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    FMI: Italia può crescere come la Germania

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    Economia
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    Nelle ore in cui a Lima si riunisce il gotha della finanza mondiale il Fondo Monetario Internazionale diffonde il suo World Economic Outlook: il Pil mondiale rallenta a causa della frenata cinese. Positivo il giudizio sull'Italia.

    Alla vigilia dei lavori del Fondo Monetario Internazionale a Lima, in Perù, diffuso ieri da Washington il World Economic Outlook, con cui FMI fotografa lo stato del PIL mondiale.

    Ed è un'immagine improntata al pessimismo quella che trapela dalle pagine del documento, in cui per la quinta volta consecutiva vengono tagliate le stime di crescita, portate dal 3,3% al 3,1%. La causa principale, come sottolineato nell'introduzione ai dati, è l'incertezza dell'economia cinese ma soprattutto il rallentamento delle economie emergenti, che hanno finito per vanificare, a livello globale, le politiche di espansione monetaria delle banche centrali. A complicare il quadro poi il crollo del prezzo delle materie prime, legato a doppio filo proprio alle difficoltà delle economie emergenti.

    Positivo il giudizio sui passi avanti fatti registrare dall'Italia che "può di sicuro fare di più". Ne è convinto Thomas Helbling, del dipartimento economico del FMI, che ha commentato le stime sul PIL italiano, tra i pochi Paesi a ricevere un outlook migliorativo rispetto alle stime precedenti, con un poco più che simbolico +0,1%.

    "Il prossimo passo deve essere il rafforzamento del settore bancario e del regime delle insolvenze, e poi rafforzare la produttività, che richiede un miglioramento della pubblica amministrazione, ridurre il peso del settore privato e migliorare le condizioni delle piccole e medie imprese".

    Questa l'opinione del Fondo a proposito della situazione italiana, avvicinata, nel medio termine, alla performance tedesca. Nel lungo periodo infatti, un avanzamento del PIL italiano ai livelli della Germania è considerato dal FMI "più difficile", alla luce della maggiore produttività di Berlino. 

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    Tags:
    Economia, PIL, crescita, FMI, Thomas Helbling, Germania, Italia
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