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    L'Europa contro le sanzioni

    Le sanzioni contro la Russia frenano la crescita economica in Europa

    © Sputnik. Vitaly Podvitski
    Economia
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    Il calo della produzione industriale nell’UE può essere una prova importante del fatto che la guerra delle sanzioni con la Russia ostacola la crescita dell’economia europea. Solo grazie alla svalutazione dell’euro e alle azioni della Bce l’industria europea ha evitato un calo drammatico.

    Al vertice fissato per dicembre i leader europei discuteranno della revoca delle sanzioni antirusse. La revoca è legata all'attuazione degli accordi di Minsk. "Al momento l'attuazione degli accordi è rimandata, e in questo contesto dovremmo decidere se prorogare le sanzioni o meno. I dibattiti saranno serrati", ha informato una fonte vicina ai vertici europei.

    L'Unione Europea pensa sempre più spesso di non prorogare le sanzioni contro la Russia, e ci sono seri motivi economici per farlo. Le controsanzioni imposte da Mosca hanno colpito gravemente non solo il settore agricolo e high-tech delle economie europee, ma anche il sistema finanziario.

    La produzione industriale ha subito un serico calo nel corso dell'anno scorso. Le tendenze negative che continuano a manifestarsi quest'anno sembrano fuori dal comune visto che Bruxelles ha preso dei seri provvedimenti per stimolare la crescita economica. Il calo sembra strano sullo sfondo della svalutazione della moneta europea e delle azioni della Bce.

    La stampatrice di banconote della Banca Centrale Europea ha dovuto rimediare finanze delle banche europee, eliminare tutta la negatività che dominava nell'Europa oppressa dalla crisi del debito sovrano e ridare vita all'industria e economia europea. Ma non è bastato.

    Nell'arco di un anno e mezzo l'euro ha subito un calo drammatico, mentre la competitività di prezzo dei prodotti europei è aumentata di quasi il 20%. Ciò doveva provocare la crescita all'esportazione dei prodotti europei e la sostituzione dei prodotti importati nel mercato interno. Ma non è servito neanche questo.

    Come l'Europa, essendo in possesso di due vantaggi molto forti per la propria produzione industriale, non è riuscita a aumentare la produzione? La risposta è semplice. L'Europa subisce grandissimi danni per via delle controsanzioni russe. È il calo della domanda da parte della Russia e dei Paesi CSI che tira giù l'industria europea.

    I danni delle controsanzioni per l'UE sono stati valutati in 1 trilione di euro annui sulla base del volume delle esportazioni nel 2013. Più di tutti ha perso la Lituania — 922 milioni di euro. La Polonia è seconda con 840 milioni. Dietro di loro Germania (589 mln), Paesi Bassi (503 mln), Danimarca (341 mln), Spagna (326 mln), Belgio (281 mln), Finlandia (273 mln). Il conto si basa su solo due tipi di perdite: perdite dirette, provocate dal calo delle esportazioni, e quelle indirette, a causa del calo prezzi per i prodotti sotto l'embargo alimentare russo.

    Le perdite causate dalle sanzioni all'Europa
    © Sputnik. Sputnik. Cifre
    Le perdite causate dalle sanzioni all'Europa

    Nel giugno 2015 l'Istituto austriaco per la  ricerca economica ha calcolato che le sanzioni antirusse costano ai Paesi dell'UE 100 miliardi di euro annui. Secondo le stime, i danni più gravi vengono subiti dalla Germania, che ha già avuto un calo dei suoi parametri economici dell' 1%, che equivale ad un totale di perdite pari a 27 miliardi di euro.

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    Tags:
    Unione Europea, Sanzioni, Embargo alimentare, danni, commercio, perdite
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