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    Greggio, i sauditi tagliano i prezzi

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    Economia
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    In Usa chiudono mille pozzi in un anno.

    L'Arabia Saudita ha tagliato i prezzi del greggio verso i mercati statunitense e asiatici con consegna nel mese di novembre. Lo riporta il foglio economico Bloomberg. La decisione è arrivata dopo che gli altri Paesi del Medio Oriente avevano tagliato i prezzi il mese scorso lasciando l'Arabia Saudita con il tariffario più alto.

    Saudi Arabian Oil Co. (Saudi Aramco), la compagnia petrolifera statale dell'Arabia Saudita, ha ridotto i prezzi delle vendite sui mercati asiatici,  portandoli a uno sconto di 1,60 dollari al barile rispetto al benchmark, quando per le consegne ad ottobre erano a premio di 10 centesimi. E anche sul greggio Medium grade ha ampliato di 1,90 dollari al barile lo sconto per i clienti asiatici, portandolo a 3,20 dollari sul listino di riferimento. Si è trattato del maggiore aumento dello sconto dal febbraio del 2012, quando fu di 2 dollari.

    Sul mercato, il prezzo benchmark per il Brent è rappresentato dalla media tra quelli applicati da Dubai e Oman. Il fatto che Aramco abbia tagliato i prezzi di vendita per l'Asia, aumentandoli di poco per i clienti del Nord-Ovest dell'Europa, segnala che Riad intende combattere per non cedere quote di mercato ai rivali e in riferimento al continente più promettente, in termini di prospettive.

    Va in questa direzione anche la dichiarazione del ministro del Petrolio, Alì al-Naimi, secondo cui l'Arabia Saudita continuerà ad investire nel settore, nonostante i bassi prezzi. In sostanza, il Regno Saudita avverte indirettamente gli USA e la Russia, i due più temibili concorrenti fuori dall'OPEC, che non sarà l'organizzazione a tagliare prezzi e investimenti, ma dovranno farlo loro. A giugno, stando ai dati IEA, Riad ha prodotto 10,48 milioni di barili al giorno

    La borsa di valori di New York
    © AP Photo/ Lucas Jackson

    L'Opec aveva già deciso lo scorso dicembre e poi a giugno di mantenere invariata la produzione complessiva dei  Paesi membri dell'organizzazione a 30 milioni di barili di greggio al giorno.

    Intanto, il numero delle trivelle petrolifere attive negli Stati Uniti è sceso per la quinta settimana di fila. Stando al rapporto pubblicato ogni venerdì dal gruppo di servizi petroliferi Baker Hughes, nella settimana scorsa i pozzi sono calati di 26 unità, scendendo a 614, raggiungendo il minimo storico dall'agosto 2010. Mille pozzi in meno rispetto a un anno fa.

    Venerdì nel frattempo Standard & Poor's ha tagliato i rating di diverse società del settore, con Exxon Mobile e Chevron che si sono visti assegnare un outlook negativo. 

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    Tags:
    prezzi greggio, OPEC, USA, Arabia Saudita
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