14:10 21 Agosto 2017
Roma+ 29°C
Mosca+ 28°C
    Gas

    Alla UE conviene il gas della Russia, troppi costi e investimenti per forniture dall'Iran

    © flickr.com/ Quasimime
    Economia
    URL abbreviato
    0 44352

    Non si avvererà il sogno di Bruxelles di ridurre "la dipendenza energetica" dalla Russia con eventuali forniture di gas iraniano, ritiene Dmitry Abzalov, presidente del Centro per la Comunicazione Strategica.

    L'Unione Europea non abbandona i piani per ridurre la dipendenza energetica dalla Russia. Secondo le previsioni della Commissione Europea, nel 2030 Teheran potrebbe aumentare le esportazioni di combustibile verso l'Europa fino a 35 miliardi di metri cubi all'anno sotto forma di gas naturale liquefatto. Si ipotizza che il combustibile verrà fornito attraverso la Spagna, Paese della UE dove si trova il maggior numero di rigassificatori.

    In futuro, sperano a Bruxelles, l'Iran potrà fare concorrenza alla Russia nel mercato europeo dell'energia. Oggi le esportazioni della Russia verso la UE ammontano a circa 130 miliardi di metri cubi di gas all'anno.

    "Occorre capire che è necessario costruire le infrastrutture appropriate in Europa per ricevere il gas iraniano. Si potrebbe sfruttare la rete costruita in Turchia, ma questa idea non piace particolarmente nell'Unione Europea. La Turchia sfrutta le forniture energetiche come "arma" di natura politica. A suo tempo la Turchia aveva insistito sull'abolizione della legge francese relativa al genocidio armeno, minacciando di limitare le forniture energetiche. Ci sono progetti per collegarsi alla rete di gasdotti esistenti, ma ci vorranno ulteriori investimenti nelle infrastrutture del Caspio. Inoltre è abbastanza problematico per il fatto che i lavori di costruzione sono molto costosi e richiederebbero molti accordi," — ha detto Dmitry Abzalov a "Sputnik".

    Anche le discussioni sulla fornitura di Gas naturale liquefatto non stanno in piedi, suppone l'analista.

    "E' possibile consegnare il combustibile sotto forma di gas liquefatto. Ma è inutile con i prezzi del petrolio bassi. La tecnologia di liquefazione aumenta significativamente i costi. Infine sono necessari investimenti anche per le infrastrutture dell'Iran. Una parte del gas prodotto verrà assorbito dall'economia iraniana, che per molto tempo ha operato al di sotto del suo potenziale ed ha bisogno di essere rilanciata. Inoltre anche la Cina è interessata al gas iraniano.

    Pertanto le prospettive per il gas iraniano sono buone. Ma il costo della logistica, insieme con i bassi prezzi dell'energia potrebbe mettere fine a questa direzione", — crede l'esperto.

    Allo stesso tempo, a suo parere, ci sono dubbi sui volumi dei giacimenti di gas dell'Iran.

    "Non conosciamo esattamente le riserve dell'Iran. Le esplorazioni sono state condotte superficialmente. Penso che l'Iran sarà in grado di riprendere i volumi pre-crisi di petrolio e svilupperà la produzione di gas. Ma tenendo conto di tutto in Europa non esporterà più del 60%. Allo stesso tempo "Nord Stream" è un progetto meno rischioso, che fornisce direttamente il gas da un Paese all'altro, senza rischi di transito. Qualsiasi progetto iraniano avrà dei rischi. L'Europa è interessata ad ottenere gas facile dalla Russia", — ha concluso Dmitriy Abzalov.

    Tags:
    Politica, Energia, Economia, gas della Russia, Petrolio, gasdotto, gas, investimenti, Unione Europea, Iran, Turchia, Cina, Russia
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik