia. Ma Ankara separa molto chiaramente gli affari dalla politica, non permettendo a quest'ultima di danneggiare l'economia. Le tensioni politiche non provocano passi indietro sui progetti di business.

    Inoltre le autorità turche sottolineano esplicitamente con i diplomatici russi che i ritardi nella costruzione di "Turkish Stream" non hanno nulla a che fare con le divergenze politiche dei 2 Paesi. La Turchia non è la Bulgaria, che ha deciso di rinunciare a danno dei suoi cittadini ai profitti derivanti dal transito di gas. La Siria è la Siria, la Crimea è la Crimea e i soldi sono i soldi.

    Pertanto la Turchia continuerà a sviluppare le relazioni economiche con la Russia e la Crimea a prescindere da tutto. Essenzialmente non c'è nulla di nuovo in questa politica, allo stesso modo le imprese turche collaborano non solo con la Georgia, ma anche con l'Abcasia, nonostante il veto di Tbilisi agli stranieri di avere rapporti di qualsiasi ambito con Sukhumi.

    Dopo essere diventata il primo e unico Paese straniero da cui le merci vengono spedite direttamente in Crimea, la Turchia potrebbe diventare anche il primo Paese ad inaugurare voli internazionali diretti da e verso Simferopoli. Inoltre le autorità della Crimea stanno esaminando 21 progetti di investimento delle imprese turche per un valore complessivo di quasi mezzo miliardo di dollari.

    Contemporaneamente nella penisola russa non arriva solo la Turchia. Lo scorso 20 ottobre la "Baikalbank" ha cominciato ed emettere carte di credito col sistema di pagamento cinese "UnionPay". In futuro arriveranno in Crimea delegazioni dell'India. Si prevede di sviluppare la cooperazione nel settore high-tech, farmaceutico, informatico, in agricoltura e turismo.

    I traghetti in servizio sullo Stretto di Kerch sono stati presi in affitto dalla Grecia, membro dell'Unione Europea e giuridicamente unita con Bruxelles nelle sanzioni antirusse.

    Nonostante il dogma "dell'isolamento della Russia", la stragrande maggioranza dei paesi non si preoccupa del colore della bandiera che sventola in Crimea. In questo non c'è alcun supporto per Mosca o disprezzo per Kiev: funzionano così la politica e l'economia internazionale. Se domani la Catalogna e Scozia otterranno l'indipendenza dalla Spagna e dalla Gran Bretagna, anche i più grandi alleati di Londra e Madrid collaboreranno con Barcellona ed Edimburgo. Il contrario non esiste.    

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    Tags:
    Crimea, commercio, Cooperazione, relazioni economiche, Turchia
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